{"id":209,"date":"1999-12-01T17:25:59","date_gmt":"1999-12-01T17:25:59","guid":{"rendered":"http:\/\/webfabbrica.com\/360archive\/?p=209"},"modified":"2016-07-18T13:13:51","modified_gmt":"2016-07-18T13:13:51","slug":"n-11-dicembre-1999","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/gses.it\/360archive\/1999\/12\/01\/n-11-dicembre-1999\/","title":{"rendered":"N. 11 DICEMBRE 1999"},"content":{"rendered":"<p><em>Scarica il PDF:\u00a0<\/em><a href=\"http:\/\/gses.it\/360archive\/wp-content\/uploads\/1999\/01\/IlSolea360gradi-Anno-VI-N.11-Dicembre-1999.pdf\">IlSolea360gradi &#8211; Anno VI- N.11 Dicembre 1999<\/a><\/p>\n<p>In questo numero:<\/p>\n<ul>\n<li>LE POTENZIALIT\u00c0 ED IL VALORE DEL FOTOVOLTAICO ALLA CONFERENZA DELL&#8217;AIE<\/li>\n<li>CAMPAGNA EUROPEA PER IL DECOLLO DELLE RINNOVABILI: 3. ENERGIA EOLICA<\/li>\n<li>DALL&#8217;ENERGIA EOLICA IL 10% DELL&#8217;ENERGIA ELETTRICA NEL 2020<\/li>\n<li>QUASI 170 MW EOLICI IN FUNZIONE PER L&#8217;ITALIAN VENTO<\/li>\n<li>SEMINARI SUL FV INTEGRATO NEGLI EDIFICI<\/li>\n<li>INTERVENTI DELLA REGIONE TOSCANA NEL SETTORE DELLE RINNOVABILI<\/li>\n<li>PREMIO EUROSOLAR: VINCONO ANCHE DUE AZIENDE ITALIANE<\/li>\n<li>DALLA COMMISSIONE EUROPEA<\/li>\n<li>IN BREVE DAL MONDO<\/li>\n<li>NOTIZIE DA ISES ITALIA<\/li>\n<\/ul>\n<p><!--more--><\/p>\n<h4>LE POTENZIALIT\u00c0 ED IL VALORE DEL FOTOVOLTAICO ALLA CONFERENZA DELL&#8217;AIE<\/h4>\n<p>La produzione di FV ha superato alla fine del &#8217;99 la soglia dei 200 MW. La forte espansione del settore e gli sviluppi futuri sono stati analizzati alla conferenza internazionale dell&#8217;AIE, a Venezia. Nuovi approcci per una continua crescita del mercato anche oltre la fase degli incentivi.<\/p>\n<p>L&#8217;Agenzia Internazionale per l&#8217;Energia (AIE) ha tenuto a Venezia, dal 3 al 6 novembre 1999, la terza conferenza internazionale sui sistemi fotovoltaici (FV). L&#8217;incontro \u00e8 stato ospitato ed organizzato dall&#8217;ENEL e dall&#8217;ENEA e co-sponsorizzato dalla Commissione Europea, dal Dipartimento per l&#8217;Energia statunitense, dal NEDO e dal MITI giapponesi. Vi hanno partecipato circa 160 esperti di aziende elettriche ed energetiche, centri di ricerca ed universit\u00e0, industrie del settore FV e del settore edile, istituzioni finanziarie pubbliche e organizzazioni non governative. L&#8217;incontro \u00e8 stato dedicato all&#8217;esame dell&#8217;attuale crescita del mercato e delle azioni necessarie per un suo ulteriore sviluppo.<\/p>\n<p>Nell&#8217;ultimo decennio il mercato FV ha registrato una continua crescita: dal 1990 al 1996 il tasso annuo di crescita \u00e8 stato in media del 10%; nel 1997 ha avuto un&#8217;impennata, con +42% rispetto all&#8217;anno precedente, per scendere nel 1998 a +20%, anno in cui la produzione mondiale di celle e moduli FV ha raggiunto circa 150 MW di potenza (alla fine del &#8217;98 la potenza totale installata nel mondo era di circa 400 MW). Si stima che nel &#8217;99 la capacit\u00e0 prodotta dovrebbe avere superato i 200 MW: ci\u00f2 significa un raddoppio in soli 3 anni. Da qui al 2010 si prevede che il tasso medio annuo di crescita sar\u00e0 di circa il 17% (Rapporto Sarasin, agosto 1999), anche se per alcune applicazioni, soprattutto quelle connesse alla rete, si pu\u00f2 prevedere una crescita del 25% e per alcuni paesi, come il Giappone, si prevede che il mercato possa nei prossimi anni raddoppiare, se non triplicare.<\/p>\n<p>Queste previsioni si basano su una reale domanda di mercato presente nei Paesi in via di sviluppo (gli impianti FV per abitazioni rurali nei Pvs costituiscono il 12% del totale installato, con un potenziale di crescita al 2010 pari a 115 MW), e nei Paesi industrializzati, dove sono stati avviati programmi di incentivazione e di sostegno finanziario a favore di progetti di &#8220;tetti e facciate FV&#8221; connessi alla rete elettrica. Le applicazioni grid-connected per uso residenziale coprono attualmente il 24% del mercato FV e si prevede un&#8217;installazione di 400 MW nell&#8217;anno 2010 che corrisponderebbero al 40% del totale a quella data.<\/p>\n<p>Questa crescita trova una sua spiegazione anche nel cosiddetto &#8220;Valore del Sole&#8221;; il FV infatti ha in s\u00e9, come altre tecnologie solari, delle caratteristiche che rispondono alla crescente sensibilit\u00e0 ambientale e ad esigenze estetiche; inoltre \u00e8 in grado di produrre elettricit\u00e0 in aree isolate, di sostituire i materiali da costruzione tradizionali e di produrre energia pulita presso l&#8217;utenza.