N. 1 GENNAIO 2002

Scarica il PDF:  IlSolea360gradi – Anno IX – N.1 Gennaio 2002

Newsletter mensile di ISES ITALIA

In questo numero:

  • IL SISTEMA ITALIA E LE NUOVE OPPORTUNITÀ PER LE RINNOVABILI
    Forte spinta per la crescita delle rinnovabili dalla liberalizzazione del mercato dell’energia e dalla rapida maturazione tecnologica delle produzioni distribuite e combinate di elettricità e calore. Numerosi i convegni e le fiere in Italia nel 2002.
  • GIORNATA DI STUDIO SULLA PRODUZIONE E LA TRASMISSIONE DELL’ENERGIA ELETTRICA DA FONTI RINNOVABILI
    Nell’evento organizzato dall’AEI, gli sviluppi della generazione distribuita e della microgenerazione in Italia: vantaggi e problematiche.
  • IL CONTRIBUTO DELLE FONTI RINNOVABILI IN ITALIA (ANNI 1990-2000) NEL RECENTE RAPPORTO ENERGIA E AMBIENTE DELL’ENEA
  • “PROGETTO FUOCO”: A VERONA LA MOSTRA SULLA PRODUZIONE DI CALORE DA LEGNA
  • COMUNITÀ LOCALI A ENERGIA SOLARE
    LE ENERGIE RINNOVABILI NELLA PROVINCIA DI CHIETI
    L’impegno dell’amministrazione locale per portare il contributo delle rinnovabili dall’attuale 22% al 38% nel 2010. Conferenza internazionale con il sostegno della Commissione Europea e la partecipazione delle città di Malmoe e di Barcellona.
  • LE RINNOVABILI NEL PIANO OPERATIVO DELLA REGIONE CAMPANIA: 20 MILIARDI DI LIRE PER IL FV
  • NEWS
    • LE PRIME STIME SULLO SVILUPPO DEL MERCATO FV NEL 2001
    • EOLICO: DALLE MARCHE LE LINEE GUIDA PER LA “VIA”
    • ENERGIE RINNOVABILI PER I PVS
    • “L’ARCHITETTURA ECOLOGICA”, UN PANORAMA EUROPEO
  • DAL MINISTERO DELL’AMBIENTE
    STATO DI AVANZAMENTO DEI PROGRAMMI MINISTERIALI PER LE TECNOLOGIE SOLARI
    PROGRAMMA TETTI FOTOVOLTAICI: UN BILANCIO DAL DIRETTORE DEL SERVIZIO IAR
  • FOCUS TECNOLOGIA
    SOLAR POND: LAGHI SOLARI A GRADIENTE SALINO
    Produzione di calore per la dissalazione dell’acqua, per riscaldare gli ambienti ed essiccare i prodotti agricoli. Nuovi progetti di applicazione e rilancio della ricerca per una tecnologia dai costi contenuti e dalle interessanti potenzialità per l’area mediterranea.
  • NOTIZIE DA ISES ITALIA
  • EVENTI

IL SISTEMA ITALIA E LE NUOVE OPPORTUNITÀ PER LE RINNOVABILI

Forte spinta per la crescita delle rinnovabili dalla liberalizzazione del mercato dell’energia e dalla rapida maturazione tecnologica delle produzioni distribuite e combinate di elettricità e calore. Numerosi i convegni e le fiere in Italia nel 2002.

Anche l’Italia, sebbene con ritardo, sembra ormai prossima a entrare in quel circolo virtuoso dello sviluppo delle rinnovabili che ha caratterizzato negli ultimi anni la maggior parte dei paesi nordeuropei e che ha condotto alcuni di loro ad avere una riconosciuta leadership a livello mondiale. Nell’ultimo biennio infatti sono stati varati nel nostro paese strumenti legislativi e misure di incentivazione pensati, forse per la prima volta, nell’ambito di una strategia di lungo periodo. Questa è stata indotta soprattutto dall’esigenza di rispettare gli impegni assunti, insieme agli altri partner europei, nel quadro del Protocollo di Kyoto e di perseguire l’obiettivo strategico illustrato nel documento comunitario “Towards a European strategy for the security of energy supply” (2001) sulla sicurezza degli approvvigionamenti. Gli attuali trend di sviluppo dell’Unione Europea, anche in un’Europa allargata, prevedono infatti per il nostro continente una dipendenza da rifornimenti esterni di energia del 70% al 2030, contro l’attuale 50%, nel caso in cui non siano introdotti sostanziali cambiamenti strutturali dell’attuale sistema energetico. Un contributo determinante all’indipendenza energetica e ai citati cambiamenti strutturali potrà essere fornito proprio dalle energie rinnovabili. Nel Libro Verde, esse sono esplicitamente considerate una priorità politica e una grande opportunità per l’Unione Europea, pertanto da non ignorare.

Anche l’Italia, nonostante i suoi ritardi, sembra essere oggi dotata di alcuni basilari strumenti legislativi (Decreti Ministro dell’Industria dell’11 novembre 1999 sui Certificati Verdi e dei Ministri dell’Industria e dell’Ambiente del 24 aprile 2001, titoli di efficienza energetica) e di programmi di incentivazione (tetti fotovoltaici, solare termico, biomasse, ecc.) In particolare, mentre il Decreto sui Certificati Verdi mira a promuovere la generazione elettrica da fonti rinnovabili, quelli sull’efficienza energetica mirano a promuovere soluzioni efficienti basate sia sull’utilizzo di fonti rinnovabili sia sulla riduzione dei consumi delle fonti tradizionali. La rapida maturazione tecnologica delle produzioni distribuite e combinate di elettricità e calore è destinata ad incidere sull’attuale modello del sistema elettrico, basato oggi sulla grande generazione centralizzata (basti pensare alla potenziale diffusione delle microturbine a gas dell’ordine di poche centinaia di kW o ai monoblocco compatti equipaggiati con motori endotermici, che consentono la realizzazione di impianti di poche decine di kW). È dunque evidente la sinergia fra produzione distribuita e sviluppo della microgenerazione (fino a qualche MW) da fonti rinnovabili.

Solare, eolico, mini-hydro e, in prospettiva, l’energia da biomassa potrebbero assumere un ruolo di grande rilievo, grazie alla loro tipica caratteristica di diffusione sul territorio con importanti benefici ecologici e ricadute economiche per l’utilizzo di fonti endogene e di tecnologie nelle quali l’Europa vanta al momento una riconosciuta leadership mondiale. Le iniziative attivate dai tre suddetti Decreti dovrebbero promuovere nei prossimi anni investimenti privati dell’ordine di 10 miliardi di euro, di cui almeno la metà in impianti a fonti rinnovabili, ai quali si aggiungono i co-investimenti indotti da programmi come quello dei tetti fotovoltaici. Si tratta di interventi sostanziali che coinvolgeranno su molteplici aspetti, da quelli tecnici a quelli gestionali ed amministrativi, il mondo dell’industria, del commercio, della ricerca, le autorità pubbliche responsabili della gestione del territorio e della pianificazione urbanistica, il mondo dell’energia, fino agli utenti e all’opinione pubblica. Va evidenziato che l’impegno richiesto a tali soggetti non è solo legato agli aspetti tecnologici ed economici di questi nuovi sistemi energetici, ma riguarda anche l’esigenza di sviluppare una diversa cultura sul modo di produrre, trasportare e consumare l’energia, pena il vanificare le opportunità richiamate.

