{"id":215,"date":"2000-03-01T17:31:03","date_gmt":"2000-03-01T17:31:03","guid":{"rendered":"http:\/\/webfabbrica.com\/360archive\/?p=215"},"modified":"2016-07-18T13:24:18","modified_gmt":"2016-07-18T13:24:18","slug":"n-3-marzo-2000","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/gses.it\/360archive\/2000\/03\/01\/n-3-marzo-2000\/","title":{"rendered":"N. 3 MARZO 2000"},"content":{"rendered":"<p><em>Scarica il PDF:\u00a0<\/em><a href=\"http:\/\/gses.it\/360archive\/wp-content\/uploads\/2000\/01\/IlSolea360gradi-Anno-VII-N.3-Marzo-2000.pdf\">IlSolea360gradi &#8211; Anno VII- N.3 Marzo 2000<\/a><\/p>\n<p>In questo numero:<\/p>\n<ul>\n<li>MOSTRA CONVEGNO A VERONA SULLA PRODUZIONE ENERGETICA DA BIOMASSE LEGNOSE<\/li>\n<li>IN QUANTO TEMPO SI RIPAGA UN IMPIANTO SOLARE TERMICO PER LA PRODUZIONE DI ACQUA CALDA?<\/li>\n<li>FINANZIAMENTI ALLE RINNOVABILI NELLE PROVINCE DI BOLZANO E TRENTO<\/li>\n<li>NEL MONDO OLTRE 13.300 MW EOLICI. RECORD DELLA CRESCITA NEL 1999: + 37%<\/li>\n<li>LE AZIENDE ITALIANE INCONTRANO GLI OPERATORI DANESI DELLE RINNOVABILI IN UN SEMINARIO A ROMA<\/li>\n<li>IN PIEMONTE UN CORSO SULLA CONDUZIONE DI CALDAIE A CIPPATO DI LEGNA<\/li>\n<li>LA COMMISSIONE EUROPEA LANCIA IL BANDO DI RICERCA &amp; SVILUPPO PER LE RINNOVABILI<\/li>\n<li>BREVI DAL MONDO<\/li>\n<li>NOTIZIE DA ISES ITALIA<\/li>\n<\/ul>\n<p><!--more--><\/p>\n<h4>MOSTRA CONVEGNO A VERONA SULLA PRODUZIONE ENERGETICA DA BIOMASSE LEGNOSE<\/h4>\n<p>Alla seconda edizione di &#8220;Progetto Fuoco&#8221; una rassegna sulla risorsa legna da ardere e sulle pi\u00f9 moderne tecnologie di utilizzo, dai caminetti alle stufe. Da marzo 2000 le biomasse &#8220;non trattate&#8221; non sono pi\u00f9 considerate rifiuti.<\/p>\n<p>Dal 16 al 19 marzo 2000 ha avuto luogo a Verona la seconda edizione di &#8220;Progetto Fuoco&#8221;, mostra-convegno sulla risorsa legna da ardere e sulle pi\u00f9 moderne tecnologie per il suo utilizzo energetico. Unica nel suo genere in Italia ed una delle poche nel contesto europeo, la mostra \u00e8 stata organizzata da PMT, in collaborazione con l&#8217;ITABIA (Italian Biomass Association) e con il CEAR (Consorzio Energia Alternativa per il Riscaldamento), consorzio che raggruppa il 70% dei produttori di caminetti italiani.<\/p>\n<p>Questa seconda edizione di &#8220;Progetto Fuoco&#8221; si \u00e8 imposta all&#8217;attenzione degli operatori come un evento internazionale di riferimento per tutto settore: sono stati 220 gli espositori (60 da 13 paesi esteri) ed oltre 20.000 i visitatori. Le pi\u00f9 moderne tecnologie applicate ai pi\u00f9 vetusti sistemi per bruciare la legna; caminetti, stufe, termocucine sono stati oggetto di dimostrazioni sul campo su una superficie espositiva di circa 20.000 m2. In quattro convegni, intitolati &#8220;Italia-Legno-Energia&#8221;, sono state passate in rassegna le realt\u00e0 e le prospettive del legno in Italia e in Europa, della produzione boschiva, delle risorse legnose meno conosciute, come i residui delle lavorazioni agricole e forestali, della pioppicoltura e quelli derivanti dalla gestione delle siepi campestri.<\/p>\n<p>Secondo stime recenti, in Italia, potrebbero essere disponibili a fini energetici circa 30 milioni di m3\/anno di biomassa legnosa. Solamente dai 4.500.000 ettari di boschi al momento utilizzati, su una superficie complessiva di 10 milioni di ettari, potrebbero essere ricavati annualmente 3 m3\/anno per ettaro di legno, contro l&#8217;attuale valore di 1 m3\/anno (una produzione energetica di circa 2,7 milioni di tep). \u00c8 questo un segnale di una cattiva gestione della risorsa bosco; quando gli alberi vecchi non vengono abbattuti il bosco \u00e8 &#8220;sovraffollato&#8221;, pi\u00f9 sporco e sensibile alle malattie e agli incendi e, in complesso, indebolito dall&#8217;accumulo della legna non rimossa, che impedisce anche il regolare accrescimento delle piante pi\u00f9 giovani.<\/p>\n<p>I vantaggi economici di un pieno utilizzo energetico di un bosco e di una sua gestione sostenibile legata alle sue molteplici funzioni sono soprattutto di natura indiretta. Un esempio di gestione sostenibile sono i boschi della Val di Fiemme, che possono fregiarsi del certificato della FSC (Forest Stewardship Council), assegnato alla Magnifica Comunit\u00e0 di Fiemme che li gestisce da ben 700 anni, per la loro eccellente manutenzione. La buona gestione interessa la propriet\u00e0 dei boschi, sia pubblica sia privata; per quest&#8217;ultima un possibile ostacolo potrebbe derivare dalla sua frammentazione e per questo motivo gli esperti invitano a promuovere consorzi per raggruppare pi\u00f9 ampie superficie forestali e renderne quindi pi\u00f9 economica la gestione.