{"id":230,"date":"2000-10-01T17:44:40","date_gmt":"2000-10-01T17:44:40","guid":{"rendered":"http:\/\/webfabbrica.com\/360archive\/?p=230"},"modified":"2016-07-18T13:28:49","modified_gmt":"2016-07-18T13:28:49","slug":"n-9-ottobre-2000","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/gses.it\/360archive\/2000\/10\/01\/n-9-ottobre-2000\/","title":{"rendered":"N. 9 OTTOBRE 2000"},"content":{"rendered":"<p><em>Scarica il PDF:\u00a0<\/em><a href=\"http:\/\/gses.it\/360archive\/wp-content\/uploads\/2000\/01\/IlSolea360gradi-Anno-VII-N.9-Ottobre-2000.pdf\">IlSolea360gradi &#8211; Anno VII- N.9 Ottobre 2000<\/a><\/p>\n<p>Newsletter mensile di ISES ITALIA<\/p>\n<p>In questo numero:<\/p>\n<ul>\n<li>IL PETROLIO STA PER FINIRE?<\/li>\n<li>ALLA SOLAREXPO 2000 I SISTEMI SOLARI TERMICI E FOTOVOLTAICI A CONCENTRAZIONE<\/li>\n<li>L&#8217;OFFERTA DI SISTEMI SOLARI TERMICI NELL&#8217;UNIONE EUROPEA: POSTI DI LAVORO E AZIENDE COSTRUTTRICI LEADER<\/li>\n<li>SUCCESSO A CITT\u00c0 DEL MESSICO PER L&#8217;ISES MILLENNIUM SOLAR FORUM 2000<\/li>\n<li>IVPC E IVPC 4: IN ESERCIZIO ENTRO LA FINE DEL 2000 CIRCA 120 MW DI NUOVI IMPIANTI EOLICI<\/li>\n<li>CONFERENZA A BONN SULLA RIDUZIONE DEI CONSUMI DEGLI EDIFICI E L&#8217;INSERIMENTO DELLE TECNOLOGIE SOLARI NELLE CITT\u00c0<\/li>\n<li>BREVI DAL MONDO<\/li>\n<li>NOTIZIE DA ISES ITALIA<\/li>\n<\/ul>\n<p><!--more--><\/p>\n<h4>IL PETROLIO STA PER FINIRE?<\/h4>\n<p>Il rialzo dei prezzi petroliferi riporta al centro dell&#8217;attenzione i rischi connessi alla disponibilit\u00e0 e all&#8217;esaurimento del petrolio e le possibili alternative per sostituirlo, dalle altre risorse fossili all&#8217;energia solare.<\/p>\n<p>Nel marzo del 1998 la rivista Scientific American pubblic\u00f2 un rapporto speciale dal titolo &#8220;Prevenire la prossima crisi petrolifera&#8221; (Ilsolea360gradi di luglio-agosto 1998 ne fece cenno). Con il rialzo dei prezzi petroliferi le analisi, le previsioni e le soluzioni prospettate in quel rapporto sono pi\u00f9 che mai attuali e di particolare interesse per chi si occupa delle prospettive dell&#8217;energia solare. Desideriamo quindi proporle ai nostri lettori insieme ai pi\u00f9 recenti punti di vista sull&#8217;argomento.<\/p>\n<p>Nell&#8217;ultimo secolo il petrolio ha trasformato il mondo. Il carbone ha consentito il decollo della rivoluzione industriale, ma il petrolio le ha messo le ali. Non c&#8217;\u00e8 nessun&#8217;altra materia prima che abbia cambiato il mondo cos\u00ec profondamente come il petrolio e in un lasso di tempo cos\u00ec breve. Oggi il mondo consuma circa 75-77 milioni di barili al giorno (nel 1998 erano 67), cifra destinata ad aumentare, si stima, a 100 milioni nel 2010. Potranno questi consumi essere soddisfatti in futuro? Per quanto tempo? E a che prezzi?<\/p>\n<p>Al riguardo le tesi esposte nel rapporto di Scientific American prospettano diversi scenari sostanzialmente riconducibili ad uno che prevede imminente il calo della produzione di tutti i tipi di petrolio e ad un altro che prospetta, invece, varie alternative capaci di prolungarne ancora per molti anni la disponibilit\u00e0.<\/p>\n<p>G. Campbell e Jean H. Laherrere, esperti energetici e petroliferi, con un solido e vasto insieme di dati statistici sull&#8217;intera industria del petrolio arrivano alla conclusione che il cosiddetto petrolio convenzionale, vale a dire di quel petrolio facile da estrarre e da raffinare, e quindi a basso costo, comincer\u00e0 a diminuire costantemente prima del 2010. Queste conclusioni contraddicono quelle di chi prevede un&#8217;era del petrolio ancora molto lunga. Infatti, secondo i due esperti, sulle stime elaborate dall&#8217;industria petrolifera relative al petrolio estraibile (1.020 miliardi di barili di riserve provate nel 1998) peserebbero tre errori di valutazione: una distorta stima delle riserve; la pretesa che la tendenza al costante aumento della produzione del passato possa essere confermata anche in futuro; l&#8217;errata convinzione di poter continuare ad estrarre e raffinare il petrolio non convenzionale (da scisti e sabbie bituminose, petroli pesanti, ecc.) con la stessa facilit\u00e0 con la quale quelle operazioni vengono effettuate oggi sul petrolio convenzionale.