Siamo pronti? A vedere dalle iniziative convegnistiche e fieristiche in calendario in Italia nel settore dell’energia solare e delle rinnovabili per il 2002, sempre più numerose e frequentate, sembra proprio che ci sia un crescente interesse per il settore (giornata sull’eolico il 21 febbraio a Roma, “Next Energy” a Expocomfort a Milano, Biocasa a Trieste, “Solarexpo” a Verona, “EuroSun 2002” a Bologna e “Sunweek” a Milano, oltre ad un’ampia serie di iniziative promosse da Regioni, Comuni e Province).

ISES ITALIA ha fissato l’appuntamento di EuroSun 2002 (23-26 giugno), quarta edizione della Conferenza Europea sull’energia solare, per la prima volta in Italia, dedicata ai più recenti sviluppi tecnico-scientifici e alle politiche messe in atto per promuovere le applicazioni delle rinnovabili da parte delle Amministrazioni locali europee; si tratterà di un confronto con i nostri colleghi europei, che auspichiamo ricco di spunti e di scambi.

GIORNATA DI STUDIO SULLA PRODUZIONE E LA TRASMISSIONE DELL’ENERGIA ELETTRICA DA FONTI RINNOVABILI

Nell’evento organizzato dall’AEI, gli sviluppi della generazione distribuita e della microgenerazione in Italia: vantaggi e problematiche.

Il 22 gennaio 2002 ha avuto luogo presso la Facoltà di Ingegneria dell’Università “La Sapienza” di Roma una giornata di studio su “Le fonti rinnovabili e la cogenerazione nel futuro mercato dell’energia elettrica. Riflessi sui sistemi di trasmissione e distribuzione”. L’incontro è stato organizzato dall’Associazione Elettrotecnica e Elettronica Italiana (AEI), in collaborazione con altre associazioni energetiche (IEEE, APER, AIEE, ITCOLD) e il Dipartimento di Energia Elettrica della Facoltà di Ingegneria “La Sapienza”.

Nell’introdurre i lavori, il Prof. Francesco Iliceto ha evidenziato come la crescente attenzione verso un sistema di produzione di energia elettrica distribuito e da fonti rinnovabili, stimolato dall’attuale tendenza ad estendere, attraverso il processo di liberalizzazione, l’accesso al mercato dell’energia a nuovi operatori, potrebbe portare ad importanti cambiamenti strutturali nel consolidato modello dell’attuale sistema elettrico, impostato e sviluppato negli ultimi 100 anni intorno alle grandi produzioni centralizzate ed a una rete elettrica a tensioni sempre più elevate. Questo modello potrebbe subire, con l’introduzione generalizzata della “produzioni distribuite”, dei profondi cambiamenti strutturali con importanti benefici ecologici e ricadute economiche di grande rilievo.

Per generazione distribuita o diffusa (GD) si intende un sistema elettrico costituito da numerosi piccoli e medi impianti di produzione di energia localizzati in prossimità delle utenze, collegati alle reti di distribuzione a media e bassa tensione (MT e BT), per scambi di energia bidirezionali e non da grandi centrali ed una rete di trasmissione. Questi impianti possono essere di cogenerazione e realizzati con l’utilizzo sia di fonti convenzionali che rinnovabili e la loro potenza può variare da pochi kW a varie decine di MW. La GD consente di utilizzare le rinnovabili in luoghi particolarmente favorevoli, di sfruttare per la conversione in energia elettrica fonti energetiche residue originate da altri processi, di risparmiare energia con il recupero di alcune irreversibilità nella produzione ed utilizzo del calore sia per usi civili che in processi industriali mediante la cogenerazione elettricità-calore, conseguire per alcune utenze (ospedali o industrie) la sicurezza di disponibilità di elettricità installando opportuni gruppi generatori. La GD può dunque favorire una maggiore efficienza energetica, minori perdite nella rete elettrica, maggiore flessibilità con minori rischi di black-out, minori “interessi” in corso d’opera rispetto ai grandi impianti centralizzati.

Nel campo della GD un’attenzione speciale è stata posta sulle applicazioni a potenze inferiori a 100 kW, dove le barriere alla diffusione sono particolarmente marcate, come quelle di carattere burocratico-istituzionale, la necessità di competenze tecniche specifiche da parte degli utenti, i maggiori costi di impianto. Ad esempio, dall’esame dei vari settori, è emerso come il forte tasso di crescita annuale di alcuni settori delle fonti rinnovabili (eolico +30%, fotovoltaico +30-35%) potrebbe scontrarsi con le debolezze intrinseche al sistema italiano non ancora preparato a sufficienza per rispondere alle esigenze delle industrie in tema di localizzazione e autorizzazione degli impianti.

L’esperienza internazionale legata allo sviluppo sempre maggiore di piccole e medie unità di generazione allacciate alla rete MT e BT ha dimostrato che la GD può recare alcune forme di alterazione alla fisionomia tradizionale dei sistemi di distribuzione dell’elettricità (originariamente progettati come sistemi passivi, con flussi di potenza unidirezionali, dalla cabina primaria ai carichi). Una sessione del convegno ha dunque affrontato il tema dell’impatto sulle reti elettriche derivanti dalla crescita della GD, illustrando alcuni lavori di ricerca attualmente in corso sia a livello europeo sia a livello nazionale. Si è evidenziato che, se da un lato la GD rappresenta una potenziale risorsa per il sistema (vedi vantaggi sopra descritti), dall’altro può comportare una serie di problematiche relative sia alla pianificazione della futura espansione del sistema sia all’attuale qualità del servizio, ad esempio:

impone una ridefinizione del coordinamento delle protezioni;
richiede di fronteggiare la distorsione armonica introdotta dagli inverter con cui molte nuove tecnologie di generazione sono interfacciate alla rete;
deve misurarsi con i normali disturbi di rete (ad es. i buchi di tensione) che possono avere conseguenze sulla sicurezza dei generatori di taglia modesta;
deve trovare il modo di evitare che i piccoli generatori alimentino porzioni di rete rimaste momentaneamente separate dal resto del sistema di distribuzione.
Nelle relazioni presentate in questa ed altre sessione sono state analizzate esperienze concrete, valutati gli aspetti tecnici più rilevanti per i vari tipi di impianti e proposti interventi idonei a mitigare tali fenomeni. Ricordiamo che un approccio alla questione è già contenuto nelle Norma CEI 11-20 quarta edizione (agosto 2000).

Nel corso del convegno sono state presentate 46 relazione, suddivise in 9 sessioni (problematiche generali, eolico, cogenerazione e celle a combustibile, fotovoltaico e solare, biomasse e rifiuti solidi urbani, idroelettrico, geotermia, impatto sulle reti di trasmissione e distribuzione, normative, incentivazioni e certificati verdi) e raccolte negli atti della giornata che possono richieste consultando il sito internet dell’AEI (Associazione Elettrotecnica ed Elettronica Italiana): www.aei.it

IL CONTRIBUTO DELLE FONTI RINNOVABILI IN ITALIA (ANNI 1990-2000) NEL RECENTE RAPPORTO ENERGIA E AMBIENTE DELL’ENEA

Il 21 dicembre, presso la sede del CNEL, è stato presentato il Rapporto Energia e Ambiente dell’ENEA relativo all’anno 2000. Il rapporto prosegue il lavoro di analisi e di informazione sulla situazione energetica italiana avviato dall’Ente nel 1999 ed è, dopo le privatizzazioni di ENI e ENEL, l’unico strumento elaborato da un soggetto pubblico con lo scopo di favorire la crescita delle conoscenze in campo energetico.