<\/p>\n<p>\u00c8 proprio sull&#8217;onda dell&#8217;attuale crescita che le industrie e gli operatori del settore FV hanno voluto riflettere nell&#8217;incontro di Venezia: come sfruttare il momento positivo del mercato ed assicurarsi che tale tendenza possa continuare anche quando gli attuali strumenti di incentivazione potrebbero essere meno disponibili o assenti? Diversi i settori d&#8217;intervento individuati. Il settore pubblico e governativo dovrebbe progressivamente rimuovere i sussidi e puntare su altre forme di incentivazione, come, per esempio, misure di defiscalizzazione. Inoltre, si dovrebbero assicurare politiche di lungo termine, chiare, certe e coerenti nel tempo. Gli interventi dovranno riguardare il settore della ricerca e sviluppo, della formazione, della sensibilizzazione dei consumatori e dei decisori pubblici.<\/p>\n<p>Le industrie dovrebbero ridurre lentamente i costi. Sappiamo che il prezzo attuale dell&#8217;energia FV (2,50$\/Wp) \u00e8 destinato a diminuire grazie ai progressi della tecnologia ed al mercato. Le celle al silicio mono e multi cristallino, attualmente le pi\u00f9 efficienti ma anche le pi\u00f9 costose, perderanno la loro supremazia sul mercato mondiale (oggi lo coprono per l&#8217;80%), lasciando il posto a tecnologie di costo inferiore, con processi di produzione automatizzati e continui, come il silicio amorfo e le celle ribbon &amp; sheet.<\/p>\n<p>Altre questioni determinanti per l&#8217;industria sono la standardizzazione di componenti e sistemi, la diversificazione dei mercati, il rafforzamento delle connessioni con altri settori, come per esempio quello edile. Una particolare enfasi \u00e8 stata posta nel corso dell&#8217;incontro al tema dei finanziamenti ed al ruolo delle banche, che dovrebbero impegnarsi a sviluppare e a offrire pacchetti finanziari ad hoc (articolo su progetto della Rabobank a pag. 6). Nel corso dell&#8217;incontro si \u00e8 stabilito che l&#8217;AIE rimanga la principale sede di confronto per l&#8217;avvio dei processi di armonizzazione dei codici e degli standard, per la promozione del settore e per favorire accordi internazionali volti a fissare e a realizzare gli obiettivi nei vari paesi.<\/p>\n<figure id=\"attachment_507\" aria-describedby=\"caption-attachment-507\" style=\"width: 390px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-507\" src=\"http:\/\/webfabbrica.com\/360archive\/wp-content\/uploads\/1999\/12\/appl_fv.gif\" alt=\"Le applicazioni del fotovoltaico (dati 1998)\" width=\"390\" height=\"320\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-507\" class=\"wp-caption-text\">Le applicazioni del fotovoltaico (dati 1998)<\/figcaption><\/figure>\n<h4>CAMPAGNA EUROPEA PER IL DECOLLO DELLE RINNOVABILI<\/h4>\n<p><strong>3. ENERGIA EOLICA<\/strong><br \/>\nNell&#8217;ultima parte che dedichiamo al documento della Commissione europea &#8220;Campagna per il decollo delle fonti energetiche rinnovabili&#8221; (settembre, ottobre, novembre de &#8220;IlSolea360gradi&#8221;) illustreremo le iniziative previste per il settore dell&#8217;energia eolica . L&#8217;obiettivo della Campagna \u00e8 quello di installare, al 2003, 10.000 MW, che rappresenterebbero il 25% sul totale della penetrazione dell&#8217;eolico nell&#8217;Unione europea prevista dal Libro bianco. Tale obiettivo pu\u00f2 essere diviso in 5 segmenti di mercato in base al territorio di applicazione ed agli attori coinvolti (vedi tabella).<\/p>\n<p><strong>1. Turbine di propriet\u00e0 privata<\/strong><br \/>\nTurbine con una potenza che va da pochi kW a 2 MW e di propriet\u00e0 di agricoltori, piccole cooperative, autorit\u00e0 locali, fabbriche; la Campagna sostiene le installazioni nelle aree isolate, le isole ed i siti con venti deboli.<br \/>\n<strong>2. Piccole centrali commerciali<\/strong><br \/>\nCentrali al di sotto dei 5 MW, installate da gruppi di investimento, grandi cooperative e fabbriche; anche qui la Campagna sostiene anche le installazioni nei terreni pi\u00f9 impervi, le aree isolate, le isole ed i siti a bassa ventosit\u00e0.