N. 3 MARZO 1996

Scarica il PDF: IlSolea360gradi – Anno III- N.3 Marzo1996

In questo numero:

  • EDITORIALE
  • IL PROGRAMMA JOULE IN UNA GIORNATA DI STUDIO TENUTA A NAPOLI
  • SOLAR SUMMIT DEL MEDITERRANEO A MAGGIO A MALTA
  • LE PROSPETTIVE DI UTILIZZO DELLE BIOMASSE IN ITALIA
  • LE PROSPETTIVE DEL SOLARE FOTOVOLTAICO TRA PROMETTENTI SVILUPPI TECNOLOGICI E DIFFICOLTÀ DI APPROVVIGIONAMENTO DELLA MATERIA PRIMA
  • IN ESERCIZIO IN CALIFORNIA IL SOLAR TWO
  • 35 MWe SOLARI PER I GIOCHI OLIMPICI DEL 2000 A SYDNEY
  • 1000 CELLE FOTOVOLTAICHE PER 100 SCUOLE

EDITORIALE

Negli incontri tenuti il 28 febbraio 1996 a Roma sulle prospettive di utilizzo delle biomasse in Italia e il 1 marzo 1996 a Napoli sui programmi comunitari di ricerca e sviluppo, dei quali riferiamo di seguito, è stato sottolineato il concreto interesse di imprese e aziende per la produzione di energia elettrica dalle fonti rinnovabili in Italia. Nell’ultimo anno le proposte di allacciamento alla rete dell’ENEL di impianti di produzione di energia elettrica da biomasse e dal vento hanno raggiunto oltre 2000 MW, pari a circa il 4% della potenza elettrica installata in Italia. Dalla fase propositiva è importante ora passare rapidamente a quella realizzativa, superando gli ostacoli e le incertezze di carattere finanziario, normativo e di programmazione. L’industria italiana delle rinnovabili deve poter recuperare il ritardo che ha nei confronti delle industrie di altri paesi più avanzati anche per essere messa in grado di partecipare attivamente alle iniziative internazionali a favore dello sviluppo del solare, da quelle allo studio per l’area del Mediterraneo e dell’est europeo, come anche nei paesi in via di sviluppo, per esempio promosse nell’ambito del World Solar Summit del prossimo settembre ad Harare.

IL PROGRAMMA JOULE IN UNA GIORNATA DI STUDIO TENUTA A NAPOLI

Il 1 marzo 1996 hanno avuto luogo a Napoli un seminario e una tavola rotonda sulle fonti di energia rinnovabili, organizzati entrambi dall’ENEA, dalla Commissione Europea, dall’Agenzia per la Promozione della Ricerca Europea (APRE), da ISES Italia, in collaborazione con il Ministero dell’Università e della Ricerca Scientifica e Tecnologica (MURST), il Ministero dell’Industria, del Commercio e dell’Artigianato (MICA) e l’Unione Industriali della Provincia di Napoli. L’organizzazione dei due eventi è stata effettuata avvalendosi del programma comunitario STRIDE Actinia, mirato a promuovere la partecipazione di imprese e centri di ricerca del Mezzogiorno ai programmi di R&S europei. Il Seminario è stato tenuto presso il Centro Ricerche Fotovoltaiche di Portici dell’ENEA. Tra i partecipanti il Presidente della Regione Campania Antonio Rastrelli, Bruno Civello (MURST), Ettore Rossoni (MICA), Fabio Pistella (ENEA), Sergio Garribba (ENEA), Ezio Andreta (Commissione Europea), Corrado Corvi (ISES Italia), Rossana Rummo (APRE). L’incontro è stato essenzialmente centrato sulla presentazione dell’ultimo bando del “Programma Joule” attivato dall’Unione Europea all’interno del IV Programma Quadro della ricerca europea con riferimento alle energie rinnovabili. Si tratta di un bando strettamente limitato ai sottosettori dell’energia fotovoltaica, eolica e della biomassa e unicamente ai compiti di R&S per lo svolgimento dei quali è previsto un budget di 25 – 30 milioni di ECU (circa 50 – 60 miliardi di lire). Per il fotovoltaico gli argomenti indicati riguardano le celle fotovoltaiche a film sottili e quelle adatte a dispositivi di concentrazione; il miglioramento dell’affidabilità dei sistemi fotovoltaici, i dispositivi avanzati di inseguimento a concentrazione, l’adattamento degli elettrodomestici a basso consumo all’alimentazione da fotovoltaico. Per l’energia eolica il programma da priorità a ricerche su componenti fortemente innovativi. Per l’energia da biomassa le attività proposte dovranno riguardare la produzione combinata di calore e elettricità mediante sistemi basati sulla gassificazione. I progetti proposti dovranno avere una forte partecipazione industriale e dovranno essere inviati a Bruxelles entro il 14 maggio 1996.Dopo il Seminario, i lavori sono proseguiti in una Tavola rotonda dedicata all’esame delle prospettive delle energie rinnovabili in Italia tenuta presso l’Unione Industriali della Provincia di Napoli. Nel dibattito la posizione di Ezio Andreta, orientata a una libera concorrenza tra le varie forme di energia, in relazione a puntuali obiettivi, come quello della riduzione della CO2, ha sollevato perplessità tra le industrie, che hanno sostenuto come le fonti eolica e fotovoltaica potranno continuare a svilupparsi solo se verranno con continuità sostenuti programmi di applicazione delle stesse a livello nazionale.