<\/p>\n<p>In un recente articolo pubblicato su Oil and Gas Journal del 20 marzo 2000, dal titolo &#8220;Myth of Spare Capacity Setting the Stage for Another Oil Shock&#8221;, Campbell aggiorna le sue conclusioni, prevedendo che il massimo della produzione del petrolio convenzionale potrebbe essere raggiunto gi\u00e0 nel 2005 e il picco della produzione di tutte le tipologie di petrolio, compreso quello non convenzionale, pi\u00f9 difficile da estrarre e da raffinare, nel 2010 (vedi grafico). Alcune stime pi\u00f9 ottimistiche spostano di un decennio questo picco. Entro il 2050 la produzione complessiva di petrolio scenderebbe poi al 25% del totale attuale, con uno scarso apporto del petrolio non convenzionale, in quanto, secondo Campbell, non sar\u00e0 possibile, anche a fronte di importanti investimenti o di un particolare impegno dei governi, trovare il petrolio che non c&#8217;\u00e8. Naturalmente la minore disponibilit\u00e0 di petrolio potrebbe far crescere notevolmente i prezzi, a meno che non ci siano interventi mirati a ridurne il consumo.<\/p>\n<p>Il calo permanente della produzione di petrolio previsto da Campbell e Laherrere (ma anche da altri analisti, quali W. Youngquist, B.Fleay, A. Bartlett, L. B. Magoon, R. Duncan, R. Blanchard, L. F. Ivanhoe) evoca, quindi, possibili crisi petrolifere con tensioni economiche e politiche che potrebbero finire per far apparire marginali le crisi degli anni 1973 e 1979.<\/p>\n<p>Le soluzioni per scongiurare tali rischi, secondo altri punti di vista riportati nel rapporto di Scientific American, sarebbero tuttavia gi\u00e0 disponibili. Gli sviluppi tecnologici verificatisi negli ultimi decenni nell&#8217;esplorazione e nella produzione di petrolio, dai metodi tridimensionali per la mappatura dei giacimenti, all&#8217;estrazione dalle sabbie bituminose, ai metodi di perforazione direzionale, all&#8217;estrazione in acque profonde, alla conversione del gas naturale in forme liquide, dovrebbero consentire al petrolio di restare una parte essenziale dell&#8217;attuale mix energetico per decenni se non addirittura per secoli. Secondo l&#8217;American Petroleum Institute, ai livelli di produzione attuale, le riserve provate di petrolio convenzionale potrebbero durare anche pi\u00f9 di 40 anni. Con le nuove scoperte e lo sviluppo dei giacimenti di petrolio non convenzionale il petrolio potrebbe durare ancora per diverse centinaia di anni.<\/p>\n<p>Le conclusioni degli esperti petroliferi sopra illustrate, pur nelle loro diverse interpretazioni temporali, ci sembrano convergenti, almeno per quanto riguarda l&#8217;esaurimento del petrolio convenzionale nei prossimi decenni.<\/p>\n<p>Si tratta di un fatto strutturale che, anche se dominato dalle incertezze previsionali, deve indurre a rafforzare immediatamente le attuali politiche energetiche per la promozione dell&#8217;uso dell&#8217;energia solare e delle energie rinnovabili, specialmente in un paese come l&#8217;Italia fortemente dipendente dalle importazioni di petrolio e di altre fonti fossili.<\/p>\n<p>Questo passaggio \u00e8 vitale per l&#8217;intero pianeta, non solo per il prossimo esaurimento della fonte petrolio, ma anche per evitare alla Terra il raggiungimento di quei limiti della capacit\u00e0 di assorbimento dell&#8217;inquinamento. \u00c8 il momento di passare dal concetto di crescita economica a quello di sviluppo qualitativo e le citate alternative al petrolio faranno sicuramente parte di questo processo. Per ora navighiamo a vista.<\/p>\n<h4>ALLA SOLAREXPO 2000 I SISTEMI SOLARI TERMICI E FOTOVOLTAICI A CONCENTRAZIONE<\/h4>\n<p>Seminario internazionale sulle recenti attivit\u00e0 di R&amp;S e sulle interessanti prospettive commerciali di queste applicazioni<\/p>\n<p>Nell&#8217;ambito della SOLAREXPO 2000, la Mostra-Convegno internazionale sulle energie rinnovabili e alternative che si terr\u00e0 alla Fiera di Verona dal 6 al 9 dicembre 2000, gioved\u00ec 7 dicembre si svolger\u00e0 un seminario internazionale sul solare a concentrazione con la partecipazione dei massimi esperti dei paesi che hanno attualmente una posizione di leadership nel mondo su questa frontiera tecnologica: Australia, Stati Uniti, Israele e Germania.