<br \/>\n<strong>3. Grandi centrali commerciali<\/strong><br \/>\nCentrali comprese tra 5 e 100 MW di potenza che sono realizzate da promotori specializzati, in particolare produttori indipendenti di energia, capaci di costruire e gestire tali impianti. Queste centrali riceveranno, nell&#8217;ambito della Campagna, un sostegno economico aggiuntivo se installate in siti offshore, lontano dalla rete elettrica o in aree non particolarmente ventose.<br \/>\n<strong>4. Centrali di societ\u00e0 elettriche<\/strong><br \/>\nL&#8217;energia elettrica da fonte eolica \u00e8 parte del mix dell&#8217;energia generata dalle utility e, dunque, si prevede un notevole contributo delle centrali eoliche con potenze da 5 a 100 MW.<br \/>\n<strong>5. Mercati di nicchia<\/strong><br \/>\nSono incluse le installazioni di piccole turbine eoliche in aree isolate per l&#8217;elettrificazione di aree rurali con scarse o nulle infrastrutture e anche per speciali applicazioni quali la dissalazione, sistemi ibridi eolico-diesel, produzione di ghiaccio, pompaggio dell&#8217;acqua, telecomunicazioni, ecc.<br \/>\nSviluppo e prove di nuove turbine<\/p>\n<p>Il documento relativo alla Campagna per il decollo delle rinnovabili mette in evidenza che verr\u00e0 fornito un sostegno allo sviluppo e alle prove di nuove turbine eoliche. In particolare, ai produttori di grandi turbine (Multi Megawatt turbines) della nuova generazione, specialmente per le installazioni offshore che si pensa possano avere un&#8217;enorme potenziale. Inoltre, verranno sostenuti gli sforzi dei produttori di turbine con pesi ridotti rispetto allo standard in commercio e con capacit\u00e0 di adattarsi a specifici regimi di venti e a condizioni climatiche estreme. Si ritiene che, nel periodo della Campagna, verranno sviluppate e provate nuove turbine eoliche per circa 50 MW.<\/p>\n<p>Attualmente i costi medi di fabbricazione delle turbine utilizzate nelle centrali eoliche si aggirano intorno agli 800 Euro per kW (circa 1.550.000 lire). I costi di preparazione di un progetto possono tuttavia variare sensibilmente in relazione alle condizioni locali, come il terreno, le condizioni stradali, la prossimit\u00e0 con sub-stazioni della rete elettrica, ecc.<\/p>\n<p>Per siti in superfici pianeggianti il costo totale di una centrale eolica \u00e8 di circa 1.000 Euro\/kW (circa 1.936.000 lire), che pu\u00f2 aumentare nel caso di installazioni offshore o in aree con particolari rilievi. Tuttavia, poich\u00e9 i costi dovrebbero ridursi di almeno il 20% entro il 2005, si ritiene che gli investimenti medi stimati per il periodo 1999-2003 potranno essere di circa 800 Euro\/kW per siti pianeggianti sulla terraferma. L&#8217;investimento totale per la realizzazione di 10.000 MW sar\u00e0 dell&#8217;ordine di 10,1 miliardi di Euro (circa 19.500 miliardi di lire), e ricever\u00e0 un sostegno medio del settore pubblico pari al 20%.<\/p>\n<p>REALIZZAZIONI NEL SETTORE DELL&#8217;ENERGIA EOLICA<br \/>\n<em>Campagna europea per il decollo delle rinnovabili (1999 &#8211; 2003)<\/em><\/p>\n<table border=\"0\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td class=\"cellbkgnd\" valign=\"top\" width=\"240\"><b>Mercato\/Applicazione\/<br \/>\nSegmento tecnologico\u00a0\u00a0<\/b><\/td>\n<td class=\"cellbkgnd\" valign=\"top\" width=\"90\"><b>Stima capacit\u00e0 installata<\/b><\/td>\n<td class=\"cellbkgnd\" valign=\"top\" width=\"116\"><b>Costo medio unitario<br \/>\n(Euro\/kW)<\/b><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td valign=\"top\" width=\"240\">1. Turbine di propriet\u00e0 privata<br \/>\n(&lt; 2 MW)<\/td>\n<td align=\"center\" valign=\"top\" width=\"90\">450 MW<\/td>\n<td align=\"center\" valign=\"top\" width=\"116\">800-1.000<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td valign=\"top\" width=\"240\">2. Piccole centrali commerciali<br \/>\n(&lt; 5 MW)<\/td>\n<td align=\"center\" valign=\"top\" width=\"90\">1.000 MW<\/td>\n<td align=\"center\" valign=\"top\" width=\"116\">800-1.000<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td valign=\"top\" width=\"240\">3. Grandi centrali commerciali<br \/>\n(5 &#8211; 100 MW)<\/td>\n<td align=\"center\" valign=\"top\" width=\"90\">4.500 MW<\/td>\n<td align=\"center\" valign=\"top\" width=\"116\">800-1.250<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td valign=\"top\" width=\"240\">4. Centrali di societ\u00e0 