<\/p>\n<p>La produzione italiana di legno, inoltre, pu\u00f2 essere potenziata attraverso la realizzazione di nuove piantagioni specializzate su terreni agricoli con forestazione a rapida rotazione. A Verona un&#8217;importante comunicazione \u00e8 venuta da parte del rappresentante del Ministero dell&#8217;Ambiente: dal 16 marzo 2000 le &#8220;biomasse non trattate&#8221; non sono pi\u00f9 considerate rifiuti (allegato al Decreto Ronchi) e vengono. Invece, considerate combustibili energetici a tutti gli effetti, rimuovendo cos\u00ec un ostacolo insormontabile alla diffusione dei sistemi di riscaldamento alimentati con legnami non trattati. L&#8217;equivalenza tra bruciare legno e bruciare rifiuti ha rappresentato una stravagante equazione, che comportava obblighi molto onerosi per chi produceva calore solo utilizzando residui legnosi di origine agricola o forestale, che venivano assoggettati, infatti, agli stessi regolamenti dei rifiuti.<\/p>\n<p>La coincidenza della data dell&#8217;evento di Verona con quella della rimozione di tali obblighi \u00e8 un segnale positivo che porter\u00e0 ad una crescente attenzione da parte di consumatori ed autorit\u00e0 competenti in merito ai benefici di natura ambientale ed economica legati all&#8217;utilizzo del combustibile legno; dall&#8217;alimentazione dell&#8217;impianto domestico al teleriscaldamento, alla stessa maniera di come accade in vari paesi del Centro e Nord Europa. Le tecnologie ci sono: dall&#8217;Europa e da alcune Regioni italiane sono venuti molti esempi incoraggianti. In particolare, i risultati ottenuti dalla Provincia Autonoma di Bolzano, che, grazie ad una seria politica di lungo periodo, sostenuta da adeguate risorse finanziarie (tra i 25 e i 35 miliardi l&#8217;anno negli ultimi 10 anni), pu\u00f2 oggi vantare un numero di impianti di riscaldamento a legna non comparabile con quello del resto dell&#8217;Italia; la stessa posizione di primo piano che, in questi anni, la Provincia ha registrato anche nel settore del solare termico; dopotutto, lo sfruttamento energetico della legna, il pi\u00f9 diffuso mezzo naturale che immagazzina l&#8217;energia del Sole, \u00e8 il passo pi\u00f9 diretto nell&#8217;integrazione delle fonti rinnovabili.<\/p>\n<h4>IN QUANTO TEMPO SI RIPAGA UN IMPIANTO SOLARE TERMICO PER LA PRODUZIONE DI ACQUA CALDA?<\/h4>\n<p>Un calcolo per l&#8217;integrazione ad uno scaldabagno elettrico sulla base delle nuove tariffe elettriche<\/p>\n<p>Sulla base delle nuove tariffe elettriche (in vigore per le utenze domestiche dal 1 gennaio 2000), si vuole calcolare il tempo di ritorno economico non attualizzato di un impianto solare termico per la produzione di acqua calda sanitaria per un nucleo familiare di 4 persone che utilizzi gi\u00e0 uno scaldabagno elettrico.<\/p>\n<p>Si ipotizzi un consumo di elettricit\u00e0 medio mensile di 370 kWh ed un contratto elettrico di 3 kW di potenza. Il consumo di acqua calda sanitaria \u00e8 considerato costante durante l&#8217;anno e l&#8217;energia elettrica per l&#8217;alimentazione del solo scaldabagno \u00e8 pari al 45% del consumo complessivo di energia elettrica: nel caso in questione 167 kWh mensili.<\/p>\n<p>Per i contratti da 3 kW la tariffa elettrica \u00e8 &#8220;a gradini&#8221;, ovvero il prezzo del kWh cresce al crescere del consumo. In particolare, il prezzo del kWh varia da un minimo di 112,75 lire ad un massimo di 595,32 lire (IVA inclusa e al netto della quota fissa bimestrale).<\/p>\n<p>Si pu\u00f2 allora stimare un prezzo medio del kWh sulla base di un consumo mensile di 370 kWh pari a 344 lire.<\/p>\n<p>Il sistema solare termico attivo<br \/>\nIl sistema solare scelto \u00e8 a circolazione naturale, con una superficie captante di 4 m2 ed un serbatoio di accumulo da 200 litri.<\/p>\n<p>Per il calcolo del prezzo dell&#8217;impianto si considera il valore medio dei prezzi della tipologia di collettore scelta, riportati nella pubblicazione &#8220;La Guida del consumatore &#8211; L&#8217;Energia Solare&#8221; realizzata nel &#8217;99 da Adiconsum. Il prezzo finale \u00e8 riportato nella Tabella 1 dove sono ipotizzate le voci di costo relative agli altri componenti che costituiscono un sistema solare termico completo, chiavi in mano.<\/p>\n<p>Tabella 1<\/p>\n<table border=\"0\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td class=\"cellbkgnd\" colspan=\"2\" align=\"center\"><b>Prezzo di un sistema solare termico attivo<br \/>\nchiavi in mano<\/b><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td><\/td>\n<td align=\"center\">Impianto c.n. 200 litri\/4 mq<br \/>\n(lire)<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Collettore<\/td>\n<td align=\"right\">3.040.000<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td colspan=\"2\"><i>Altre voci<\/i><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Componenti idraulici<\/td>\n<td align=\"right\">500.000<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Installazione 2 gg.