<\/p>\n<p>A questo riguardo \u00e8 interessante ricordare come l&#8217;Italia sia stato uno dei primi paesi a sviluppare sistemi solari a concentrazione per la produzione di calore alle medie e alte temperature. Il prof. Giovanni Francia, uno dei maggiori pionieri dell&#8217;energia solare a livello mondiale, contribu\u00ec significativamente negli anni &#8217;60 con i suoi studi condotti presso l&#8217;Universit\u00e0 di Genova e con le sue sperimentazioni presso la stazione solare di S. Ilario allo sviluppo dei sistemi con riflettori tipo &#8220;Fresnels&#8221;, sia lineari che puntuali.<\/p>\n<p>Inoltre, verso la fine degli anni &#8217;70 l&#8217;Italia realizz\u00f2 ad Adrano, in Sicilia, il primo e pi\u00f9 grande impianto dimostrativo per la produzione di elettricit\u00e0 a torre centrale, della potenza di 1 MW. L&#8217;impianto rimase in esercizio a fini sperimentali dal 1980 al 1984.<\/p>\n<p>Nonostante un avvio cos\u00ec promettente e il varo di un progetto di rilevanza mondiale, negli ultimi 20 anni in Italia il settore del solare termico a concentrazione \u00e8 caduto quasi del tutto nel dimenticatoio, mentre non \u00e8 andata allo stesso modo, ad esempio, in Australia, Germania, Israele, Spagna, Stati Uniti, dove la ricerca \u00e8 proseguita e sono state sviluppate e messe a punto tecnologie altamente innovative, ora pronte per il mercato.<\/p>\n<p>Nel seminario sar\u00e0 anche posto l&#8217;accento sullo stato dell&#8217;arte e sulle attivit\u00e0 di ricerca e sviluppo nel settore del fotovoltaico a concentrazione.<\/p>\n<p>Con questo seminario ad alto livello, SOLAREXPO 2000 vuole offrire a tutti i partecipanti alla manifestazione una aggiornata e qualificata ricognizione sui pi\u00f9 recenti sviluppi tecnologici del settore, sugli impianti in corso di realizzazione in vari paesi del mondo e sulle prospettive di ulteriore sviluppo di impianti per la produzione, anche decentralizzata, di calore, elettricit\u00e0 e nuovi combustibili come l&#8217;idrogeno.<\/p>\n<p>Ricordiamo che nella intensa quattro giorni della manifestazione SOLAREXPO 2000, sono in programma convegni &#8211; di taglio politico-strategico, tecnico-scientifico e divulgativo &#8211; seminari, corsi di formazione ed eventi culturali.<\/p>\n<p>Per informazioni:<br \/>\nSegreteria SOLAREXPO 2000<br \/>\ntel. 0439 849855 fax: 0439 849854<br \/>\ne-mail: segreteria@solarexpo.com<\/p>\n<p style=\"padding-left: 30px;\"><strong>ALLA SOLAREXPO 2000 di Verona<\/strong><br \/>\n<strong> ISES ITALIA organizza il 2\u00b0corso suI SISTEMI FOTOVOLTAICI: PROGETTAZIONE TECNICO-ARCHITETTONICA<\/strong><br \/>\nIl Corso \u00e8 rivolto a professionisti, tecnici, amministratori locali e studenti che frequentino gli ultimi anni di universit\u00e0 e che siano interessati alla progettazione dei sistemi fotovoltaici integrati negli edifici.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 30px;\">Per informazioni: Segreteria ISES ITALIA<br \/>\n<strong>ALLA SOLAREXPO 2000<\/strong><br \/>\nAmbiente Italia organizza corsi di formazione sul solare termico a bassa temperatura:<\/p>\n<p style=\"padding-left: 30px;\">1. Impianti solari termici in pratica<br \/>\n2. Analisi e progettazione di impianti solari termici di grandi dimensioni per usi civili<br \/>\nPer informazioni: Istituto di Ricerche Ambiente Italia<br \/>\ntel. 02 277441 &#8211; http:\/\/www.solarexpo.com<\/p>\n<h4>L&#8217;OFFERTA DI SISTEMI SOLARI TERMICI NELL&#8217;UNIONE EUROPEA: POSTI DI LAVORO E AZIENDE COSTRUTTRICI LEADER<\/h4>\n<p>Si stima che in Europa operino un centinaio di costruttori di collettori solari termici e di componenti del sistema solare. La maggior parte di queste aziende ha una struttura di piccola e media impresa a carattere prevalentemente familiare la cui attivit\u00e0 principale \u00e8 la produzione di scaldacqua solari, boiler ed impiantistica. A fianco di queste societ\u00e0, ci sono aziende pi\u00f9 grandi che operano anche a livello internazionale. Secondo una recente analisi dell&#8217;Osservatorio europeo delle energie rinnovabili, il francese EurObserv&#8217;ER, nel 1999 il tasso di crescita annuale del settore nell&#8217;EU15 \u00e8 stato inferiore al 10% rispetto al &#8217;98. Sempre secondo EurObserv&#8217;ER, l&#8217;intero settore industriale del solare termico (costruzione, installazione, distribuzione e progettazione) occupa poco pi\u00f9 di 