elettriche<br \/>\n(5 &#8211; 100 MW)<\/td>\n<td align=\"center\" valign=\"top\" width=\"90\">3.000 MW<\/td>\n<td align=\"center\" valign=\"top\" width=\"116\">800-1.250<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td valign=\"top\" width=\"240\">5. Mercati di nicchia<\/td>\n<td align=\"center\" valign=\"top\" width=\"90\">1.000 MW<\/td>\n<td align=\"center\" valign=\"top\" width=\"116\">1.300<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td valign=\"top\" width=\"240\">Sviluppo e prove di nuove turbine<\/td>\n<td align=\"center\" valign=\"top\" width=\"90\">50 MW<\/td>\n<td align=\"center\" valign=\"top\" width=\"116\">2.000<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td valign=\"top\" width=\"240\">TOTALE<\/td>\n<td align=\"center\" valign=\"top\" width=\"90\">10.000 MW<\/td>\n<td align=\"center\" valign=\"top\" width=\"116\"><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<h4>DALL&#8217;ENERGIA EOLICA IL 10% DELL&#8217;ENERGIA ELETTRICA NEL 2020<\/h4>\n<p>\u00c8 stato recentemente pubblicato il documento &#8220;Wind Force 10. A Blueprint to Achieve 10% of the World&#8217;s Electricity from Wind Power by 2020&#8221;, commissionato dalla European Wind Energy Association (EWEA), da Greenpeace International e dal danese Forum for Energy and Development. Il documento si basa su un precedente lavoro della BTM Consult, poi revisionato, del quale abbiamo dato notizia anche su &#8220;IlSolea360gradi&#8221; (gennaio &#8217;99). \u00c8 un vero e proprio compendio sullo stato dell&#8217;arte della tecnologia eolica e, soprattutto, sugli sviluppi futuri. Infatti, analizzando innumerevoli dati di mercato del settore eolico a livello mondiale, sull&#8217;industria, la domanda di energia e le risorse eoliche mondiali, il rapporto mostra come l&#8217;energia da fonte eolica sia in grado di fornire il 10% dell&#8217;elettricit\u00e0 da produrre entro le prossime due decadi, assumendo il raddoppio della domanda mondiale di elettricit\u00e0 a quella data. L&#8217;eolico dovr\u00e0, dunque, fornire al 2020, 2.500-3.000 Terawattora (TWh) all&#8217;anno. Seguendo adeguate strategie di sviluppo e conseguenti tassi di crescita annuali, oscillanti tra il 20 ed il 30%, si dovrebbero poter installare 1,2 milioni MW eolici con una producibilit\u00e0 di 2.966 TWh, equivalenti al 10,85% del consumo di elettricit\u00e0 atteso. Un simile incremento consentirebbe di ottenere, al 2020, una riduzione cumulativa di CO2 pari a 10 milioni di tonnellate. L&#8217;analisi del settore parte dalla notevole crescita che questa tecnologia ha registrato negli anni &#8217;90: dai 2.013 MW installati al 1990 si \u00e8 passati a 10.153 MW alla fine del &#8217;98 (di cui 6.553 in Europa), con tassi di crescita, nel corso degli ultimi 6 anni, del 40% all&#8217;anno. L&#8217;Europa gi\u00e0 alla fine del &#8217;99 potrebbe aver raggiunto 8.000 MW installati. Tuttavia, al 2020, si prevede che il Nord America avr\u00e0 il primato con il 24,2% delle installazioni totali.<\/p>\n<p>Per richiedere copie del documento: EWEA<br \/>\nfax: +44 171 4027125 e-mail: ewea@ewea.org<\/p>\n<h4>QUASI 170 MW EOLICI IN FUNZIONE PER L&#8217;ITALIAN VENTO<\/h4>\n<p>Anche nel 1999 l&#8217;Italian Vento Power Corporation (IVPC) di Avellino ha dato un notevole contributo alle installazioni eoliche nel nostro paese. Sebbene la potenza installata durante l&#8217;anno si stata inferiore ai due precedenti anni (59,8 MW nel &#8217;97 e 76,8 MW nel &#8217;98), le 54 nuove turbine eoliche (per un totale di 32,4 MW) entrate in funzione nel &#8217;99 ed i progetti gi\u00e0 in cantiere fanno s\u00ec che la IVPC rimanga la societ\u00e0 leader nel settore eolico nazionale.<\/p>\n<p>Nel 1999 la societ\u00e0 avellinese ha installato 33 turbine danesi Vestas da 600 kW (30 MW) quale potenziamento della centrale di Alberona (FG), che ha raggiunto adesso una potenza totale di 33 MW.<\/p>\n<p>Prima di Alberona in primavera erano entrati in funzione 2,4 MW a Rocca San Felice (AV). A fine &#8217;99, la potenza eolica installata in Italia dalla IVPC ammonta quindi a 169,6 MW.