\/2 persone<\/td>\n<td align=\"right\">600.000<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>Trasporto dei componenti<\/td>\n<td align=\"right\">200.000<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td><b>Totale<\/b><\/td>\n<td align=\"right\"><b>4.340.000<\/b><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>IVA (10%)<\/td>\n<td align=\"right\">434.000<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td><b>Totale + IVA<\/b><\/td>\n<td align=\"right\"><b>4.774.000<\/b><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p><em><strong>Risparmio\u00a0<span style=\"line-height: 1.5;\">annuale e tempo di ritorno economico non attualizzato<br \/>\n<\/span><\/strong><\/em><span style=\"line-height: 1.5;\">Per calcolare il risparmio mensile ed annuale, sono state fatte le seguenti considerazioni: i kWh risparmiati sono stati calcolati su base mensile ipotizzando per ciascun mese una quota di copertura variabile dell&#8217;energia solare (ad es. dal 30% in dicembre e gennaio al 100% in giugno, luglio e agosto). Si \u00e8 ipotizzato di installare un impianto in una localit\u00e0 dell&#8217;Italia centrale.<\/span><\/p>\n<p>Infine si sono confrontati due diversi modi di calcolare il prezzo del kWh risparmiato (vedi Tabella 2). Nel primo caso (Ipotesi A) il prezzo del kWh risparmiato viene posto pari al prezzo medio del kWh relativo alla fascia di consumo di 370 kWh mese che \u00e8 pari a 344 lire\/kWh. In tal caso il risparmio medio annuale risulta di 481.200 Lire.<\/p>\n<p>Nel secondo caso (Ipotesi B), pi\u00f9 aderente alla realt\u00e0, si ipotizza che il risparmio di energia elettrica dovuto all&#8217;inserimento dell&#8217;impianto solare consenta di ridurre il livello di consumo e contemporaneamente ridurre la fascia di prezzo del kWh (ad esempio, a gennaio si risparmiano 50 kWh, mentre a luglio 167 kWh). In questo caso il prezzo medio mensile del kWh risparmiato non scende mai al di sotto delle 548 lire; il risparmio medio annuale risulta di 783.700 Lire.<\/p>\n<p>Il calcolo del tempo di ritorno economico non attualizzato dell&#8217;investimento si ottiene confrontando il prezzo dell&#8217;impianto chiavi in mano con il risparmio annuale per le due ipotesi sopra citate. Nel calcolo riportato in Tabella 2 si \u00e8 applicata l&#8217;IVA al 10%, riportando i risultati considerando o meno la riduzione IRPEF al 36% sul costo di impianto.<\/p>\n<p>Per semplicit\u00e0, non si considerano le spese di manutenzione e di gestione (comunque piuttosto contenute per un sistema a circolazione naturale).<\/p>\n<p>Tabella 2<\/p>\n<table border=\"0\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td class=\"cellbkgnd\" colspan=\"5\" align=\"center\" width=\"410\"><b>Tempo di ritorno economico non attualizzato<\/b><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td class=\"menutext\" valign=\"top\" width=\"93\"><\/td>\n<td class=\"menutext\" align=\"center\" valign=\"top\" width=\"58\"><b>Costo di impianto<\/b><\/td>\n<td class=\"menutext\" align=\"center\" valign=\"top\" width=\"74\"><b>Risparmio annuo<\/b><\/td>\n<td class=\"menutext\" align=\"center\" valign=\"top\" width=\"83\"><b>Tempo di ritorno con 36%<\/b><\/td>\n<td class=\"menutext\" align=\"center\" valign=\"top\" width=\"79\"><b>Tempo di ritorno senza 36%<\/b><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td class=\"menutext\" valign=\"top\" width=\"93\"><\/td>\n<td class=\"menutext\" align=\"center\" valign=\"top\" width=\"58\"><b>Lire<\/b><\/td>\n<td class=\"menutext\" align=\"center\" valign=\"top\" width=\"74\"><b>Lire\/anno<\/b><\/td>\n<td class=\"menutext\" align=\"center\" valign=\"top\" width=\"83\"><b>Anni<\/b><\/td>\n<td class=\"menutext\" align=\"center\" valign=\"top\" width=\"79\"><b>Anni<\/b><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td class=\"menutext\" align=\"center\" width=\"93\"><b>Ipotesi A<br \/>\nPrezzo medio<\/b><\/td>\n<td class=\"menutext\" align=\"center\" width=\"58\">4.774.000<\/td>\n<td class=\"menutext\" align=\"center\" width=\"74\">481.200<\/td>\n<td class=\"menutext\" align=\"center\" width=\"83\">6,3<\/td>\n<td class=\"menutext\" align=\"center\" width=\"79\">9,9<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td class=\"menutext\" align=\"center\" width=\"93\"><b>Ipotesi B<br \/>\nTariffa a scalare<\/b><\/td>\n<td class=\"menutext\" align=\"center\" width=\"58\">4.774.000<\/td>\n<td class=\"menutext\" align=\"center\" width=\"74\">783.700<\/td>\n<td class=\"menutext\" align=\"center\" width=\"83\">3,9<\/td>\n<td class=\"menutext\" align=\"center\" width=\"79\">6,1<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>Per\u00a0<span style=\"line-height: 1.5;\">ulteriori informazioni:<\/span><\/p>\n<p>Per un&#8217;analisi pi\u00f9 dettagliata si pu\u00f2 consultare il sito internet di ISES ITALIA alle pagine &#8220;Solare Termico&#8221;<\/p>\n<h4>FINANZIAMENTI ALLE RINNOVABILI NELLE PROVINCE DI BOLZANO E TRENTO<\/h4>\n<p>La maggiore diffusione delle rinnovabili nelle Province Autonome di Bolzano e Trento rispetto al resto d&#8217;Italia trova una spiegazione anche nelle decise politiche di incentivazione.