13.000 persone, con una crescita di circa 1.000 unit\u00e0 rispetto all&#8217;anno precedente. Al primo posto di questa speciale classifica troviamo la Germania con 7.500 occupati, seguono l&#8217;Austria (2.500) e la Grecia (2.200), molto indietro gli altri paesi, tra i quali l&#8217;Italia. Il giro d&#8217;affari dell&#8217;industria europea dovrebbe quindi aggirarsi intorno a 600-620 milioni di Euro (1.150-1.200 miliardi di lire) (dato 1999). A fianco presentiamo una lista dei principali costruttori europei di collettori solari. Segnaliamo tuttavia che il mercato europeo attinge a molti altri costruttori come Solahart e Edwards (Australia), Chromagen (Israele), Heliocol (Stati Uniti), solo per fare alcuni esempi.<\/p>\n<p>Alcune informazioni pi\u00f9 dettagliate sulla situazione della domanda e dell&#8217;offerta dei sistemi solari per quanto riguarda l&#8217;Italia saranno disponibili per la fine dell&#8217;anno, grazie ad una ricerca sul settore commissionata dall&#8217;ENEA ad una societ\u00e0 di ricerche di mercato. Da una primissima analisi, emerge gi\u00e0 chiaramente che questa tipologia di prodotto resta, nel nostro paese, a met\u00e0 strada tra la realt\u00e0 industriale e quella artigianale. Saranno quindi necessarie politiche di medio-lungo periodo per favorire un mercato pi\u00f9 ampio ed uno sviluppo industriale del settore. Ricordiamo che il Libro bianco nazionale delle fonti energetiche rinnovabili indica come obiettivo, al 2010, il raggiungimento di 3 milioni di metri quadrati di pannelli solari termici. Nel nostro paese, alla fine del 1999, si ritiene che siano stati installati in totale non pi\u00f9 di 300.000 m2.<\/p>\n<table>\n<tbody>\n<tr>\n<td class=\"cellbkgnd\" colspan=\"2\" width=\"410\"><b>Principali costruttori europei di collettori solari termici<\/b><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td class=\"cellbkgnd\" width=\"239\"><b>AZIENDE<\/b><\/td>\n<td class=\"cellbkgnd\" width=\"165\"><b>PAESE<\/b><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"239\">Arcon Solvarme A\/S<\/td>\n<td width=\"165\">Danimarca<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"239\">Buderus<\/td>\n<td width=\"165\">Germania<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"239\">Clipsol<\/td>\n<td width=\"165\">Francia<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"239\">Foco Ltd<\/td>\n<td width=\"165\">Grecia<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"239\">Helioakmi<\/td>\n<td width=\"165\">Grecia<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"239\">Jacques Giordano Industries<\/td>\n<td width=\"165\">Francia<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"239\">MEA Solaranlagen GmbH<\/td>\n<td width=\"165\">Austria<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"239\">Sonnenkraft<\/td>\n<td width=\"165\">Austria<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"239\">Sonnenklar<\/td>\n<td width=\"165\">Germania<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"239\">Stiebel Eltron<\/td>\n<td width=\"165\">Germania<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"239\">Thermomax<\/td>\n<td width=\"165\">Gran Bretagna<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"239\">Thermo\/solar<\/td>\n<td width=\"165\">Germania<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"239\">Tinox<\/td>\n<td width=\"165\">Germania<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"239\">ViessMann<\/td>\n<td width=\"165\">Germania<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"239\">Wagner &amp; Co<\/td>\n<td width=\"165\">Germania<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<h4>SUCCESSO A CITT\u00c0 DEL MESSICO PER L&#8217;ISES MILLENNIUM SOLAR FORUM 2000<\/h4>\n<p>Incontro dei rappresentanti dell&#8217;ANES e dell&#8217;ISES con il Presidente messicano Ernesto Zedillo. Impegno dell&#8217;amministrazione di Citt\u00e0 del Messico a partecipare al programma AIE\/ISES delle citt\u00e0 solari.