<\/p>\n<p>Sempre nell&#8217;ambito del provvedimento di incentivazione CIP 6\/92, la IVPC dovr\u00e0 installare altri 230 MW. Alcuni di questi progetti sono gi\u00e0 cantierabili e si prevede che entro la fine della prossima primavera inizieranno i lavori per diverse nuove centrali: Andretta-Bisaccia (AV) per 29,4 MW, Lacedonia-Monteverde (AV) per 40 MW, Manaciglioni-Sant&#8217;Elia Pianesi (CB) per 40 MW, Roseto (FG) per circa 10 MW. Secondo le previsioni della societ\u00e0, saranno 120 i megawatt installati alla fine del 2000.<\/p>\n<p>Per altre centrali in Sardegna (3 per circa 30 MW) sono in fase avanzata le richieste autorizzative. L&#8217;Italian Vento si sta gi\u00e0 attivando per la realizzazione, nei prossimi anni, di circa 300 MW di impianti eolici fuori dal provvedimento CIP 6\/92.<\/p>\n<h4>SEMINARI SUL FV INTEGRATO NEGLI EDIFICI<\/h4>\n<p>Il 15 novembre a Roma, il 16 a Milano e il 17 a Bolzano si sono svolti 3 seminari sull&#8217;integrazione architettonica dei moduli fotovoltaici (FV). L&#8217;iniziativa, organizzata da D.E.A. S.r.l. (Distribuzione Energie Alternative) e Saint Gobain Glass Solar, con il sostegno di ISES ITALIA ed &#8220;Energia Blu&#8221;, ha attirato un pubblico di oltre 200 persone.<\/p>\n<p>La Saint Gobain Glass Solar \u00e8 specializzata nella realizzazione di moduli FV di ogni forma e dimensione, in grado di rispondere nel migliore dei modi alle pi\u00f9 svariate esigenze di design e funzione. Numerosi gli esempi presentati di impianti realizzati da Saint Gobain Glass Solar in Germania, Olanda, Danimarca e Gran Bretagna. Molte le tipologie d&#8217;impianto (tetti, facciate, frangisole, ecc.) che riescono a dare un valore aggiunto agli edifici, rendendoli non solo &#8220;energeticamente attivi&#8221;, ma anche particolarmente attraenti sotto il profilo prettamente estetico.<\/p>\n<p>\u00c8 stato interessante notare lo sforzo degli anglosassoni nel mostrare il pi\u00f9 possibile l&#8217;esistenza di un impianto FV in un edificio, mentre nel nostro paese succede proprio il contrario: chi vuole un sistema solare, \u00e8 costretto a nasconderlo il pi\u00f9 possibile, per evitare presunti danni &#8220;paesaggistici&#8221;.<\/p>\n<p>Negli stessi seminari \u00e8 stata inoltre presentata, per la prima volta in Italia, la cella solare fotovoltaica trasparente della Sunways (Germania); questa ha una trasparenza fino del 30% ed un&#8217;efficienza pari all&#8217;8-9%, e si ritiene possa aprire nuovi confini alle applicazioni architettoniche del FV.<\/p>\n<p>Per informazioni: Ing. Paolo Rocco Viscontini (DEA)<br \/>\ntel: 039 2455720 e-mail: prv@galactica.it<\/p>\n<h4>INTERVENTI DELLA REGIONE TOSCANA NEL SETTORE DELLE RINNOVABILI<\/h4>\n<p>Ammontano a 6 miliardi i contributi assegnati dalla Regione Toscana per la realizzazione di 9 progetti individuati con un primo pacchetto di &#8220;Accordi volontari&#8221;, secondo una procedura prevista dal Piano Energetico Regionale predisposta per semplificare gli adempimenti burocratici ed agevolare l&#8217;accesso ai finanziamenti pubblici. Si tratta di interventi proposti da soggetti privati o pubblici, selezionati in base al contributo che possono fornire allo sviluppo e alla diffusione delle rinnovabili e del risparmio energetico. I progetti prevedono, infatti, la realizzazione di impianti idroelettrici, a biomasse, impianti di cogenerazione e teleriscaldamento, che consentiranno un risparmio energetico annuo di oltre 13.000 tonnellate equivalenti di petrolio ed una riduzione di quasi 50.000 tonnellate di anidride carbonica in atmosfera in un anno.<\/p>\n<p>Per il settore del solare termico, la Regione Toscana si \u00e8 posta l&#8217;obiettivo minimo di installare 200.000 m2 di solare termico per la produzione di acqua calda entro il 2010, come \u00e8, del resto, previsto dal Piano Energetico Regionale. Attualmente i bassi livelli di installato in Toscana (1.000 m2\/anno per circa 12.000 m2 totali) non consentirebbero di arrivare a questo obiettivo. Pertanto, si \u00e8 avviato un accordo di settore per promuovere l&#8217;utilizzo di energia da fonte solare per uso termico (deliberazione Regione Toscana n\u00b01172 del 18\/10\/99) che prevede contributi in conto capitale di circa il 30% e la possibilit\u00e0 di rateizzare il costo non coperto dal finanziamento, grazie ad un accordo tra la Regione e le maggiori banche che operano in Toscana. Nei primissimi mesi dell&#8217;anno sar\u00e0 definito e firmato l&#8217;accordo di settore che verr\u00e0 poi pubblicato sul Bollettino Ufficiale della Regione Toscana insieme alla lista degli operatori che hanno sottoscritto tale accordo, che i cittadini potranno poi contattare.