Nel corso della presentazione e del successivo dibattito è stato fatto notare come raccogliere dati sulla situazione energetica italiana sia oggi più difficile che nel passato. Il sistema attuale è più frammentato rispetto a quello di appena qualche anno fa, quando il settore energetico privato era residuale rispetto a quello pubblico. Oggi si è notevolmente moltiplicato il numero degli operatori privati e dei soggetti istituzionali, sia verso l’esterno, per esempio l’Unione Europea, sia verso l’interno, con il decentramento delle competenze energetiche verso Regioni e altri Enti locali. E’ di conseguenza anche aumentato il numero dei livelli decisionali, mentre la base di conoscenze energetiche non ha ancora raggiunto quella ampiezza e quei dettagli necessari per fornire il dovuto sostegno alle decisioni. E’ questo un argomento che tocca da vicino anche il settore delle fonti rinnovabili, già per sua natura frammentato. Il rapporto fornisce un’approfondita analisi dell’evoluzione del contributo delle rinnovabili in Italia, sintetizzato nella tabella, dalla quale si evince come il loro contributo al fabbisogno energetico nazionale sia passato da 12,7 Mtep (milioni di tonnellate equivalenti petrolio) nel 1990 a 16,7 Mtep nel 2000.

Il Rapporto Energia e Ambiente si compone di due volumi più compendio (760 pp.): L’analisi, che ripercorre l’evoluzione della situazione energetico-ambientale dell’ultimo anno nel quadro macroeconomico ed energetico mondiale. I dati, appendice statistica essenziale per lo sviluppo del primo volume e per eventuali ed ulteriori, autonomi approfondimenti. Il rapporto può essere scaricato in formato pdf dal sito dell’ENEA (www.enea.it – Publicazioni e documentazioni – pubblicazioni on line).

“PROGETTO FUOCO”: A VERONA LA MOSTRA SULLA PRODUZIONE DI CALORE DA LEGNA

Dal 21 al 25 marzo alla Fiera di Verona si terrà la più importante rassegna italiana sulla produzione di calore dalla combustione della legna da ardere. PROGETTO FUOCO – Italia Legno Energia, questo è il titolo della mostra biennale che, giunta alla sua terza edizione, riunirà 260 aziende (con un incremento del 20% rispetto all’edizione del 2000) provenienti, oltre che dal nostro paese, dall’Austria, Belgio, Canada, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Olanda, Norvegia, Slovenia, Spagna, Svezia, comprendendo tutti i maggiori produttori di impianti, prodotti e accessori impiegati per produrre energia domestica o industriale utilizzando il legname: un modo sostenibile per riscaldare, nel rispetto dei cicli di vita dei boschi.

A “Progetto Fuoco” saranno in funzione 100 tra stufe e caminetti grazie allo speciale impianto di aspirazione fumi realizzato da Veronafiere. Una enorme stufa, allestita in uno dei tre padiglioni della mostra, sarà costituita da un doppio cilindro (il più grande avrà quasi 3 metri di diametro) alimentata da tre diversi sistemi (a pellets, legna tradizionale, e con riscaldamento simile a quello delle terme romane). A questa mega-stufa verranno collegati un impianto di riscaldamento a parete e a pavimento, forni di cottura, una cucina economica, una panca riscaldata per 7 persone. Negli stand della mostra saranno proposte anche caldaie, bruciatori, cucine e forni a legna, barbecues, cucine in muratura e le diverse tipologie di combustibili legnosi.

Nel corso della manifestazione si terranno convegni sul teleriscaldamento a biomasse, sulla disponibilità delle risorse e sulle nuove forme di reddito per il settore agro-forestale (21 marzo), sui generatori di calore a legna (22 marzo), sul riscaldamento centralizzato con la stufa (24 marzo). Il Comitato Termotecnico Italiano (CTI) organizzerà, il 23 marzo, il primo convegno italiano sui pellets per l’energia. Un’ampia area informativa con la presenza di esperti sarà messa a disposizione a cura di enti ed associazioni, per fornire indicazioni sull’uso del legname da ardere: dalla coltivazione all’approvvigionamento, alle tipologie di utilizzo.

Per informazioni: www.pmtexpo.it

COMUNITÀ LOCALI A ENERGIA SOLARE

LE ENERGIE RINNOVABILI NELLA PROVINCIA DI CHIETI

L’impegno dell’amministrazione locale per portare il contributo delle rinnovabili dall’attuale 22% al 38% nel 2010. Conferenza internazionale con il sostegno della Commissione Europea e la partecipazione delle città di Malmoe e di Barcellona.

I processi di liberalizzazione dell’energia elettrica e del gas, il decentramento amministrativo, le misure di sostegno e incentivazione delle rinnovabili stanno investendo Regioni, Province e Comuni con nuovi ruoli e responsabilità. Su questo numero si esamina il caso della Provincia di Chieti, che ha attivato una forte campagna per promuovere una politica energetica orientata alla sostenibilità ambientale e all’utilizzo delle fonti rinnovabili. Un importante manifestazione, in questo ambito, ha avuto luogo dal 13 al 15 dicembre nella città abruzzese con una Conferenza tematica internazionale, cofinanziata dalla Commissione Europea, che ha visto il coinvolgimento di tutti gli attori-chiave sul territorio, in un costruttivo confronto tra la realtà locale, nazionali e quelle europee di città come Malmoe (Svezia) e Barcellona (Spagna), protagoniste della “Campaign for Take Off” dell’UE.

La Provincia di Chieti ha sviluppato una fitta rete di cooperazione per coagulare tutte le risorse del territorio, anche in termini finanziari, e consentire, attraverso un’attenta attività istituzionale di coordinamento e programmazione, la creazione di condizioni favorevoli per il mercato delle rinnovabili e per le tecnologie idonee al risparmio energetico. Infatti la Provincia opera in sinergia con l’Agenda 21 Locale (A21L), insieme alle altre tre Province della Regione Abruzzo. Se A21L rappresenta il quadro di riferimento all’interno del quale si inserisce l’indirizzo di governo dell’amministrazione provinciale, la firma del contratto di partnership con la Commissione europea, attraverso l’adesione alla campagna “Take Off”, rappresenta un momento di ulteriore definizione delle priorità e degli interventi nel settore delle politiche energetiche territoriali della Provincia di Chieti. Per garantire e sostenere la concreta attuazione di tali azioni, è stato ritenuta basilare la creazione di una Agenzia Provinciale per l’Energia (ALESA). Questa agenzia, partecipata da operatori pubblici e privati, nasce dalla volontà di coinvolgere nel processo decisionale tutto il sistema territoriale, riflettendo lo spirito che informa il processo delle Agende 21 Locali in ordine allo sviluppo sostenibile. Sotto il profilo metodologico la scelta dell’Amministrazione è orientata a sviluppare percorsi progettuali, settoriali ed integrati, attraverso la costituzione di partnership, siano esse orizzontali o verticali, pubbliche e private, locali, nazionali e comunitarie. Il ruolo di coordinamento assegnato all’Ente locale impone lo sviluppo di azioni aggregative e di dinamiche di rete, che consentano una programmazione condivisa, basata sulle esigenze reali del territorio ed orientata alla sostenibilità. La crescente integrazione delle politiche settoriali all’interno dell’Amministrazione provinciale, unitamente alla costituzione di una specifica tecnostruttura, hanno consentito di sviluppare una pluralità di azioni ed iniziative, nelle quali, in riferimento agli obiettivi della Campaign for Take Off, Enti locali, operatori pubblici, imprese, associazioni ed organizzazioni di categoria svolgono un ruolo di ideazione, co-progettazione e sperimentazione.