<\/p>\n<p>Programmato per essere un evento straordinario dell&#8217;ISES nel 2000, l&#8217;ISES Millennium Solar Forum ha pienamente risposto alle aspettative. Una serie di manifestazioni e iniziative &#8211; una Conferenza tecnica-scientifica, nove corsi avanzati sulle energie rinnovabili, un corso su energie rinnovabili e ambiente, una mostra industriale, una mostra ambientale; una serie di workshop paralleli sulle politiche sulle energie rinnovabili e il relativo impatto sull&#8217;ambiente, sull&#8217;economia, sullo sviluppo sostenibile, sull&#8217;agricoltura e, infine, sulla informazione e la cultura &#8211; hanno praticamente mobilitato il mondo tecnico-scientifico e ambientalista, come anche altre componenti sociali, intorno al tema dell&#8217;energia solare.<\/p>\n<p>\u00c8 stato particolarmente visibile il sostegno al Forum delle massime autorit\u00e0 messicane, dal Presidente Ernesto Zedillo al Governatore della Citt\u00e0 del Messico Rosario Robles Berlanga. Il Presidente Zedillo ha avuto un incontro con una delegazione del Forum guidata da Manuel Martinez dell&#8217;ANES (Sezione messicana dell&#8217;ISES) e da Cesare Silvi dell&#8217;ISES nel corso della quale sono stati illustrati interventi e progetti sulle rinnovabili da realizzare sia con le risorse locali sia con il sostegno della rete internazionale ISES, dall&#8217;elettrificazione rurale a progetti di scuole solari. Di rilievo l&#8217;impegno formale assunto dalla amministrazione di Citt\u00e0 del Messico in merito alla partecipazione al programma dell&#8217;Agenzia Internazionale per l&#8217;Energia (AIE) e dell&#8217;ISES per le citt\u00e0 solari, diventata gi\u00e0 operativa.<\/p>\n<p>Anche gli aspetti culturali promossi in occasione del Forum dall&#8217;ISES e dall&#8217;ANES con iniziative nel campo della cultura, della storia, dell&#8217;arte solare, hanno trovato un&#8217;attenzione oltre ogni aspettativa e sono stati al centro della cerimonia conclusiva del Forum svolta presso il tempio di Quetzalcoatl, una delle principali espressione della cultura solare messicana nell&#8217;area archeologica delle Piramidi del Sole e della Luna.<\/p>\n<p>Gli atti, in lingua inglese e spagnolo della conferenza tecnico-scientifica, del workshop sugli aspetti culturali e su altre manifestazioni del Forum sono disponibili presso l&#8217;ANES o tramite la sede centrale di Friburgo.<\/p>\n<p>Per informazioni: Segreteria ISES ITALIA<\/p>\n<p><strong>IVPC E IVPC 4: IN ESERCIZIO ENTRO LA FINE DEL 2000 CIRCA 120 MW DI NUOVI IMPIANTI EOLICI<\/strong><\/p>\n<p>Nel corso dell&#8217;anno la Italian Vento Power Corporation (IVPC) e la societ\u00e0 affiliata di recente formazione IVPC 4 stanno realizzando nuovi impianti eolici nelle aree dell&#8217;Appennino meridionale. Sono state inaugurate nuove wind farm: sono infatti in esercizio 47 nuove turbine da 660 kW di potenza (modello Vestas V47) nella centrale di Bisaccia-Andretta (AV) per una potenza complessiva di 31 MW; inoltre, gi\u00e0 immettono elettricit\u00e0 nella rete elettrica 15 turbine dello stesso modello nella centrale di Lacedonia-Monteverde (AV), ma per la fine del mese di ottobre saranno in funzione altre 40 turbine per un totale di oltre 36,3 MW di potenza.<\/p>\n<p>Entro la fine del 2000 \u00e8 previsto che siano operative le centrali di Roseto (FG) con oltre 26 MW di potenza e la centrale in Molise, presso le localit\u00e0 di Manaciglioni-Sant&#8217;Elia Pianesi (CB) con circa 27 MW di potenza installata.<\/p>\n<p>Le due aziende a capitale straniero IVPC e IVPC 4, capofila in Italia nella realizzazione di impianti eolici commerciali, potranno disporre complessivamente, entro la fine del 2001, di una potenza installata pari a circa 450 MW, probabilmente circa i due terzi del totale installato in Italia a quella data.<\/p>\n<p>La IVPC \u00e8 controllata pariteticamente dalla IVPC Energy BV (filiale olandese del gruppo americano Upc) e dalla giapponese Tomen Power Corporation, ed ha attualmente una potenza eolica installata di 170 MW localizzata in 10 siti in Campania e Puglia.<\/p>\n<p>Anche la IVPC4 \u00e8 controllata per il 50% dalla IVPC Energy BV, ma per la parte restante fa capo alla Edison Mission Power Italy BV, filiale con sede in Olanda del colosso statunitense Edison. La IVPC4 dispone al momento di 76 MW installati, ma entro la fine del prossimo anno raggiunger\u00e0 i 280 MW grazie a 11 wind farm localizzate in Campania, Molise, Puglia, Basilicata e Sardegna. La maggior parte di questa potenza (220 MW) \u00e8 stata ottenuta acquistando gli impianti autorizzati Cip 6 della West Ansaldo.