<\/p>\n<p>Per informazioni: Regione Toscana<br \/>\nDip.to delle Politiche Territoriali ed Ambientali &#8211; Area Energia<br \/>\nLa Deliberazione n\u00b01172 e la bozza dell&#8217;accordo sono pubblicati sul Bollettino Ufficiale della Regione Toscana n\u00b045 del 10\/11\/99, disponibile al sito internet: www.regione.toscana.it<\/p>\n<h4>PREMIO EUROSOLAR: VINCONO ANCHE DUE AZIENDE ITALIANE<\/h4>\n<p>Il premio europeo Eurosolar viene conferito ogni anno, dal 1994, a 7 progetti particolarmente innovativi nel settore delle rinnovabili. L&#8217;edizione 1999, svoltasi a Francoforte il 27 novembre, ha assegnato alla societ\u00e0 italiana Accomandita il premio relativo alla categoria delle societ\u00e0 industriali e commerciali e sempre un italiano, Giuliano Bianchini, ha meritato un premio speciale per aver organizzato e tenuto un corso per installatori di impianti solari termici rivolto ai detenuti del penitenziario di Gorgona, isola dell&#8217;arcipelago toscano (IlSolea360gradi, maggio &#8217;99).<\/p>\n<p>La societ\u00e0 Accomandita \u00e8 stata una delle prime a portare la tecnologia solare sul mercato italiano: dal 1980 ad oggi ha installato 100.000 m2 di collettori solari termici (8.000 nel 1999), registrando negli ultimi 3 anni una crescita media del 40%.<\/p>\n<p>Il corso di Giuliano Bianchini, iniziato nel 1996 e seguito da 54 detenuti, ha portato alla realizzazione e all&#8217;installazione di quasi 70 m2 di collettori solari che forniscono acqua calda al penitenziario; altri 115 m2 saranno operativi nei prossimi mesi. L&#8217;obiettivo \u00e8 di coprire l&#8217;intera domanda di acqua calda dell&#8217;isola con i collettori costruiti ed installati dai detenuti. Questi hanno dato vita ad una cooperativa sociale che opera nella Provincia di Livorno. Il progetto verr\u00e0 esteso nel 2000 al Carcere di Rebibbia di Roma con il finanziamento del Dip.to di Amministrazione Penitenziaria e del Ministero dell&#8217;Ambiente, e la partecipazione dell&#8217;Universit\u00e0 di Roma &#8220;La Sapienza&#8221; e dell&#8217;ENEA.<\/p>\n<p>Per informazioni:<br \/>\nPremio Eurosolar &#8211; www.eurosolar.org<br \/>\nAccomandita Tecnologie Speciali Energia srl &#8211; tel: 0524 523668<br \/>\nGiuliano Bianchini &#8211; Nuova S.a.r.e.d. srl &#8211; tel.: 0761 263011<\/p>\n<h4>DALLA COMMISSIONE EUROPEA<\/h4>\n<p><strong>RINVIATA LA PRESENTAZIONE DELLA PROPOSTA EUROPEA PER L&#8217;ELETTRICIT\u00c0 DA FONTI RINNOVABILI<\/strong><br \/>\nLa Commissione europea sta ritardando l&#8217;emanazione della proposta di direttiva sulla produzione di energia elettrica da fonte rinnovabile. Il commissario all&#8217;Energia, la spagnola Loyola de Palacio, ha aggiornato la questione ad una prossima riunione, rinviando gli Stati membri ad un documento articolato in 7 punti in cui sono riassunte le richieste agli stessi Paesi in merito alla citata direttiva. Questi sono chiamati ad esprimersi al pi\u00f9 presto sui seguenti argomenti (il governo italiano intende pronunciarsi gi\u00e0 entro la fine di gennaio):<br \/>\n1) fissare obiettivi di consumo minimo di elettricit\u00e0 prodotta da rinnovabili nei singoli Stati membri;<br \/>\n2) garantire o meno che tale elettricit\u00e0 abbia la priorit\u00e0 di accesso alla rete in caso di congestione;<br \/>\n3) obbligare o meno gli Stati membri ad eliminare ogni discriminazione che crei svantaggi all&#8217;accesso di questa elettricit\u00e0 al mercato interno;<br \/>\n4) introdurre un sistema di garanzie di origine per questo tipo di elettricit\u00e0 per permettere un buon funzionamento degli scambi tra Stati membri;<br \/>\n5) obbligare o meno gli Stati membri ad adattare i loro regimi di sostegno diretto a questi prezzi in maniera da porre fine ad ogni discriminazione a favore dei produttori nazionali, al massimo 10 anni dopo l&#8217;entrata in vigore della direttiva;<br \/>\n6) chiedere agli Stati il riesame delle disposizioni sulle procedure di pianificazione e autorizzazione per le nuove centrali;<br \/>\n7) verificare dopo 2 anni il livello comparativo dei vari regimi di sostegno alle fonti rinnovabili ed i livelli di aiuto accordati alle altre fonti di energia.