L’obiettivo del programma energetico-ambientale definito dalla Provincia è quello di aumentare la percentuale “rinnovabile” dell’energia prodotta sul territorio dal 22 al 38% entro il 2010. Secondo le previsioni, questa percentuale dovrebbe includere un 29,3% di energia idroelettrica, 7,7% di energia da fonte eolica, 0,8% da biomasse, 0,2% da solare termico e 0,1% di solare fotovoltaico. Per raggiungere tale obiettivo sono state attivate diverse azioni in tutti i settori dell’energia pulita. Entro i prossimi mesi verranno resi noti i risultati della sperimentazione avviata a partire dal giugno 2000 sull’utilizzo del biodiesel come carburante per i mezzi di trasporto pubblico. Il biodiesel viene fornito da una compagnia locale, la Fox Petroli di Vasto (uno dei due principali produttori di biodiesel in Italia), che produce circa 55.000 tonnellate di biocombustibile all’anno dall’olio di semi di rapa. Nonostante i costi di produzione industriale del biodiesel siano circa il doppio rispetto ai combustibili tradizionali, l’effetto delle tasse, per legge non applicabili sui biocombustibili, riduce significativamente la differenza a 100 lire per litro, in modo che il biodiesel della Fox Petroli viene venduto alle aziende pubbliche di trasporto teatine allo stesso prezzo del gasolio tradizionale. L’utilizzo energetico delle biomasse, oltre ai biocombustibili, sono un altro settore-chiave sul quale l’amministrazione provinciale ha deciso di puntare, in particolare per lo sfruttamento dei residui della lavorazione delle olive. Entro i prossimi quattro anni sarà realizzato un impianto di cogenerazione, che fornirà calore ed elettricità per il paese di Treglio; l’impianto, con una potenza di 5 MW termici e 5 MW elettrici, sarà alimentato esclusivamente da biomasse derivanti dagli scarti dell’industria olearia locale. La Provincia ospita attualmente un impianto eolico della potenza di 114 MW nell’area dell’Alto Vastese, costituito da 190 turbine da 600 kW e realizzato dalla Edison Energie Speciali, con una particolare alla massima riduzione dell’impatto visivo ed ambientale. Sono in corso di realizzazione, sempre nelle aree montane della Provincia, altri impianti per circa 60 MW di potenza. Per il settore dell’elettricità solare, ricordiamo che nella Provincia di Chieti è situata una delle più grandi centrali fotovoltaiche d’Europa, l’impianto di Elio, con 1 MW di potenza, cui si aggiunge un progetto Altener presentato dalla Provincia per la città di Ortona, dove la compagnia elettrica locale, Zecca spa, intende realizzare 1.500 Tetti FV collegati alla rete, utilizzando, oltre che proprie risorse economiche, anche i contributi pubblici nazionali e regionali. Intanto è stata avviata la realizzazione dei primi tre progetti co-finanziati dal Ministero dell’Ambiente nell’ambito della prima fase del “Programma Tetti FV” dedicata ai soggetti pubblici: si tratta di tre impianti FV da 20 kWp ciascuno, che verranno installati presso strutture scolastiche di proprietà provinciale. Altri tre impianti sono prossimi alla definitiva approvazione. La Provincia di Chieti ha inoltre aderito al programma “Comune Solarizzato”, impegnandosi ad installare sul suo territorio 1.700 m2 di collettori solari termici.

Un progetto particolarmente innovativo riguarda il “Centro per le Energie Rinnovabili” che la Provincia intende realizzare nell’area della centrale fotovoltaica di Elio. La struttura del Centro, che ospiterà corsi di formazione e convegni, è stata progettata secondo i principi dell’edilizia ecologica, in modo da combinare le più moderne tecnologie per il risparmio energetico con i sistemi e le strategie dell’architettura tradizionale della zona.

Per concludere, va evidenziato che la Provincia di Chieti ha attivato una forte campagna di informazione e sensibilizzazione, anche attraverso la realizzazione di corsi e seminari specifici (per esempio sulla conduzione degli impianti termici) e promuovendo, nell’ambito del programma comunitario “Leonardo Da Vinci”, la definizione di un modulo formativo con il quale si possa rispondere alla domanda di competenze e, contestualmente, porre attenzione ai risvolti occupazionali delle politiche energetiche territoriali.

Per informazioni: Provincia di Chieti – Ing. Giancarlo Moca
tel. 08714084220  fax 08714084307
e-mail: energia@provincia-chieti.org

LE RINNOVABILI NEL PIANO OPERATIVO DELLA REGIONE CAMPANIA: 20 MILIARDI DI LIRE PER IL FV

L’Assessorato alle Attività Produttive della Regione Campania ha approvato un intervento a sostegno del fotovoltaico nell’ambito del nuovo POR (Programma Operativo Regionale) 2000-2006. Oltre allo stanziamento regionale di 13 miliardi di lire per il programma nazionale “Tetti Fotovoltaici”, sono state impegnate ulteriori risorse, pari a 20 miliardi di lire, destinate alle piccole e medie imprese campane dei settori produttivi, dei servizi, del turismo e del commercio. Queste potranno beneficiare di un contributo in conto capitale fino al 75% per la realizzazione di impianti FV di potenza non superiore a 20 kW presso complessi edilizi e attività produttive. Si stima che i fondi stanziati potranno attivare investimenti nel settore per oltre 28 mld di lire.

Il nuovo Piano Operativo punta allo sviluppo delle aree industriali, alla finanza innovativa, alla semplificazione dei sistemi burocratici, alla regionalizzazione dei sistemi di incentivi per le imprese. Tra i principali obiettivi vi è anche lo sviluppo delle fonti rinnovabili cui è dedicata una delle 19 delibere comprese nel POR che prevede, oltre allo stanziamento delle risorse sopracitate, l’attivazione di un apposto regime di aiuti regionali a favore delle rinnovabili nel loro complesso.

Per informazioni: Regione Campania – Servizi Energia www.regione.campania.it

NEWS

LE PRIME STIME SULLO SVILUPPO DEL MERCATO FV NEL 2001

La produzione mondiale di celle e moduli FV potrebbe aver superato i 350 MW nel 2001, secondo le prime stime di “PV Energy News”, l’autorevole rivista statunitense che da 20 anni pubblica un’analisi dell’industria FV, valutando la capacità immessa sul mercato dai principali produttori mondiali e monitorando lo sviluppo delle singole tecnologie ed applicazioni. Secondo le previsioni, l’incremento rispetto al 2000 sarebbe di circa il 20%, un valore che lo stesso Paul Maycock, direttore di PV News, giudica conservativo.

La tabella illustra la produzione dell’industria FV negli ultimi 3 anni con le stime relative al 2001, secondo le quali le giapponesi Sharp e Kyocera manterranno la leadership tra i 9 principali produttori mondiali.

Produzione industria FV e principali produttori (dati in MW)

Società

1999

2000

2001*

Sharp

30,0

50,4

90-95

Kyocera

30,3

42,0

65-70

BP Solar

32,5

41,9

50

Siemens Solar

22,2

28,0

32-35

Astropower

12,0

18,0

25-30

Sanyo

13,0

17,0

22-25

RWE (ASE)

10,0

14,0

20

Photowatt

10,0

14,0

15

Mitsubishi

12,0

15

Totale

160,0

235,3

299-310

Totale Mondo

201,3

287,7

350-360

* valori stimati

Nel 2001 il settore del fotovoltaico è stato caratterizzato principalmente dalla diffusione dei sistemi residenziali e commerciali, realizzati con finanziamenti governativi nell’ambito di programmi nazionali che hanno avuto un notevole successo in paesi come Giappone, Germania e Stati Uniti (soprattutto in California). Sono quindi i sistemi collegati alla rete ad aver dominato la scena nell’anno appena trascorso, registrando una crescita del 50% rispetto al 2000.