<\/p>\n<p>La Provincia di Bolzano, in base alle Leggi Provinciali n. 4\/1993 e 4\/1997 (Incentivazioni per il contenimento dei consumi energetici e lo sviluppo delle fonti rinnovabili di energia), stanzia annualmente fondi per circa 30 miliardi di lire a parziale copertura finanziaria di circa 3.000 domande relative a diversi tipi di intervento, tra i quali la coibentazione degli edifici, l&#8217;installazione di pompe di calore, di impianti solari termici e fotovoltaici. I progetti vengono finanziati con contributi in conto capitale fino al 50%. Per la realizzazione di impianti fotovoltaici, il contributo arriva fino all&#8217;80%; per gli impianti eolici non supera il 30%. Sono ammessi al contributo solo i progetti il cui costo complessivo supera i 6 milioni di lire. Tutte le tipologie di intervento ammesse al finanziamento sono elencate nel sito internet della Provincia, dal quale \u00e8 possibile scaricare la modulistica necessaria per la presentazione delle domande.<\/p>\n<p>La Provincia Autonoma di Trento, da 20 anni, in base alla L.P. n. 14\/80, incentiva il risparmio energetico con contributi in conto capitale del 25% e l&#8217;utilizzo delle fonti rinnovabili con contributi che variano a seconda della tecnologia utilizzata: per il solare termico e le biomasse fino al 35%, per il fotovoltaico fino al 70%. Per questi progetti la Provincia stanzia mediamente ogni anno circa 13 miliardi di lire. Quest&#8217;anno le domande di contributo vanno inoltrate entro il 30 giugno.<\/p>\n<p>Per informazioni:<br \/>\nUfficio Risparmio Energetico Provincia Autonoma di Bolzano<br \/>\nhttp:\/\/www.provincia.bz.it\/risparmio-energetico<br \/>\nServizio Energia della Provincia Autonoma di Trento &#8211; Arch. Carlino<br \/>\ntel.: 0461 495713 fax: 0461 495686<br \/>\ne-mail: serv.energia@provincia.tn.it<\/p>\n<h4>NEL MONDO OLTRE 13.300 MW EOLICI. RECORD DELLA CRESCITA NEL 1999: + 37%<\/h4>\n<p>Il settore eolico \u00e8 oggi una solida realt\u00e0 industriale ed il suo volume di attivit\u00e0, a livello mondiale, migliora ogni anno. Lo confermano le cifre, ancora ufficiose, relative al tasso di crescita annuale nel 1999, che \u00e8 stato circa il 37% rispetto al &#8217;98 e ha portato ad oltre 13.300 i megawatt eolici installati nel mondo. Solo nel 1999 sono stati installati circa 3.600 MW. Con il pi\u00f9 elevato tasso di crescita degli ultimi anni (26% nel 1997 e 26,8% nel 1998), in tre anni, dunque, l&#8217;eolico ha registrato una crescita media del 30%, superando tutte le previsioni degli analisti.<\/p>\n<p>Nell&#8217;Unione Europea si \u00e8 varcata la soglia dei 9.000 MW totali, mentre le aspettative della European Wind Energy Association (EWEA) erano di 8.000 MW entro il 2000. Anche gli obiettivi della &#8220;Campagna per il decollo&#8221; della Commissione Europea (10.000 MW aggiuntivi tra il 1999 ed il 2003) possono essere raggiunti, visto che, nel solo 1999, nei Paesi dell&#8217;Unione, si sono installati circa 2.600 MW e le previsioni per il 2003 parlano di una potenza installata totale di 21.600 MW.<\/p>\n<p>Questa crescita nel 1999 \u00e8 dovuta principalmente all&#8217;enorme contributo della Germania (1.569 MW) e della Spagna (346 MW secondo l&#8217;EWEA, 644 MW secondo EurObserver) che, grazie ai suoi programmi di incentivazione nazionali e regionali, pu\u00f2 considerarsi la potenza emergente nel settore, con enormi potenzialit\u00e0 di esportazione nei mercati dell&#8217;America latina. Sempre significativo l&#8217;installato annuale in Danimarca (circa 310 MW); l&#8217;Italia \u00e8 quinta nel mondo con 104 MW. Tra i Paesi extra-europei, notevole impulso si \u00e8 avuto negli Stati Uniti (732 MW nel &#8217;99) e in India.<\/p>\n<p>Purtroppo non siamo ancora in grado di fornire statistiche definitive sulla potenza eolica installata per singolo Paese nel 1999 e, dunque, anche sul dato cumulato; forse a causa della forte accelerazione nelle realizzazione degli impianti, le stesse fonti ufficiali indicano ancora delle stime, a volte contraddittorie.