SOLAR SUMMIT DEL MEDITERRANEO A MAGGIO A MALTA

L’UNESCO ha deciso una serie di misure organizzative interne al fine di sostenere la realizzazione del World Solar Summit previsto per il prossimo settembre ad Harare, capitale dello Zimbabwe. All’evento è previsto che partecipino Capi di stato e di governo, rappresentanti delle principali organizzazioni intergovernative internazionali e regionali, Organizzazioni Non Governative, industrie e specialisti del settore energetico. Il Summit dovrà approvare definitivamente il World Solar Programme, da realizzare nei prossimi dieci anni (decade solare 1996-2005), e mirato allo sviluppo e alle applicazione delle fonti di energia rinnovabili su scala mondiale. Il programma è basato su cinque documenti, Solar Action Plan, World Solar Fund, World Solar Charter, International Solar Convention, Global Strategic Projects. La Convocazione e il coordinamento del Vertice sono sotto la responsabilità di Robert Mugabe, Presidente dello Zimbabwe e responsabile della World Solar Commission, creata nella primavera del 1995 e della quale fanno parte 15 Capi di stato e di governo, tra cui il re Juan Carlos, Shimon Peres, Eduardo Shevardnadze e Nelson Mandela. La World Solar Commission, con la sua autorevolezza dovrà contribuire alla finalizzazione dei documenti sopra ricordati e fornire il proprio sostegno politico alla realizzazione dell’intero Programma. In vista del “Solar Summit” di settembre è stata organizzata una serie di incontri nelle varie regioni del mondo mirati a trasferire nei cinque documenti sopra ricordati le relative problematiche di natura tecnica, finanziaria e socio-politica. Un incontro sulle prospettive di sviluppo delle fonti rinnovabili nell’area del mediterraneo verrà tenuto a Malta dal 21 al 23 maggio 1996 nel corso del quale sarà anche effettuata una ricognizione sui possibili “progetti strategici ” da realizzare nell’area del Mediterraneo (Mediterranean Solar Programme 1996-2005). Per “progetto strategico” si intende un progetto di grosse dimensioni in grado di dimostrare i vantaggi economici e ambientali delle tecnologie solari. ISES Italia ha in programma di tenere prossimamente un incontro informale con gli operatori interessati a contribuire a queste iniziative.