In Giappone sono stati installati oltre 20.000 impianti FV residenziali e grid-connected, per una potenza complessiva di 110 MW, nonostante il fatto che durante l’anno il contributo a fondo perduto dello Stato per questi sistemi sia stato ridotto al 15%. Si stima, inoltre, che le installazioni in Germania abbiano superato i 75 MW, grazie anche al conveniente prezzo d’acquisto (99 pfenning/kWh, pari a circa 0,5 euro) stabilito per l’elettricità solare prodotta dai sistemi FV residenziali e ceduta alla rete. Ma è negli USA che il settore ha registrato l’espansione più importante. Nel 2000, la capacità complessiva delle installazioni grid-connected del paese ammontava a circa 12 MW; nel 2001 sono stati installati, nella sola California, nuovi impianti per una potenza di 10 MW. Proprio in California, grazie ad accordi tra operatori edili e aziende del FV come l’Astro Power, la Siemens Solar e la BP Solar sono apparse sul mercato immobiliare le prime abitazioni fotovoltaiche, che integrano già in fase di costruzione sistemi ad elettricità solare collegati alla rete.

Per quanto riguarda la tecnologia di produzione, durante il 2001, celle e moduli in silicio mono e policristallino continuano a dominare il mercato; i prodotti a film sottile, principalmente in silicio amorfo, hanno registrato una crescita del 50% rispetto al 2000, mentre iniziano a diffondersi le celle a multi-giunzione che utilizzano materiali semiconduttori alternativi al silicio, come il telleriuro di cadmio (CdTe) e il selenuro di rame e indio (CIS). I risultati finali del “PV Survey 2001” saranno disponibili sul numero di febbraio della rivista PV News e all’interno del rapporto annuale sul mercato FV pubblicato dalla Photovoltaic Energy Systems Inc.

Fonte: PV Energy Systems http://www.pvenergy.com

EOLICO: DALLE MARCHE LE LINEE GUIDA PER LA “VIA”

Il Ministero dell’Ambiente ha chiesto alle Marche di far parte di un comitato ristretto (insieme alla Campania e all’Abruzzo) per elaborare un documento sulle linee-guida per la verifica delle compatibilità ambientali, che possa fornire indicazioni omogenee anche alle altre Regioni. Nelle Marche è infatti stata avviata una politica energetica-ambientale sostenibile che punta in modo particolare sullo sfruttamento dell’energia eolica. La Regione, che attualmente importa l’80% del proprio fabbisogno di elettricità, ha quindi elaborato uno studio organico ed approfondito sulla “risorsa vento” disponibile sul territorio e sul suo potenziale utilizzo in termini energetici e ha anche definito una bozza di legge regionale sulla valutazione di impatto ambientale (VIA). Data la particolare tipologia delle installazioni, la VIA è infatti una delle principali questioni da affrontare nella realizzazione degli impianti eolici, soprattutto per una Regione che punta a fare del turismo una delle voci più importanti della sua economia.

All’Assessorato all’Ambiente marchigiano sono già pervenute le prime richieste di autorizzazione per la realizzazione di impianti eolici che riguardano soprattutto le zone montane del maceratese.

Per informazioni: Regione Marche – www.regione.marche.it

ENERGIE RINNOVABILI PER I PAESI IN VIA DI SVILUPPO

Due nuovi rapporti, presentati rispettivamente dall’associazione ambientalista Greenpeace e dall’UNEP (United Nation Environment Program), contribuiscono a definire un quadro sull’attuale situazione, le potenzialità e le prospettive future relative alla diffusione delle rinnovabili nei Paesi in Via di Sviluppo (Pvs). Le rinnovabili costituiscono già oggi una realtà non trascurabile nel panorama energetico dei Pvs, dove coprono attualmente il fabbisogno di milioni di personeSi calcola, ad esempio, che siano circa un milione i sistemi solari “domestici” installati nei paesi meno industrializzati del pianeta: circa 150.000 in Kenya, oltre 100.000 in Cina, 85.000 nello Zimbabwe, 60.000 in Indonesia e 40.000 in Messico. Sono circa 150.000 i sistemi fotovoltaici ed eolici utilizzati nei Pvs per alimentare strutture sanitarie o scolastiche; in Cina oltre 45.000 impianti mini-hydro forniscono elettricità a più di 50 milioni di persone e anche nel Vietnam si calcola che oltre 100.000 famiglie utilizzino piccole turbine idroelettriche per generare elettricità. In India sono attualmente installati 300.000 lampioni FV, più di 50.000 turbine eoliche di piccola taglia forniscono elettricità nelle aree rurali del mondo, centinaia di migliaia di pompe idrauliche alimentate dal FV o da turbine eoliche sono utilizzate in Africa, in Asia, nell’America Latina. Circa 23 milioni di cucine solari sono installate in India ed altri 120 milioni in Cina, dove si stimano in circa 6 milioni i piccoli impianti domestici a biogas per la produzione di elettricità e calore.

Questi i dati riportati dal rapporto “Power to Takle Poverty”, realizzato nell’ambito della campagna “Choose Positive Energy” lanciata da Greenpeace in collaborazione con il “Body Shop”, nota catena internazionale del settore della cosmesi naturale da anni impegnata sul fronte ambientalista e del sociale. Il rapporto rilancia l’obiettivo dei 2 miliardi di abitanti dei Pvs cui fornire, entro il 2012, l’accesso a fonti rinnovabili di energia, obiettivo da raggiungere attraverso una decisiva assunzione di impegno da parte della comunità internazionale nei settori tecnici, finanziari ed istituzionali. In base ad un’analisi dei bisogni della popolazione povera del pianeta, il rapporto cerca di stabilire una scala degli interventi prioritari da attuare e delle tecnologie da utilizzare arrivando a quantificare l’obiettivo nell’installazione di oltre 250 milioni di impianti ad energie rinnovabili (sistemi “grid-connected”, impianti per il pompaggio dell’acqua e per l’alimentazione di strutture sanitarie o scolastiche, cucine solari e soprattutto sistemi FV domestici “stand-alone”, dovrebbero costituire circa i 4/5 delle installazioni complessive). La stima degli investimenti necessari si aggira sui 200-250 miliardi di dollari. Accelerare lo sviluppo delle rinnovabili soprattutto nei Pvs significa non solo abbattere i costi delle tecnologie, ma anche contrastare i cambiamenti climatici e combattere la povertà.

Alle conferenze sul clima di Bonn e di Marrakech i paesi industrializzati si sono assunti l’impegno di investire nel trasferimento di tecnologie energetiche sostenibili nei paesi più arretrati. Per stimolare questi investimenti e lo sviluppo delle rinnovabili l’UNEP e la Banca Mondiale hanno quindi deciso di stanziare oltre 9 milioni di dollari per l’avviamento del progetto triennale SWERA, “Solar & Wind Energy Survey Assessment” che intende fornire ai potenziali investitori del settore energetico accurate informazioni sui siti in grado di garantire un rientro economico, stilando un “atlante” delle risorse energetiche rinnovabili in 13 paesi in via di sviluppo: Bangladesh, Brasile, Cina, Cuba, El Salvador, Etiopia, Ghana, Guatemala, Honduras, Kenya, Nepal, Nicaragua e Sri Lanka. I risultati del progetto, i cui lavori sono affidati ad una cooperazione internazionale di più soggetti competenti, saranno disponibili on line all’interno di uno specifico Geographical Information System (GIS).