<\/p>\n<p>Il giro d&#8217;affari mondiale del settore industriale si attesta nel mondo a 3,5 miliardi di dollari (circa 7 mila miliardi di lire) all&#8217;anno; di questi, quasi la met\u00e0 sono oggi ascrivibili alla sola Germania. Otto delle prime dieci societ\u00e0 costruttrici di turbine eoliche sono europee; la Danimarca detiene il 55% del mercato mondiale ed un&#8217;azienda danese, la Neg Micon, ha il primato di turbine vendute nel &#8217;99: 608 MW (+97% rispetto al 1997). Al secondo posto tra i produttori \u00e8 il gruppo americano Enron Wind Corp. che unisce la Zond (USA) e la Tacke (Germania), mentre al terzo si trova la danese Vestas. Per la prima volta una societ\u00e0 giapponese, la Mitsubishi, appare in questa classifica (10\u00b0 posto).<\/p>\n<p>Il mercato eolico non \u00e8 costituito solo dal settore industriale, ma da societ\u00e0 promotrici che progettano ed installano. Tra le maggiori, l&#8217;americana Seawest, la tedesca Winkra, le spagnole Iberdrola ed Edesa; in Italia il promoter principale \u00e8 l&#8217;Italian Vento Power Corporation (IVPC).<\/p>\n<h4>LE AZIENDE ITALIANE INCONTRANO GLI OPERATORI DANESI DELLE RINNOVABILI IN UN SEMINARIO A ROMA<\/h4>\n<p>Un interessante workshop con operatori danesi ed italiani del settore delle fonti rinnovabili avr\u00e0 luogo il 4 maggio prossimo, presso l&#8217;Accademia di Danimarca a Roma.<\/p>\n<p>La giornata, organizzata dall&#8217;Ambasciata danese in collaborazione con ISES ITALIA, sar\u00e0 l&#8217;occasione per conoscere in dettaglio le strategie politiche e industriali nel campo delle rinnovabili che hanno reso la Danimarca una nazione leader nel mondo, ma sar\u00e0 anche un&#8217;opportunit\u00e0 per creare future collaborazioni tra le aziende italiane e le pi\u00f9 importanti aziende danesi del settore.<\/p>\n<p>La prima parte della giornata sar\u00e0 dedicata ad analizzare gli scenari di mercato nei due paesi ed in particolare i programmi, la legislazione, lo sviluppo tecnologico, le barriere non tecnologiche e le opportunit\u00e0 di crescita del settore.<\/p>\n<p>Il pomeriggio sar\u00e0 dedicato ad incontri d&#8217;affari fra le aziende danesi ed italiane allo scopo di creare collaborazioni e joint-ventures nei settori dell&#8217;eolico, solare termico, biomasse e teleriscaldamento.<\/p>\n<p>La Danimarca soddisfa oltre l&#8217;8% della sua domanda totale di energia con le fonti rinnovabili, in particolare con l&#8217;eolico e la biomassa. L&#8217;energia eolica ormai copre circa il 10% dei consumi elettrici e le biomasse quest&#8217;anno dovrebbero soddisfare quasi il 10% del consumo di combustibile del Paese. Con circa 15.000 addetti, l&#8217;industria eolica danese detiene il 55% delle vendite mondiali di aerogeneratori e, per la prima volta, nel &#8217;98 il valore di questo comparto ha superato quello tradizionale della pesca, attestandosi al primo posto. Per quanto riguarda il settore del solare termico, sono installati, alla fine del &#8217;99, 294.000 m2 di pannelli per scaldare l&#8217;acqua, pari a 55 m2 ogni 1000 abitanti (in Italia 4,3 m2\/1000 abitanti); nel paese scandinavo una tecnologia ormai matura \u00e8 il teleriscaldamento di appartamenti per mezzo di impianti solari termici centralizzati.<\/p>\n<p>Il Governo danese ha programmi di investimento che puntano ad aumentare la quota di rinnovabili a circa il 35% entro il 2030.<\/p>\n<p>Per informazioni ISES ITALIA<\/p>\n<p>LE AZIENDE DANESI PRESENTI AL WORKSHOP<\/p>\n<p>La presentazione delle aziende \u00e8 sul sito internet di ISES ITALIA<\/p>\n<p>Energia eolica<\/p>\n<p>IWT-Italian Wind Tecnology Srl (Vestas-Ansaldo)<\/p>\n<p>NEG MICON A\/S<\/p>\n<p>LM GLASFIBER A\/S<\/p>\n<p>NORDEX Borsig Energy<br \/>\nEnergia solare<\/p>\n<p>BATEC A\/S<br \/>\nBiomasse<\/p>\n<p>AALBORG ENERGIE TECHNIK A\/S<\/p>\n<p>JUSTSEN ENERGITEKNIK A\/S<\/p>\n<p>WISEBEAD-SEABORNE A\/S<\/p>\n<p>ANSALDO V\u00d8LUND A\/S<br \/>\nTeleriscaldamento<\/p>\n<p>DANISH BOARD OF DISTRICT HEATING<\/p>\n<p>DANISH ENERGY GROUP<\/p>\n<p>DANFOSS Srl (consociata italiana della DANFOSS A\/S)<\/p>\n<p>ELSAMPROJEKT A\/S<\/p>\n<p>ODIN CONTROL SYSTEMS<\/p>\n<h4>IN PIEMONTE UN CORSO SULLA CONDUZIONE DI CALDAIE A CIPPATO DI LEGNA<\/h4>\n<p>Nei primi due mesi di quest&#8217;anno ha avuto luogo il &#8220;Corso di aggiornamento tecnico-professionale del personale destinato alla conduzione degli impianti termici alimentati a biomasse&#8221;. Il corso, promosso dall&#8217;Assessorato all&#8217;Economia montana e Foreste della Regione Piemonte, che ne ha affidato l&#8217;organizzazione alla FAST di Milano, si \u00e8 svolto in tre edizioni distinte (a Ormea &#8211; CN, a Torre Pellice &#8211; TO, a Quarona &#8211; VC) ed \u00e8 stato tenuto da specialisti del settore. Ogni corso \u00e8 stato articolato su due giornate in aula e una giornata di visita a due impianti e ad una stazione di cippatura, tutti a pieno regime di funzionamento. Per la realizzazione hanno dato il loro contributo anche la Comunit\u00e0 Montana Alta Valle Tanaro, Mongia e Cevetta, il Comune di Torre Pellice e Promovalsesia.