LE PROSPETTIVE DI UTILIZZO DELLE BIOMASSE IN ITALIA

Il 28 febbraio 1996 si è tenuta a Roma una giornata di studio sulle prospettive di utilizzo delle biomasse in Italia, promossa e organizzata dall’Associazione Italiana degli Economisti per l’Energia (AIEE), dall’ITABIA (Italian Biomass Association) e da ISES Italia. Vi hanno partecipato i Ministeri dell’Industria e dell’Agricoltura, l’ENEA, l’ENEL, Società di ingegneria e imprese impegnate sia in Italia che all’estero nella progettazione e costruzione di impianti per la produzione di energia elettrica o di biocombustibili da biomasse. L’incontro è stato mirato all’esame delle possibili e necessarie interazioni tra il mondo agricolo e quello industriale al fine di capire cosa è che manca in Italia perché il settore possa decollare e svilupparsi come accade in altri paesi più avanzati, quali quelli del Nord Europa e gli Stati Uniti. Tutte le esperienze e le realizzazioni illustrate, da quelle della Danimarca, dove sono in funzione oltre 400 impianti di teleriscaldamento alimentati con biomasse e ci sono cittadine come Vejen (9000 abitanti) completamente autonome sul piano energetico grazie all’utilizzo di rifiuti urbani e agricoli, ai progetti canadesi di realizzare una bioraffineria per la produzione di eteri da butano e orzo, hanno confermato la maturità e la disponibilità di tecnologie per l’uso energetico delle biomasse. Anche in Italia il fattore tecnologico non sembra essere il problema centrale per lo sviluppo del settore. Attualmente nel nostro paese sono installati circa 100 MW di potenza elettrica e sono state avanzate richieste per l’installazione di altri 1300 MW, usufruendo degli incentivi economici previsti dalla legislazione vigente. Varie imprese italiane operano con successo anche all’estero. Mentre un ostacolo allo sviluppo è sicuramente rappresentato dall’assenza di un quadro di riferimento che offra a tutti gli operatori le necessarie certezze organizzative e normative per l’avvio di attività di impresa. Sul piano organizzativo, sia nel caso dei rifiuti urbani sia nella raccolta dei residui agricoli, tanto per citare due esempi, finiscono per incidere fattori strutturali tipici della realtà italiana. È stato evidenziato come sia più difficile organizzare la raccolta di residui agricoli in un paese come il nostro dove ci sono 1.000.000 di aziende agricole di dimensioni medie di un paio di ettari, che in paesi dove le aziende hanno dimensioni dell’ordine delle centinaia di ettari. Per fare fronte a realtà del tipo citato è essenziale mobilitare tutte le risorse locali, dalle regioni, ai comuni, alle associazioni di categoria, alle municipalizzate, sia per le conoscenze che queste hanno del territorio che dei rapporti intrattenuti con i soggetti che vi operano.

LE PROSPETTIVE DEL SOLARE FOTOVOLTAICO TRA PROMETTENTI SVILUPPI TECNOLOGICI E DIFFICOLTÀ DI APPROVVIGIONAMENTO DELLA MATERIA PRIMA

L’industria fotovoltaica, che sta registrando una crescita del 15-20% all’anno, potrebbe trovarsi a fronteggiare nei prossimi anni un’offerta inadeguata di silicio cristallino sul mercato internazionale sia per l’accresciuta domanda di questa stessa industria che per quella delle industrie elettroniche. È questa una situazione determinata dalla tradizionale dipendenza dell’industria fotovoltaica dall’industria dei semiconduttori nell’approvvigionamento della materia prima, che potrebbe comportare aggravi economici e porre limiti alla crescita del settore del fotovoltaico, già alle prese con le riduzioni della maggior parte dei budgets nazionali destinati a sostenerne lo sviluppo. A fronte di queste difficoltà sono tuttavia da segnalare importanti sviluppi tecnologici emersi anche nel corso dell’ultima Conferenza europea sull’energia solare fotovoltaica, tenuta a Nizza nell’ottobre 1995.In occasione di questa conferenza è stato presentato un nuovo processo che consente, a partire da uno strato di semiconduttore sottile (inferiore a 50 micron) di silicio cristallino, di fabbricare una cella di efficienza superiore al 20% (per celle a film sottile a base di diseleniuro di indio e rame le efficienze ottenute fino ad ora sono intorno al 17%). L’industrializzazione di un tale processo potrebbe avere evidenti implicazioni nella riduzione sia dei costi che delle quantità di materiale necessario per la fabbricazione dei moduli. Inoltre confermerebbe la possibilità che il silicio (mono e policristallino), almeno per il prossimo decennio, potrebbe continuare a dominare il mercato fotovoltaico (nel 1994 su 69,4 MWp di celle fotovoltaiche commercializzate a livello mondiale, 56,7 MWp sono stati di celle con silicio cristallino) contrariamente a quanto si pensava qualche anno fa.