Per informazioni: Choose Positive Energy Campaign, Greenpeace & Body Shop http://www.choose-positive-energy.org

SWERA, UNEP http://www.unep.org

“L’ARCHITETTURA ECOLOGICA”, UN PANORAMA EUROPEO

E’ prevista per i prossimi mesi la pubblicazione della versione in inglese e tedesco del volume “L’architecture écologique” dell’architetto e giornalista francese Dominique Gauzin-Muller. Dedicato ad urbanisti, architetti, studenti, il volume, con una tiratura di 10.000 copie in francese, tedesco e inglese, rappresenta un avvenimento di rilievo nel settore dell’editoria tecnica. Pubblicato nel mese di novembre 2001, presenta una vasta panoramica in materia di progettazione ambientale applicata all’architettura e all’urbanistica. In 280 pagine, che contengono oltre 400 illustrazioni, vengono analizzati l’attuale stato dell’arte e le prospettive future del settore e presentati in dettaglio 29 esempi architettonici di nove paesi europei.

Per informazioni: Editions du Moniteur, Paris – www.editionsdumoniteur.com

DAL MINISTERO DELL’AMBIENTE

Nell’ambito di una Convenzione tra il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio (Servizio IAR – Inquinamento Atmosferico e Rischi Industriali) e ISES ITALIA, questa rubrica de “Ilsoleatrecentosessantagradi” è dedicata alle informazioni sui programmi e le iniziative per le fonti energetiche rinnovabili del Ministero dell’Ambiente. La pagina è redatta in collaborazione tra il Ministero dell’Ambiente (Servizio IAR) ed ISES ITALIA.
STATO DI AVANZAMENTO DEI PROGRAMMI MINISTERIALI PER LE TECNOLOGIE SOLARI
in collaborazione con il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio – Servizio IAR

PROGRAMMA TETTI FOTOVOLTAICI 2001: PRIMA FASE SOGGETTI PUBBLICI
Durante la prima fase del programma Tetti Fotovoltaici, rivolta ai soggetti pubblici e conclusasi nel 2001, sono pervenute al Ministero oltre 580 proposte di finanziamento. In base alle risorse disponibili, stanziate dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio, per un totale di 20 miliardi di lire, sono stati approvati 200 progetti per una potenza complessiva di 2 MW, il cui elenco è disponibile sul sito del Ministero (vedi sotto). La grande maggioranza di questi progetti, alcuni dei quali sono già stati avviati, riguarda la realizzazione di impianti presso strutture scolastiche di proprietà pubblica. Ricordiamo che il MAMB ha quindi stabilito lo stanziamento di ulteriori 23 miliardi di lire proponendo alle Regioni interessate la ripartizione al 50% della copertura mancante in modo da rendere disponibili complessivamente 46 miliardi di lire per finanziare l’installazione dei 380 progetti inizialmente esclusi per mancanza di fondi. Tali progetti, attualmente all’esame del Servizio IAR riguardano la realizzazione di impianti fotovoltaici per circa 4,5 MW di potenza complessiva.

PROGRAMMA TETTI FOTOVOLTAICI 2001: BANDI REGIONALI PER I PRIVATI

Alla fine di gennaio i bandi regionali del programma Tetti FV sono stati tutti avviati, tranne che nella Regione Sicilia, dove permangono i problemi legislativi che ne stanno ostacolando la pubblicazione. Per la maggior parte delle Regioni, i tempi per la presentazione delle domande sono già scaduti; entro le prime settimane di febbraio sarà ancora possibile presentare i progetti in Abruzzo e nel Lazio, fino a marzo in Lombardia e fino ad aprile in Campania. Le prime stime indicano un forte successo dei programmi, da un punto di vista dell’interesse e della partecipazione dei cittadini. In tutte le Regioni il numero di domande pervenute ha superato ampiamente le previsioni (in Emilia Romagna di ben 10 volte!): una stima complessiva degli investimenti necessari al finanziamento di tutti i progetti presentati ammonterebbe ad oltre 120 miliardi di lire, oltre il doppio delle risorse disponibili.

PROGRAMMA TETTI FOTOVOLTAICI PRESSO EDIFICI DI ALTA VALENZA ARCHITETTONICA
E’ stata rinviata al 31 marzo la scadenza per la presentazione di progetti nell’ambito del programma Tetti FV rivolto ai soggetti pubblici per la realizzazione di impianti di almeno 20 kWp su edifici di alta valenza architettonica.

BANDO SOLARE TERMICO PER GLI ENTI PUBBLICI
E’ ancora possibile presentare i progetti nell’ambito del programma solare termico, aperto a tutti i soggetti pubblici, per il finanziamento al 30% di impianti con almeno 20 m2 di superficie (anche suddivisi in più impianti da almeno 6 m2).

NUOVE RISORSE PER SOLARE TERMICO E FOTOVOLTAICO PER I PRIVATI
Come annunciato dallo scorso numero de “Ilsolea360gradi” il Ministero ha deciso di stanziare nuove risorse per proseguire nel 2002 i programmi di finanziamento per il solare termico ed il fotovoltaico. Alla fine di gennaio si è tenuto presso il Ministero un incontro con i rappresentati regionali per definire le modalità di utilizzo delle risorse. Si prevede la pubblicazione di bandi regionali per il finanziamento di impianti pubblici e privati, anche se, per il fotovoltaico, alcune Regioni intendono utilizzare i nuovi fondi per finanziare i progetti eccedenti presentati nell’ambito del programmi Tetti FV regionali del 2001.

PROGRAMMA TETTI FOTOVOLTAICI: UN BILANCIO DAL DIRETTORE DEL SERVIZIO IAR
Il bilancio della prima fase del programma dei “Tetti Fotovoltaici” è molto positivo, con un livello di adesioni superiore alle più rosee previsioni. E’ interessante inoltre registrare una sorta di “effetto valanga” del programma, come dimostra la recente decisione della Regione Campania, che ha predisposto con proprie risorse (10,3 milioni euro) uno specifico bando solare per le piccole e medie imprese. E’ anche significativa la piena disponibilità delle Regioni a cofinanziare al 50% la seconda fase del programma nel 2002.
Complessivamente, gli incentivi pubblici stanziati per il programma dei tetti solari attiveranno investimenti per quasi 200 milioni euro, con la realizzazione entro la prima metà del 2003 di 5.000 impianti di piccola e media taglia per una potenza di oltre 20 MW (contro una media annua di 1-2 MW nel passato recente). Numeri che fanno dell’Italia il secondo paese, dopo la Germania, nello sviluppo del fotovoltaico in Europa. Sulla base di questi dati, si possono fare alcune riflessioni. Considerando i lunghi tempi di ritorno degli investimenti (8-14 anni), è evidente, dall’interesse suscitato, che il fotovoltaico gode di un “valore aggiunto” particolare che rappresenta un elemento fondamentale per assicurarne la diffusione.