<\/p>\n<p>L&#8217;iniziativa ha avuto origine dal forte interesse che gli impianti a cippato di legna stanno riscuotendo in Piemonte. Infatti, dai 10 impianti installati nel 1997, si \u00e8 passati agli odierni 35, con altri impianti in cantiere, che entro due anni, porteranno a 45-50 gli impianti a cippato attivi nella Regione. Questo boom delle installazioni \u00e8 stato favorito da un finanziamento della Regione, che ha ritenuto di spingere la tecnologia, visti il buon funzionamento degli impianti costruiti precedentemente ed i positivi riflessi sul governo dei boschi e sul reddito locale riscontrato in altri Paesi dell&#8217;arco alpino. In questa fase, tuttavia, parallelamente agli impianti di nuova costruzione, appare necessario formare un certo numero di conduttori, dato che questa figura professionale \u00e8 relativamente nuova nel panorama lavorativo italiano.<\/p>\n<h4>LA COMMISSIONE EUROPEA LANCIA IL BANDO DI RICERCA &amp; SVILUPPO PER LE RINNOVABILI<\/h4>\n<p>La scadenza per la presentazione delle domande \u00e8 il 31 Maggio 2000<\/p>\n<p>La Commissione Europea ha pubblicato il 14 marzo il bando per l&#8217;invio di proposte di progetto di Ricerca &amp; Sviluppo nell&#8217;ambito del Programma Energia, Ambiente e Sviluppo Sostenibile per la componente B &#8220;Energia&#8221; (GUCE n. C 73 del 14\/3\/2000).<\/p>\n<p>Le azioni oggetto del bando sono:<\/p>\n<ol>\n<li>Sistemi energetici pi\u00f9 puliti, comprese le fonti energetiche rinnovabili (azione n.5)<\/li>\n<li>Generazione elettricit\u00e0 e calore su vasta scala con emissioni ridotte<\/li>\n<li>Sviluppo e dimostrazione delle principali fonti di energia rinnovabili<\/li>\n<li>Integrazione di fonti di energia rinnovabili nei sistemi energetici<\/li>\n<li>Tecnologie efficaci sotto il profilo economico per la riduzione dei danni causati dalla produzione energetica<\/li>\n<li>Energia economica ed efficiente per una Europa competitiva (azione n.6)<\/li>\n<li>Tecnologie per un uso finale razionale ed efficiente<\/li>\n<li>Tecnologie per l&#8217;immagazzinamento dell&#8217;energia su micro e macro scala<\/li>\n<li>Miglioramento del rendimento delle fonti energetiche rinnovabili<\/li>\n<\/ol>\n<p>Le proposte sono di due tipologie: 1) azioni di ricerca, dimostrazione e combinate (a compartecipazione finanziaria; termine ultimo per la presentazione delle domande \u00e8 il 31 maggio); 2) reti tematiche e azioni concertate (termine per la presentazione delle proposte il 1\u00b0 settembre).<\/p>\n<p>Le massime coperture dei costi ammesse sono il 50% per i progetti di ricerca, il 35% per i progetti dimostrativi e tra il 35 ed il 50% per quelli combinati; per le reti tematiche e le azioni concertate il finanziamento pu\u00f2 arrivare al 100%. Lo stanziamento per il bando ammonta a circa 100 milioni di Euro (circa 190 miliardi di lire).<\/p>\n<p>Tutti i documenti per la presentazione delle domande, dalle istruzioni per la compilazione della domanda, ai moduli, allo stesso bando sono scaricabili partendo dal sito:<br \/>\nhttp:\/\/www.cordis.lu\/eesd\/calls\/b_20001.htm<\/p>\n<p>Per informazioni:<br \/>\nhelpline-energy@cec.eu.int<br \/>\nDG Research &#8211; fax: +32 2 2960621<br \/>\nDG Transport\/Energy &#8211; fax: +32 2 2950577<\/p>\n<h4>BREVI DAL MONDO<\/h4>\n<p><strong>ENERGIA FOTOVOLTAICA PER IL TRASPORTO PUBBLICO<\/strong><br \/>\nLa Societ\u00e0 di Trasporti Pubblici di Ginevra (TPG) ha inaugurato una centrale fotovoltaica da 154 kWp installata presso uno dei depositi degli automezzi adibiti al trasporto cittadino. La nuova centrale, la pi\u00f9 grande mai realizzata per questo tipo di applicazione, si avvale di 1.400 moduli forniti dalla societ\u00e0 francese Isophoton per la produzione di elettricit\u00e0 che viene immessa nella rete di alimentazione di tram e trolleybus elettrici. Con una produzione annua di 150.000 kWh, la centrale copre l&#8217;1% dei consumi dei trasporti pubblici della citt\u00e0. I costi globali del progetto, 2,3 milioni di franchi svizzeri (circa 2 miliardi e 700 milioni di lire), sono stati coperti per l&#8217;80% da un sovvenzionamento statale, mentre la Societ\u00e0 Sunwatt ha assunto gli oneri dell&#8217;investimento rimanente, che ammortizzer\u00e0 vendendo la corrente alla TPG ad un costo di 25 centesimi di franco svizzero al kWh (circa 300 lire). La realizzazione di questa centrale fa parte del programma europeo &#8220;Heliotram&#8221; ed \u00e8 stata condotta dalla Societ\u00e0 ginevrina Sunwatt Bio Energie SA.