<\/p>\n<p>Uno dei nodi della questione, probabilmente causa del ritardo nell&#8217;attuazione della direttiva, \u00e8 il meccanismo di incentivazione. Mentre nella bozza di proposta si prevederebbe che gli Stati membri debbano sostenere direttamente il finanziamento dei produttori nazionali fino a quando la produzione da rinnovabili non abbia raggiunto il 5% del consumo nazionale di elettricit\u00e0 (comunque entro il 2010), paesi come l&#8217;Italia ritengono che, in un regime di liberalizzazione, sarebbe pi\u00f9 adatto un nuovo meccanismo di mercato, eventualmente basato sui &#8220;certificati verdi&#8221;, che avrebbero, oltretutto il vantaggio di ridurre gli oneri dell&#8217;incentivazione pubblica.<\/p>\n<p><strong>RAPPORTO DELL&#8217;ISES E DELLA BANCA DI SVILUPPO AFRICANA SUL MERCATO DELLE RINNOVABILI IN SUDAFRICA<\/strong><br \/>\n\u00c8 stato recentemente pubblicato un rapporto di un progetto sviluppato da ISES International in collaborazione con la Banca di sviluppo africana, la Development Bank of Southern Africa (DBSA), con il finanziamento della DG XVII della Commissione Europea, dal titolo &#8220;Assessing the Integrated Regional Potential for the Widespread Introduction and Application of Appropriate Renewable Energy Technologies within SADC&#8221;. Lo studio fornisce un quadro del mercato potenziale delle tecnologie che utilizzano fonti rinnovabili per la produzione di energia nel Sud Africa e nei paesi della Southern African Development Community (SADC) (Angola, Botswana, Congo, Lesotho, Malawi, Mauritius, Mozambico, Namibia, Seychelles, Sud Africa, Swaziland, Tanzania, Zambia e Zimbabwe) ed \u00e8 rivolto all&#8217;industria europea che intenda investire in queste regioni. I dati, raccolti durante una serie di missioni sul campo, riguardano gli impianti esistenti e l&#8217;attuale suddivisione per tecnologia del mercato, gli ostacoli allo sviluppo del mercato, analizzati nei dettagli, e le possibilit\u00e0 di intervento e di investimento.<\/p>\n<p>Il documento, 75 pagine pi\u00f9 una guida per gli investitori di 44 pagine, pu\u00f2 essere scaricato al sito internet di ISES: http:\/\/wire.ises.org<\/p>\n<h4>IN BREVE DAL MONDO<\/h4>\n<p><strong>IN AUSTRALIA TASSA SUI CONSUMI ENERGETICI PER LE RINNOVABILI<\/strong><br \/>\nL&#8217;australiana Electricity Supply Association (ESAA), associazione nazionale dei fornitori di energia elettrica, ha proposto al governo federale l&#8217;introduzione di una tassa sul consumo di energia, oltre a specifici sussidi, per sostenere lo sviluppo delle rinnovabili che sono parte degli obiettivi governativi per la riduzione delle emissioni di gas serra. Infatti, secondo gli impegni presi in merito al Protocollo di Kyoto al 2010, l&#8217;Australia dovr\u00e0 ridurre del 108% i livelli di emissioni rispetto al &#8217;97. Questa forte riduzione \u00e8 causata dal pesante ruolo del carbone nella generazione di elettricit\u00e0 e di conseguenza nella produzione di emissioni (33% del totale). Tra gli obiettivi del governo vi \u00e8 anche quello di incrementare la quota di elettricit\u00e0 prodotta da fonti rinnovabili entro il 2010, arrivando ad un totale del 12,7% contro il 10,7% registrato nel 1997. La richiesta dell&#8217;ESAA si basa soprattutto sulla constatazione che se l&#8217;impegno economico per il raggiungimento di tale obiettivo dovesse gravare esclusivamente sull&#8217;industria, ne risulterebbero eccessivi rincari dei prezzi dell&#8217;energia energetici a danno dei consumatori.<\/p>\n<p>Fonte: Clean Energy<\/p>\n<p><strong>&#8220;GREEN FUNDS&#8221; E SISTEMI FOTOVOLTAICI &#8220;PLUG&amp;PLAY&#8221;<\/strong><br \/>\nLa Rabobank olandese ha messo a punto un progetto finanziario per il settore del fotovoltaico (FV) insieme a Greenpeace. Il progetto, chiamato &#8220;Solaris&#8221;, prevede il coinvolgimento di 5 partner (Rabobank, Green Netherland, Shell Solar, Stork Energy Systems, Ecofys) per la realizzazione di 20.000 sistemi FV con potenze da 100 a 400 W e del costo medio di 442 Euro. I sistemi sono forniti sotto forma di kit e in modo da poter essere facilmente utilizzati e collegati alla rete (Plug&amp;Play).