Passando all’analisi degli interventi proposti si nota la semplicità e ripetitività delle soluzioni. Una larga quota dei progetti degli enti locali (80%) è infatti relativa a realizzazioni su coperture piane, mentre gli interventi di integrazione nelle strutture sono risultati molto pochi. Se questa tendenza è normale all’inizio del programma, nel prosieguo dovrà essere data maggiore attenzione ai componenti integrati negli edifici.
Interessante anche la risposta del mondo imprenditoriale, un settore che dovrebbe passare da 250 occupati del 2000 a 500 nel 2002. Una delle condizioni per garantire il successo del programma riguarda, infatti, la creazione di competenze delle imprese e degli installatori che si trovano a dover affrontare una domanda notevolmente superiore rispetto al passato. I corsi di qualificazione organizzati dall’ENEA e rivolti a 250 persone nel 2001, quelli di ISES ITALIA e delle più importanti società coinvolte nel programma rappresentano un passaggio fondamentale nella creazione di quel tessuto imprenditoriale.
Anche sul fronte della produzione ci sono alcuni segnali positivi, ad iniziare dal potenziamento delle linee produttive di moduli fotovoltaici, seppure ad un livello ancora inadeguato rispetto alla crescita della domanda nazionale ed internazionale. Infine, va ricordato come non basti creare una forte domanda interna (condizione peraltro necessaria per il decollo di una industria nazionale), ma vada rilanciata la ricerca nel settore, per interiorizzare competenze e per riqualificare capacità produttive nazionali.
Gianni Silvestrini (Direttore Generale SIAR)

FOCUS TECNOLOGIA

SOLAR POND: LAGHI SOLARI A GRADIENTE SALINO

Produzione di calore per la dissalazione dell’acqua, per riscaldare gli ambienti ed essiccare i prodotti agricoli. Nuovi progetti di applicazione e rilancio della ricerca per una tecnologia dai costi contenuti e dalle interessanti potenzialità per l’area mediterranea.

a cura di Paolo Principi – Dip.to di Energetica, Università degli Studi di Ancona

Dal 20 al 22 dicembre 2001, presso l'”Ècole Nationale d’Ingégneurs de Tunis”, a Tunisi, si è tenuto l’Euromed Workshop “Solar Ponds In Mediterranean Countries”. Tema principale dei lavori è stato l’utilizzo dei solar pond (in italiano possiamo tradurre in laghi o stagni solari, in base alla loro dimensione), e la loro peculiarità di assorbire l’energia solare e contemporaneamente accumularla al loro interno per lunghi periodi di tempo. Poiché la maggior parte dei Paesi che si affacciano sul Mar Mediterraneo ha un importante potenziale di energia solare incidente al suolo, è loro comune interesse sviluppare tecnologie pulite che possano risolvere problemi di carenza energetica e rispondere alle esigenze di uno sviluppo energetico sostenibile. Durante gli incontri di Tunisi, ai quali hanno partecipato specialisti provenienti dall’Italia, Francia, Svizzera, Portogallo, Algeria, Libia, Stati Uniti ed ovviamente dalla Tunisia, sono state discusse le tematiche, qui di seguito elencate, con l’intento di avviare un intenso programma di ricerca coordinato:

  • analisi delle esperienze acquisite nei vari paesi del Mediterraneo.
  • applicazioni dei solar pond ed il loro impatto sull’ambiente
  • stato dell’arte e futuro dei solar pond

I risultati dei lavori hanno evidenziato un forte interesse per l’utilizzo dei laghi solari, in maniera particolare, come detto, nei Paesi dell’area mediterranea, per contribuire alla riduzione delle emissioni di gas serra, alla produzione di acqua dolce con processi di desalinizzazione di acque salmastre e acqua di mare che non contemplano l’uso di combustibili fossili e, in ultima analisi, anche a risolvere i sempre più gravi fenomeni di desertificazione che iniziano ad affliggere questa parte del pianeta. Le relazioni presentate nel corso del workshop hanno anche evidenziato come l’Italia, con le sue esperienze passate e le attuali attività di ricerca, possa continuare a rivestire un ruolo da protagonista scientifico ed industriale in questo specifico settore. Dopo la costruzione ed il successivo utilizzo di alcuni laghi solari negli anni ’80 e ’90 da parte dell’Università di Ancona (laghi sperimentali di 12 m2 e di 625 m2) e dell’Agip Petroli (solar pond industriale di 25.000 m2 a Margherita di Savoia, in provincia di Foggia), sono state ottenute, grazie alla collaborazione tra le Università di Ancona e di Roma “La Sapienza”, ulteriori importanti esperienze nel settore della dissalazione. Ricerche sperimentali sono state infatti realizzate utilizzando il solar pond installato nell’area del Laboratorio delle Energie Rinnovabili del Dipartimento di Energetica dell’Università degli Studi di Ancona. Attualmente, ancora su iniziativa italiana, sono stati avviati studi per progetti destinati alla costruzione di sistemi solar pond-dissalatore sia in Italia, per contribuire a risolvere i problemi di penuria d’acqua in Sicilia e Sardegna, sia in Tunisia, nell’ambito delle cooperazione italo-tunisina.

Solar pond

Brevi cenni storici e diffusione delle solar pond
La prima volta che il termine “solar pond” comparve nella letteratura scientifica fu all’inizio del 20° secolo quando vennero riportate le osservazioni di fenomeni termici in alcuni laghi presenti nella regione della Transilvania. Ziegler nel 1898 e Kalecsinksky nel 1902 furono i primi ricercatori che spiegarono le origini del calore accumulato sul fondo di laghi naturali e della soppressione della convezione termica a causa del gradiente di salinità in essi riscontrato. Dopo una lunga pausa, gli studi ripresero alla fine degli anni ’50 e, con più vigore, dopo la prima conferenza “International Progress in Solar Pond”, tenuta a Cuernavaca, Mexico nel1987. Harry Tabor descrisse le prime esperienze su laghi solari artificiali costruiti in Israele che furono in effetti anche le prime esperienze a livello mondiale. Egli iniziò nel 1960 con il primo solar pond sperimentale, sul Mar Morto, che aveva una superficie 600 m2, per arrivare a realizzarne, nel 1983, uno con una superficie di 210.000 m2 a Bet Ha Arava. A partire da quegli anni, una grande quantità di laghi solari furono costruiti in molte parti del mondo, per essere usati come sorgente energetica idonea ad alimentare processi di dissalazione di acqua salmastra, di produzione di energia elettrica, di riscaldamento di ambienti abitati e di serre agricole, di essiccazione di vegetali, ecc.

Principali aspetti tecnici e di funzionamento
Il termine “Solar Pond” viene usato per descrivere una massa di acqua, contenuta in un bacino, che assorbe l’energia solare incidente e l’accumula al suo interno. Per ottenere questa prestazione si possono annoverare 3 tipi base di lago solare, identificati con i termini: lago solare a gradiente salino (salinity gradient solar pond), gel pond ed infine shallow solar pond. Dei tre il primo è quello la cui tecnica è stata utilizzata per la quasi totalità delle realizzazioni e per la conduzione degli studi sui fenomeni fisici di funzionamento. Questo tipo di lago solare viene realizzato versando nell’invaso una soluzione di sale in acqua, per esempio cloruro di sodio, utilizzando tecniche di riempimento che permettono di stabilire un gradiente di concentrazione salina crescente con la profondità fino alla saturazione sullo strato di fondo. In effetti sulla sezione verticale del bacino (vedi schema) si possono riscontrare i tre strati caratteristici sovrapposti: il primo in alto molto sottile, costituito da acqua con una piccola quantità di sale, quello centrale, nel quale si può osservare una variazione lineare di salinità ed infine lo strato di fondo omogeneo e saturo di sale.