<\/p>\n<p>Fonte: Syst\u00e8me Solaire, gennaio-febbraio 2000<br \/>\nPer informazioni: Sunwatt Bio Energie SA<br \/>\nfax: + 41 22 3487353<\/p>\n<p><strong>ENERGIA SOLARE PER L&#8217;ESSICAZIONE DEL CAFF\u00c8 E PER SALVARE LE FORESTE PLUVIALI<\/strong><br \/>\nGrazie ad una collaborazione tra l&#8217;Istituto Centro Americano per lo Sviluppo (MDI), il SUN Utility Network (SUN) californiano e le Cooperative centroamericane dei coltivatori di caff\u00e8 si \u00e8 costituita la Solar Coffee Corporation, che ha lo scopo di cambiare gli attuali sistemi di produzione del caff\u00e8: la coltivazione segue i principi dell&#8217;agricoltura biologica e per la tostatura si ricorre all&#8217;uso dell&#8217;energia solare. Il primo &#8220;Caff\u00e8 Solare&#8221; \u00e8 gi\u00e0 prodotto dal &#8217;94 dal Solar Coffee Drying Centre, a Montes de Oro, in Costa Rica. Il caff\u00e8 prodotto \u00e8 commercializzato sul mercato statunitense e canadese, anche via internet.<\/p>\n<p>Il sistema utilizzato consiste in una camera d&#8217;essiccazione, un collettore solare per la produzione dell&#8217;aria calda, un impianto fotovoltaico con batterie per l&#8217;alimentazione di pompe e ventole e un piccolo bruciatore ausiliario (per la notte ed i periodi di scarsa insolazione), alimentato a biomasse provenienti dagli scarti delle piantagioni.<\/p>\n<p>Non richiedendo la connessione alla rete elettrica un sistema di questo tipo, pu\u00f2 essere installato anche in aree remote, vicino alle piantagioni, consentendo ai piccoli coltivatori di vendere il prodotto gi\u00e0 essiccato ad un prezzo molto maggiore e senza i problemi legati alla conservazione del prodotto fresco.<\/p>\n<p>La produzione di caff\u00e8 con i metodi tradizionali \u00e8 la seconda causa di distruzione delle foreste pluviali. Solo nel Centro America sono 500.000 i piccoli produttori di caff\u00e8 che, nel periodo del raccolto, distruggono circa 6.600 ettari al giorno di foresta per procurarsi la legna necessaria all&#8217;essiccazione.<\/p>\n<p>Per informazioni: SUN Utility Network<br \/>\nhttp:\/\/www.sunutility.com<\/p>\n<p><strong>NUOVA TECNOLOGIA PER LA PRODUZIONE DI &#8220;IDROGENO SOLARE&#8221;<\/strong><br \/>\nL&#8217;idrogeno \u00e8 tra gli elementi pi\u00f9 abbondanti in natura. Si trova nell&#8217;acqua e nei combustibili fossili, composti sostanzialmente di idrogeno e carbonio, negli animali e nelle piante. Utilizzato come combustibile, consente di produrre energia senza emissione di gas dannosi per l&#8217;atmosfera (bruciando produce solo vapore acqueo). Per produrlo, lo si pu\u00f2 estrarre dai combustibili fossili, in particolare dal metano, attraverso il processo di &#8220;steam reforming&#8221; o dall&#8217;acqua, per elettrolisi o attraverso reazioni foto o termo-chimiche. L&#8217;estrazione dai combustibili fossili comporta la produzione di ossidi di carbonio e di altri gas nocivi.<\/p>\n<p>Il metodo pi\u00f9 comune per ottenere un idrogeno &#8220;pulito&#8221; \u00e8 basato sull&#8217;elettrolisi dell&#8217;acqua, che viene effettuata utilizzando energia elettrica prodotta a partire dall&#8217;energia solare con celle fotovoltaiche o con altre tecnologie rinnovabili. Tuttavia questi metodi presentano alcune limitazioni, come il costo, che ne ostacola la diffusione.<\/p>\n<p>I laboratori della canadese SHEC (Solar Hydrogen Energy Corporation) hanno messo a punto un sistema innovativo per la produzione di idrogeno basato sulla termoscissione. Mediante concentratori solari ad alta efficienza si ottengono temperature sufficienti per innescare la separazione dell&#8217;idrogeno dall&#8217;ossigeno nella molecola dell&#8217;acqua. L&#8217;idrogeno, il miglior combustibile conosciuto, pu\u00f2 essere utilizzato per alimentare impianti centralizzati per la produzione di energia elettrica o celle a combustibile per la trazione di veicoli elettrici.<\/p>\n<p>Per informazioni: Solar Hydrogen Energy Corporation<br \/>\nhttp:\/\/www.solar-h.com<\/p>\n<p><strong>NEGLI USA UN CONSORZIO PER IL FINANZIAMENTO DELLE RINNOVABILI<\/strong><br \/>\nCinque organizzazioni statunitensi che operano nel settore dell&#8217;energia fotovoltaica hanno annunciato la fondazione del Solar Finance Consortium, nato per finanziare progetti di energia solare. La nuova organizzazione non profit, con sede a Washington, ha ottenuto un finanziamento da 1 milione di dollari (circa 2 miliardi di lire) dall&#8217;USAID (Agenzia statunitense per lo sviluppo internazionale), all&#8217;interno di uno specifico programma di sostegno delle energie rinnovabili. Il Consorzio condurr\u00e0 ricerche e programmi divulgativi per promuovere lo sviluppo di meccanismi di finanziamento innovativi a livello internazionale.<\/p>\n<p>I membri fondatori del Consorzio sono: Solar International Management, Inc., International Institute of Energy Conservation, Institute for Sustainable Power, Solar Electric Light Fund and Insights in Action, Inc.