IN ESERCIZIO IN CALIFORNIA IL SOLAR TWO

La Southern California Edison (SCE) metterà in esercizio entro la primavera il più avanzato impianto solare termico per la produzione di elettricità a specchi con torre centrale. L’impianto, della potenza di 10 MW, è denominato Solar Two, in quanto segue le esperienze fatte con il Solar One, costruito agli inizi degli anni ottanta e tenuto in esercizio tra il 1982 e il 1988.Rispetto al Solar One, che utilizzava un circuito acqua-vapore, il Solar Two utilizza i sali fusi per l’immagazzinamento del calore e la produzione di vapore, consentendo di ottenere migliori efficienze e una maggiore flessibilità nell’utilizzo della produzione di energia elettrica. Il Solar Two è costato 48,5 milioni di dollari e l’energia elettrica prodotta è previsto che sia immessa nella rete elettrica della SCE. Anche l’Italia costruì per scopi dimostrativi uno dei più grandi impianti solari termici con specchi a torre centrale ad Adrano in Sicilia agli inizi degli anni ’80. L’impianto, chiamato EURELIOS, della potenza di 1 MW fu costruito dall’ENEL nell’ambito di un programma dell’Unione Europea al quale parteciparono francesi e tedeschi. Le attività sperimentali furono condotte tra il 1980 e il 1984 e terminate definitivamente nel 1986. Attualmente l’Italia ha alcune attività relative allo sviluppo di componenti che potrebbero essere utilizzati su impianti solari termici a medie e alte temperature, quali il motore stirling.

35 MWe SOLARI PER I GIOCHI OLIMPICI DEL 2000 A SYDNEY

ISES Australia in collaborazione con Greenpeace Australia ha progettato un impianto ibrido solare termico/gas naturale per la produzione di energia elettrica da installare sul tetto degli edifici olimpionici di Homebush Bay a Sydney, località scelta per lo svolgimento dei giochi del 2000.La proposta ha avuto origine quando Sydney decise di candidarsi ad ospitare i giochi olimpici del 2000. Greenpeace Australia suggerì che l’organizzazione dei giochi avrebbe dovuto essere centrata sui temi della protezione dell’ambiente e dell’uso dell’energia solare e a tale scopo interessò il Prof. David Mills, dell’Università di Sydney e Vicepresidente dell’ISES. Il progetto messo a punto dal Prof. Mills, prevede l’installazione di un impianto della potenza di circa 35 MWe sul tetto degli edifici che ospiteranno i giochi, coprendo un’area di circa 150.000-200.000 m2. L’impianto utilizza la tecnologia più avanzata degli impianti solari termici lineari per la produzione di energia elettrica, la quale consente una riduzione dei costi rispetto a quelli dei tradizionali Concentratori solari parabolici lineari e puntuali (o a disco). Sono anche più bassi i costi delle strutture di sostegno e del ricevitore, che è fisso e sotto vuoto. È previsto che l’impianto sia in grado di raccogliere quasi il 100% dell’energia solare incidente durante il periodo invernale e il 55% durante il periodo estivo. Il vapore è prodotto a 350 °C e surriscaldato utilizzando il gas naturale.

1000 CELLE FOTOVOLTAICHE PER 100 SCUOLE

ISES Italia e il Centro per la Didattica dell’Astronomia Planetario Comunale di Modena, con il sostegno della società EUROSOLARE, promuovono un programma di sperimentazione sull’energia solare con finalità didattiche, utilizzando delle celle fotovoltaiche, in 100 istituti e scuole superiori. Alle scuole selezionate verranno inviate 10 celle fotovoltaiche. Il programma, promosso da ISES Italia, ha preso lo spunto dall’interesse mostrato per le energie rinnovabili da alcuni licei e istituti tecnici dell’area del modenese nell’ambito delle attività di aggiornamento per insegnanti svolte dal Centro per la Didattica dell’Astronomia del Planetario Comunale di Modena. Il programma è previsto che si sviluppi in due fasi successive. Una prima fase vedrà coinvolte dieci scuole della Regione Emilia Romagna a partire dall’aprile del 1996.La seconda fase, coinvolgerà altre 90 scuole che dovranno coordinarsi a gruppi di dieci sull’esempio delle scuole emiliane. Le 1000 celle fotovoltaiche per il programma, messe a disposizione dall’Eurosolare, sono del tipo monocristallino e policristallino. Le celle verranno inviate a licei e istituti tecnici che, nel proporre di partecipare al programma, potranno fornire elementi utili di valutazione sull’uso delle celle stesse a fini didattici e formativi. A tutte le scuole che avranno avanzato la propria candidatura di partecipazione al programma, ISES Italia invierà per un anno, gratuitamente, 10 numeri del proprio bollettino informativo mensile “ILSOLEATRECENTOSESSANTAGRADI”.