<\/p>\n<p>Le due societ\u00e0 che hanno sede ad Avellino, oltre ad utilizzare diversi componenti realizzati presso le aree di installazione (trasformatori, torri, materiali elettrici e di carpenteria), impiegano anche maestranze locali per le opere civili e per la costruzione delle centrali.<\/p>\n<p><strong>CONFERENZA A BONN SULLA RIDUZIONE DEI CONSUMI DEGLI EDIFICI E L&#8217;INSERIMENTO DELLE TECNOLOGIE SOLARI NELLE CITT\u00c0<\/strong><\/p>\n<p>Dal 12 al 15 settembre si \u00e8 svolta a Bonn la sesta conferenza europea su Solar Energy in Architecture and Urban Planning &#8211; Building in Solar Urbanity, organizzata dall&#8217;Associazione europea Eurosolar e intitolata quest&#8217;anno &#8220;The City &#8211; A Solar Power Station&#8221;.<\/p>\n<p>Oltre 90 interventi (suddivisi in due sessioni parallele) hanno offerto un quadro completo sulle possibilit\u00e0 attualmente offerte dalle fonti energetiche rinnovabili nei contesti urbani.<\/p>\n<p>Architetti, ingegneri ed esponenti del mondo universitario non solo hanno approfondito lo stato dell&#8217;arte delle diverse tecnologie, ma hanno anche analizzato le diverse problematiche collegate ad una corretta ed efficace diffusione delle stesse.<\/p>\n<p>Non si \u00e8 parlato solamente di potenzialit\u00e0 e progetti futuri; sono state anche mostrate numerose realizzazioni, che rappresentano casi da studiare e dimostrano la reale fattibilit\u00e0 di un utilizzo efficiente dell&#8217;energia nelle costruzioni e nella pianificazione urbana.<\/p>\n<p>Particolare attenzione \u00e8 stata data alle ristrutturazioni &#8220;energeticamente intelligenti&#8221;. Esemplare \u00e8 il caso del comune di Amburgo (Germania), che, con una serie di interventi, ha ottenuto risparmi energetici medi del 75% su centinaia di edifici di vecchia costruzione. In pratica si \u00e8 passati da consumi termici dell&#8217;ordine dei 250 kWh\/(m2 anno) ai circa 60 kWh\/(m2 anno). La legislazione locale impone che le nuove costruzioni registrino fabbisogni termici annui non superiori ai 50 kWh\/(m2 anno). Per comprendere meglio la rilevanza di tali iniziative, si consideri il raffronto con una comune abitazione dell&#8217;Italia settentrionale che consuma, nel migliore dei casi, 120 kWh\/m2\/anno, ma molto spesso pu\u00f2 arrivare anche ai 200.<\/p>\n<p>Coibentazioni, illuminazione naturale, orientamento delle costruzioni, sistemi solari termici e fotovoltaici: sono tutti mezzi da utilizzare e far interagire correttamente tra di loro se si vuole ottimizzare la richiesta di energia degli edifici. Si tratta quindi di progettare secondo un approccio energeticamente consapevole e multidisciplinare, in modo che da una parte non si trascuri l&#8217;adozione di materiali ecologici e dall&#8217;altra si persegua sempre l&#8217;ottenimento di apprezzabili risultati estetici.<\/p>\n<p>Da sottolineare infine l&#8217;essenziale ruolo svolto dagli enti pubblici, nazionali e locali: si pu\u00f2 certamente dire che la Germania rappresenta oggi il massimo esempio per quanto concerne l&#8217;incentivazione alle fonti rinnovabili ed al risparmio energetico. Nel corso della conferenza sono stati, infatti, descritti decine di progetti, realizzati o in corso di realizzazione, in grado di permettere il raggiungimento di significativi obiettivi energetici, ma anche di creare molteplici opportunit\u00e0 occupazionali. Una conseguenza di questo atteggiamento politico \u00e8 infatti il continuo sviluppo di aziende di settore ed il susseguirsi di nascite di numerose nuove imprese.<\/p>\n<p>Per informazioni: EUROSOLAR (Germania)<br \/>\ntel.: +49 228 362373 fax: +49 228 361279<br \/>\ne-mail: inter_office@eurosolar.org<\/p>\n<h4>BREVI DAL MONDO<\/h4>\n<p><strong>NEGLI USA FABBRICA DI CELLE FV A FILM SOTTILE: 100 MW\/ANNO<\/strong><\/p>\n<p>La compagnia statunitense First Solar ha realizzato a Perrysburg (Ohio, USA) il pi\u00f9 grande impianto industriale per la produzione di celle e moduli fotovoltaici (FV) del mondo. Attualmente l&#8217;impianto di Perrysburg ha una produzione di 5 MW annui ma, raggiunta la piena operativit\u00e0, sar\u00e0 in grado di produrre celle e moduli a film sottile (doppio strato cadmio-telluride) per una potenza di 100 MW l&#8217;anno. La realizzazione dell&#8217;impianto \u00e8 stata possibile grazie ad un investimento di oltre 40 milioni di dollari (88 miliardi di lire) da parte della True North Partners, societ\u00e0 finanziaria dedicata alle tecnologie innovative e favorevoli all&#8217;ambiente.