<\/p>\n<p>Per informazioni: Solar Finance Consortium<br \/>\ne-mail: team@SolarFinance.org<\/p>\n<p><strong>CORSO DI FORMAZIONE SUL FOTOVOLTAICO NEL CANTON TICINO<\/strong><br \/>\nIl TISO (Testing Center for Photovoltaic Components) del LEEE (Laboratorio di Energia, Ecologia ed Economia), presso la Scuola Universitaria Professionale della Svizzera Italiana di Canobbio, organizza, dal 5 al 26 maggio prossimo, un corso di formazione di &#8220;Tecnica Fotovoltaica&#8221; che ha l&#8217;obiettivo di fornire le conoscenze di base relative a questa tecnologia, approfondire gli aspetti del funzionamento degli impianti FV ed introdurre alla progettazione.<\/p>\n<p>Il corso \u00e8 suddiviso in tre moduli di 8 ore ciascuno: 1. Introduzione teorica; 2. Approfondimento con simulazione al computer; 3. Progettazione ed assemblaggio di impianti autonomi. I moduli 1 e 2 sono rivolti ad ingegneri, architetti, progettisti e consulenti; il modulo 3 \u00e8 destinato ad elettricisti, montatori e tecnici.<\/p>\n<p>Per informazioni: TISO<br \/>\nScuola Professionale della Svizzera Italiana<br \/>\ntel.: + 41 91 9404778<br \/>\nhttp:\/\/leee.dct.supsi.ch\/PV\/News_calendar.htm<\/p>\n<h4>NOTIZIE DA ISES ITALIA<\/h4>\n<p><strong>AD APRILE L&#8217;INSERTO OMAGGIO PER I SOCI \u00c8:<\/strong><\/p>\n<p><strong>DAL SOLE ENERGIA ELETTRICA PER LA CASA E LA CITT\u00c0<\/strong><br \/>\nAtti del Convegno di Palermo (2 luglio 1999)<\/p>\n<p>Gli argomenti trattati:<\/p>\n<ol>\n<li>Introduzione ai lavori (F. P Vivoli &#8211; Enea)<\/li>\n<li>Le applicazioni del fotovoltaico (R. Peruzzi &#8211; Eurosolare)<\/li>\n<li>Il Progetto &#8220;Zeus&#8221; (A. Mazzon &#8211; Assessorato all&#8217;Urbanistica di Palermo)<\/li>\n<li>Tipologie dell&#8217;integrazione del fotovoltaico nell&#8217;architettura (M. Spagnolo &#8211; architetto)<\/li>\n<li>Il Programma &#8220;10.000 Tetti Fotovoltaici&#8221; (A. Sarno &#8211; Enea Portici)<\/li>\n<li>Il collegamento alla rete elettrica (F. Groppi &#8211; Enel Ricerche, Polo Energie Alternative)<\/li>\n<li>Il fotovoltaico come elemento di valorizzazione degli edifici e dell&#8217;arredo urbano (C. Abbate &#8211; architetto)<\/li>\n<\/ol>\n<p><strong>UN TAVOLO DELLE ASSOCIAZIONI PER LE RINNOVABILI<\/strong><br \/>\nIl 14 marzo scorso, su invito di ISES ITALIA, si sono riuniti presso la nostra sede, a Roma, i rappresentanti di 10 tra le maggiori Associazioni e Coordinamenti italiani che si occupano di energia ed ambiente con l&#8217;obiettivo di discutere la recente approvazione della legge 33\/2000 (ripartizione della carbon-tax) e per cercare linee comuni di azione sul fronte della diffusione delle fonti energetiche rinnovabili.<\/p>\n<p>Ospiti del Presidente di ISES ITALIA, erano presenti: Carlo Arganini (Confer), Vittorio Bartolelli (ITABIA), Massimo Bastiani (Eurosolar), Sabatino Cariati (ANCI-SOLCOM), Gaio Croci (GEIE), Paolo Degli Espinosa (AIRU), Paolo Frankl (Ambiente Italia), Cesare Migliozzi (RENAEL) e Lionello Sirtori (ESI e ISES ITALIA).<\/p>\n<p>Il Presidente di ISES ITALIA, Vincenzo Naso, che ha coordinato i lavori, ha prospettato la creazione di un &#8220;TAVOLO-RETE&#8221; che, senza alcun aspetto vincolante per gli aderenti, costituisca una struttura virtuale composta dalle Associazioni e da operatori delle rinnovabili, che consenta loro di colloquiare ed incontrarsi per discutere le rispettive posizioni e prendere iniziative concertate per la crescita del settore. Ai fini di una interazione costruttiva tra i partecipanti, ha auspicato, inoltre, che ciascuno possa redigere una &#8220;scheda&#8221; in cui vengano individuati punti di forza e di debolezza di ogni tecnologia, individuando anche gli strumenti pi\u00f9 idonei al superamento degli ostacoli alla sua diffusione.<\/p>\n<p>Il Prof. Gianni Silvestrini, Direttore Generale del Ministero dell&#8217;Ambiente, prendendo atto con piacere dell&#8217;iniziativa, ha invitato i partecipanti ad un nuovo incontro da tenersi presso la sede del Ministero il 12 aprile prossimo.<\/p>\n<p><strong>EUROSUN 2000<\/strong><br \/>\nthe Third ISES-Europe Solar Congress<br \/>\n19 &#8211; 22 Giugno 2000<br \/>\nCopenaghen, Danimarca<\/p>\n<p>Per informazioni:<br \/>\ne-mail: info@danvak.dk<br \/>\nhttp:\/\/www.eurosun2000.dk\/<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Scarica il PDF:\u00a0IlSolea360gradi &#8211; Anno VII- N.3 Marzo 2000 In questo numero: MOSTRA CONVEGNO A VERONA SULLA PRODUZIONE ENERGETICA DA BIOMASSE LEGNOSE IN QUANTO TEMPO SI RIPAGA UN IMPIANTO SOLARE TERMICO PER LA PRODUZIONE DI ACQUA CALDA? FINANZIAMENTI ALLE RINNOVABILI NELLE PROVINCE DI BOLZANO E TRENTO NEL MONDO OLTRE 13.300 MW EOLICI. 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