Schema 1

Quando la radiazione solare, incidente sulla superficie del bacino, penetra attraverso la massa trasparente di soluzione, viene assorbita sul fondo ed il calore prodotto si trasmette alla soluzione per convezione. Il conseguente trasferimento ascensionale di massa e di energia, che porterebbe alla dissipazione del calore in superficie, trova una barriera nell’interfaccia con lo strato a gradiente salino ed il calore rimane accumulato nella salamoia del fondo: la temperatura può raggiungere anche i 100 °C. Lo strato intermedio agisce come un isolante termico trasparente, che permette al calore accumulato nello strato convettivo inferiore di essere estratto con tecniche di scambio termico ed essere utilizzato per scopi termici. La costruzione del solar pond può essere eseguita con le normali tecniche di intervento previste dall’industria per l’edilizia come lo scavo del bacino, la copertura dello stesso con una membrana impermeabile e la costruzione delle strutture per l’alloggiamento delle apparecchiature di estrazione e di utilizzo del calore prodotto. In questo modo si possono realizzare grandi superfici di raccolta del calore, fino a migliaia di metri quadrati, con costi per unità di area molto inferiori a quelli di qualunque altra metodologia di sfruttamento dell’energia solare. La grande massa di accumulo e la capacità di isolamento termico caratterizzano i solar pond, che così possono mantenere l’energia termica per lunghi periodi (stagioni) senza che si registrino sensibili diminuzioni della temperatura della salamoia.

I costi di costruzione di un lago solare, riferiti all’unità di superficie, possono variare con l’area di captazione del bacino. Si riporta la stima dei costi unitari di costruzione per laghi solari di diversa taglia: superficie di 2.000 m2, costo 150 euro/m2;superficie 20.000 m2, costo 95 euro/m2 ; superficie 200.000 m2 costo 70 euro/m2.

Per informazioni: Prof. Ing. Paolo Principi Dipartimento di Energetica – Università degli Studi di Ancona – e-mail: p.principi@unian.it

Bibliografia essenziale:

J.R.Hull, C.E. Nielsen, P. Golding: “Salinity-gradient Solar Pond”. CRC Press, Boca Raton, Florida, U.S.A., 1989.
S. Folchitto, P. Principi: “Progress in Solar Ponds”, Proceedings of the 2nd International Conference, Centro Stampa U.T.A., Ancona, 1990.
G. Caruso, A. Naviglio, P. Principi, E. Ruffini: “High-energy Efficiency Desalination Project Using a fukll Titanium Desalination Unit and a Solar Pond as the Heat Supply”, Desalination, 136, pp. 199-212, Elsevier Science B.V., NL, 2001

NOTIZIE DA ISES ITALIA

CAMPAGNA SOCI 2002
Sono aperte le iscrizioni ad ISES ITALIA per l’anno 2002

Nuovi servizi per tutti i Soci di ISES ITALIA e interessanti opportunità per le Società

Sulle nostre pagine internet le informazioni sui vantaggi di essere Socio di ISES ITALIA

Per le modalità di iscrizione:
Segreteria di ISES ITALIA o sito internet: www.isesitalia.it

EUROSUN 2002: PROTAGONISTI IL MONDO DELLA RICERCA, DELL’INDUSTRIA E LE COMUNITÀ LOCALI EUROPEE
Congresso tecnico-scientifico e Policy Forum sulle energie rinnovabili per le comunità locali d’Europa, a Bologna dal 23 al 26 giugno 2002, presso l’Università di Bologna. L’evento è organizzato da ISES ITALIA, ISES Europe e ISES International.

EuroSun 2002 è il più importante appuntamento biennale europeo dedicato a tutto il settore delle energie rinnovabili. Si terrà per la prima volta in Italia, a Bologna dal 23 al 26 giugno 2002, e vedrà tra i protagonisti il mondo della ricerca e dell’industria, ma soprattutto le Comunità locali d’Europa, Regioni, Province, Comuni e Comunità montane.

Quali azioni possono essere svolte dagli Enti locali europei per promuovere l’applicazione delle fonti rinnovabili?
Ne conoscono la disponibilità sui loro territori?
L’industria è pronta per utilizzarle in modo coordinato?
La strada da percorrere è quella della generazione elettrica distribuita o centralizzata?
Conviene puntare sui sistemi individuali o sul teleriscaldamento ed il teleraffreddamento?
L’integrazione su ampia scala delle tecnologie per l’efficienza energetica e per l’uso dell’energia solare negli edifici e in altre infrastrutture energetiche è tecnologicamente ed economicamente matura?
In che modo l’Agenda21Locale può costituire un riferimento per gli impegni sulla riduzione delle emissioni di gas serra e per l’introduzione delle energie rinnovabili?
Quali settori economici potranno trarre vantaggio e quali, invece, potrebbero essere penalizzati dalla introduzione delle rinnovabili in una realtà locale?
Quali basi conoscitive hanno le Amministrazioni locali per pianificare e decidere le loro politiche energetiche?
In che modo dette amministrazioni hanno risposto alle politiche d’indirizzo e ai programmi europei e nazionali per lo sviluppo delle rinnovabili?
A queste ed altre domande si cercheranno le risposte a Bologna nel corso di EuroSun 2002.

Studiosi ed esperti europei saranno presenti al Congresso tecnico-scientifico per presentare i più recenti sviluppi scientifici e tecnologici su un selezionato numero di argomenti ritenuti di maggiore interesse proprio per le Amministrazioni locali d’Europa.

Nel parallelo “Policy Forum” saranno esaminate le politiche europee, nazionali e locali, volte alla promozione delle energie rinnovabili. Poiché EuroSun 2002 si svolgerà due mesi prima dell’Earth Summit Rio+10 di Johannesburg, in Sud Africa (2-11 settembre 2002), il Policy Forum costituirà anche e soprattutto l’occasione per fare il punto sulla applicazione dell’Agenda21Locale a 10 anni dalla sua approvazione nell’Earth Summit di Rio del 1992.

In aggiunta a questi due eventi, nell’ambito di EuroSun 2002, sarà in programma la presentazione di poster, visite tecniche ad impianti ed installazioni solari, videoconferenze con il Nord Africa e i paesi dell’Est europeo.

EuroSun 2002 è organizzato da ISES ITALIA, ISES Europe ed ISES International, in collaborazione con l’Università di Roma “La Sapienza” e l’Università di Bologna. Partecipano all’evento varie istituzioni nazionali ed europee, insieme ad aziende del settore industriale e commerciale. L’evento ha il sostegno del Ministero dell’Ambiente e, a livello locale, del Comune di Bologna.

Per informazioni aggiornate sui programmi e i contenuti di EuroSun 2002:

eurosun2002@isesitalia.it (Segretariato EuroSun 2002) www.isesitalia.it/eurosun2002.htm
tel. 06 44249241-47 fax 06 44249243

E’ ON LINE IL SITO DI EUROSUN 2002: www.isesitalia.it/eurosun2002.htm

Per essere sempre aggiornati sul Congresso tecnico-scientifico e sul Policy Forum visitate il sito di EuroSun 2002

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Per informazioni: www.ilsolea360gradi.it/abbonamento.htm

SunDay 2002: Domenica 23 giugno 2002

Domenica 23 giugno, in prossimità del solstizio d’estate, si celebrerà in tutta Europa la nona edizione del SunDay, il giorno del Sole, una manifestazione organizzata da ISES Europe in collaborazione con le Sezioni europee dell’International Solar Energy Society.

In ogni Comune si potrà organizzare un evento per promuovere l’energia solare.

Per informazioni: www.isesitalia.it/eventi/Sunday/sunday02.htm

Hanno collaborato a questo numero:

Giancarlo Moca, Paolo Principi, G.B. Zorzoli

Numero chiuso il 7 febbraio 2002