<\/p>\n<p>Nelle linee produttive, completamente automatizzate, viene utilizzato un processo continuo di deposizione a vapore di sottilissimi strati di materiale semiconduttore su un substrato di vetro, in grado di produrre celle FV ad un ritmo di 70 metri al minuto. Le celle vengono poi assemblate in moduli da 60 x 120 cm con una potenza di 50 Wp.<\/p>\n<p>I moduli prodotti a Perrysburg hanno raggiunto in laboratorio rendimenti del 9,1% e la compagnia intende raggiungere il 9% anche per i moduli commerciali, che attualmente hanno un&#8217;efficienza del 7,5-8%.<\/p>\n<p>Secondo le previsioni della First Solar, il nuovo impianto consentir\u00e0 di immettere sul mercato i pi\u00f9 economici moduli FV a film sottile, per la commercializzazione dei quali la compagnia sta cercando partner e distributori a livello internazionale.<\/p>\n<p>Per informazioni: First Solar<br \/>\nhttp:\/\/www.firstsolar.com<\/p>\n<p><strong>NUOVA TECNOLOGIA ISRAELIANA PER IL SOLARE TERMICO DI POTENZA<\/strong><br \/>\nLa compagnia israeliana Solel Solar Systems ha inaugurato il 20 settembre presso il proprio centro solare termico di Beit Shemesh in Israele, un impianto solare di 800 m\u00b2 per alimentare il sistema di condizionamento degli ambienti di un edificio destinato ad uffici. L&#8217;impianto, della potenza di 50 kW, copre completamente il fabbisogno di energia per gli impianti di condizionamento, il 10% della richiesta di elettricit\u00e0 per l&#8217;illuminazione e parte dell&#8217;energia termica necessaria al riscaldamento invernale. All&#8217;inaugurazione hanno presenziato, oltre alle autorit\u00e0 israeliane, rappresentanti governativi del settore energetico statunitense, giapponese ed il Ministro per l&#8217;Elettricit\u00e0 e l&#8217;Energia egiziano.<\/p>\n<p>Interesse per la tecnologia Solel \u00e8 stato manifestato anche dalla Banca Mondiale, che prevede la realizzazione di progetti in Egitto, India, Marocco e Messico con investimenti per 200 milioni di dollari.<\/p>\n<p>Le tecnologie della Solel Solar Systems consentono di produrre calore alle basse, medie e alte temperature. Nel deserto del Mojave in California sono impiegate per produrre elettricit\u00e0 nella pi\u00f9 grande centrale termoelettrosolare del mondo da 350 MWe. Il loro uso pu\u00f2 essere particolarmente conveniente per il raffrescamento di grandi edifici come alberghi, ospedali ed edifici commerciali e industriali.<\/p>\n<p>Per informazioni: Solel Solar Systems<br \/>\nhttp:\/\/www.solel.com<\/p>\n<p><strong>IN FUNZIONE L&#8217;IMPIANTO DA 50 MW EOLICI IN MAROCCO<\/strong><br \/>\nIn agosto \u00e8 entrato in esercizio, dopo un anno dall&#8217;inizio dei lavori, uno dei pi\u00f9 grandi campi eolici del mondo: l&#8217;impianto da 50,4 MW di Al Koudia Al Ba\u00efda, nel nord del Marocco. Il sito, vicino allo stretto di Gibilterra nella regione di T\u00e9touan, \u00e8 caratterizzato da una forte ventosit\u00e0: la velocit\u00e0 media annua del vento supera i 9,5 m\/sec. Con queste condizioni da record si prevede che le 84 turbine tripala della societ\u00e0 danese Vestas, ciascuna della potenza di 600 kW, avranno una produzione di energia di 200 milioni di kWh\/anno, pari al 2% del fabbisogno elettrico complessivo del Marocco.<\/p>\n<p>L&#8217;elettricit\u00e0 prodotta dall&#8217;impianto, realizzato con un investimento di 46,5 milioni di dollari, verr\u00e0 acquistata per i prossimi 19 anni dall&#8217;Ufficio Nazionale dell&#8217;Elettricit\u00e0 marocchino che, insieme alla societ\u00e0 elettrica francese EDF, \u00e8 anche gestore della &#8220;wind-farm&#8221;.<\/p>\n<p>Sempre nel mese di agosto il governo marocchino ha lanciato un bando internazionale da 200 milioni di dollari per la realizzazione di campi eolici per una potenza complessiva di 200 MW. Lo sviluppo del settore viene considerato obiettivo primario nell&#8217;ottica della diversificazione delle fonti di approvvigionamento energetico: attualmente il paese importa il 93% dell&#8217;energia.<\/p>\n<p><strong>DATABASE SULLA RADIAZIONE SOLARE IN EUROPA<\/strong><br \/>\nLa societ\u00e0 francese Lash-Entpe ha realizzato il programma Satel-Light che fornisce tutti i dati relativi alla radiazione solare in Europa.<\/p>\n<p>I dati, raccolti nell&#8217;arco di due anni (1996-1997), provengono da immagini satellitari scattate ad intervalli di 30 minuti, con una risoluzione spaziale di circa 6-7 km. Il database \u00e8 proposto con un&#8217;interfaccia semplice, che consente una facile consultazione, accessibile a tutti e per diversi scopi. Sono incluse anche previsioni relative all&#8217;insolazione e ai dati climatici e in futuro verranno inseriti moduli per poter calcolare la disponibilit\u00e0 di radiazione relativa a specifiche applicazioni: entro la primavera 2001 Satel-Light comprender\u00e0 anche dati per la progettazione dell&#8217;illuminazione naturale degli edifici e dei sistemi FV.<\/p>\n<p>Il database \u00e8 stato realizzato, con il finanziamento della Commissione Europea, nell&#8217;ambito del progetto SODA (Solar Radiation Database: www-helioserve.cma.fr\/soda).<\/p>\n<p>Il database pu\u00f2 essere richiesto a titolo gratuito presso il sito internet Satel-Light.<\/p>\n<p>Per informazioni: database Satel-Light<br \/>\nhttp:\/\/satel-light.entpe.fr<\/p>\n<h4>NOTIZIE DA ISES ITALIA<\/h4>\n<p><strong>SU INTERNET TUTTI GLI ARTICOLI DE ILSOLEATRECENTOSESSANTAGRADI<\/strong><br \/>\nArchivio delle notizie dal 1994 al 2000<\/p>\n<p>Partendo dal sito internet di ISES ITALIA (www.isesitalia.it) \u00e8 possibile entrare nelle pagine de &#8220;IlSoleatrecentosessantagradi&#8221;. Qui \u00e8 possibile trovare l&#8217;indice degli articolo e, in alcuni casi, l&#8217;intero testo, delle notizie pubblicate nel 2000.Sono, inoltre, riportati integralmente e organizzati per settore tecnologico e argomento gli articoli pubblicati dalla newsletter dal 1994 al 1999.L&#8217;archivio, composto da oltre 300 pagine, \u00e8 stato concepito per costituire un facile strumento di consultazione per tutti coloro che sono interessati a conoscere l&#8217;evoluzione dello sviluppo delle energie rinnovabili negli ultimi 5-6 anni in Italia e all&#8217;estero.<\/p>\n<p>L&#8217;archivio contiene, inoltre, numerosissimi indirizzi internet ed altri riferimenti (esperti, riviste, aziende, ecc.) attraverso i quali approfondire le notizie date.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Scarica il PDF:\u00a0IlSolea360gradi &#8211; Anno VII- N.9 Ottobre 2000 Newsletter mensile di ISES ITALIA In questo numero: IL PETROLIO STA PER FINIRE? ALLA SOLAREXPO 2000 I SISTEMI SOLARI TERMICI E FOTOVOLTAICI A CONCENTRAZIONE L&#8217;OFFERTA DI SISTEMI SOLARI TERMICI NELL&#8217;UNIONE EUROPEA: POSTI DI LAVORO E AZIENDE COSTRUTTRICI LEADER SUCCESSO A CITT\u00c0 DEL MESSICO PER L&#8217;ISES MILLENNIUM &hellip; <a href=\"http:\/\/gses.it\/360archive\/2000\/10\/01\/n-9-ottobre-2000\/\" class=\"more-link\">Continue reading <span class=\"screen-reader-text\">N. 9 OTTOBRE 2000<\/span> <span class=\"meta-nav\">&rarr;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[18],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/gses.it\/360archive\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/230"}],"collection":[{"href":"http:\/\/gses.it\/360archive\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/gses.it\/360archive\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/gses.it\/360archive\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/gses.it\/360archive\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=230"}],"version-history":[{"count":6,"href":"http:\/\/gses.it\/360archive\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/230\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":709,"href":"http:\/\/gses.it\/360archive\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/230\/revisions\/709"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/gses.it\/360archive\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=230"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/gses.it\/360archive\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=230"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/gses.it\/360archive\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=230"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}