<\/p>\n<p>La Rabobank (www.rabobank.com) \u00e8 una delle pi\u00f9 attive banche verdi olandesi. Queste nascono, a partire dal 1995 in Olanda, a seguito dell&#8217;iniziativa presa dal Ministero per la casa, la pianificazione territoriale e l&#8217;ambiente, di incentivare, attraverso la detassazione degli utili, gli investimenti per progetti a favore dell&#8217;ambiente, della forestazione e conservazione della natura, dell&#8217;utilizzo dell&#8217;energia solare e delle fonti rinnovabili, dell&#8217;agricoltura organica.<\/p>\n<p>L&#8217;idea dei &#8220;Green Funds&#8221; ha cominciato a farsi strada in Olanda nel &#8217;93, quando il governo dell&#8217;epoca decise di togliere gli incentivi al settore delle rinnovabili ed &#8220;ecologizzare&#8221; l&#8217;economia. Una banca per potersi fregiare del titolo di &#8220;Banca verde&#8221; deve rispondere a una serie di requisiti. Ad esempio, che non meno del 70% delle somme investite siano destinate a progetti ecologici. In Olanda sono ormai varie decine i progetti finanziati dalle Banche Verdi, sempre pi\u00f9 in competizione tra loro. Per gli operatori finanziari attivi in questo settore c&#8217;\u00e8 la convinzione che le societ\u00e0 impegnate attivamente nello sviluppo di tecnologie favorevoli all&#8217;ambiente saranno, in futuro, pi\u00f9 redditizie di quelle che non lo sono.<\/p>\n<p>Per informazioni: Novem<br \/>\nwww.novem.org\/netherl\/green.htm#Green<\/p>\n<p><strong>MICROFINANZIAMENTI NEI PAESI POVERI CON INTERNET<\/strong><br \/>\nSi stima che nel 2005 saranno disponibili nel mondo un miliardo di collegamenti portatili ad Internet, attraverso telefoni cellulari, pager ed altri sistemi mobili. Nel 2010 i collegamenti dovrebbero raggiungere i 3 miliardi. Una tale penetrazione di Internet, come per ogni altra tecnologia, potrebbe contribuire a combattere la povert\u00e0, aiutando le persone meno favorite a trovare la strada per uscirne. Un settore che si prevede potr\u00e0 beneficiare di Internet \u00e8 quello dei microfinanziamenti nei Paesi in via di sviluppo, con prestiti che vanno da 10 dollari a 1.000 dollari. Per far fronte alla domanda di prestito (1,3 miliardi di persone vivono oggi con un dollaro al giorno) ed evitare lo sfruttamento degli usurai, sono nate nel mondo circa 7.000 microbanche e organizzazioni non governative che potrebbero essere collegate con Internet e quindi entrare a far parte di una rete finanziaria adeguatamente organizzata. Questo progetto \u00e8 avviato ormai da un anno su Internet su iniziativa di Jacques Attali sul sito web PlaNetFinance. Collegare tra di loro le varie microbanche esistenti potr\u00e0 aiutarle ad abbassare i loro elevati costi relativi alla concessione di un prestito e al suo successivo monitoraggio. L&#8217;idea \u00e8 che le tecnologie informatiche dovrebbero consentire ad una microbanca di controllare un piccolo mutuo come una societ\u00e0 di spedizioni \u00e8 in grado di controllare il percorso dei pacchi spediti. L&#8217;abbassamento dei costi significa che i micromutui potranno essere trattati a grandi numeri e negoziati con le banche commerciali. Un settore particolarmente interessato al progetto PlaNetFinance \u00e8 quello del solare e delle energie rinnovabili. Molti kit e sistemi solari in grado di risolvere problemi cruciali dello sviluppo (conservazione dei medicinali, disponibilit\u00e0 di acqua potabile, illuminazione elettrica) hanno costi nel range dei prestiti trattati dalle microbanche.<\/p>\n<p>Per informazioni: PlaNetFinance &#8211; www.planetfinance.org\/index.htm<\/p>\n<p><strong>IL FOTOVOLTAICO APPLICATO AL RECUPERO DELLA VISTA<\/strong><br \/>\nLa cella fotovoltaica, tra le numerose applicazioni, potrebbe in futuro essere utilizzata anche per protesi visive. All&#8217;Universit\u00e0 di Tubingen, in Germania, neurobiologi e oculisti stanno studiando e sperimentando su animali la possibilit\u00e0 di stimolare elettricamente il sistema della retina in modo da recuperare la funzione visiva degli occhi cechi a seguito della degenerazione dei fotoricettori. L&#8217;energia elettrica verrebbe prodotta da una mini cella fotovoltaica. La ricerca ha avuto inizio nel 1993, quale parte di un programma promosso dal governo tedesco per esplorare in che modo i numerosi sviluppi di microsistemi tecnologici ed ingegneristici possano essere utilizzati in campo medico. Le sperimentazioni in corso stanno verificando la stabilit\u00e0 e la biocompatibilit\u00e0 dell&#8217;impianto e il relativo impatto sulla fisiologia complessiva della retina. Secondo i dati fino ad oggi acquisiti, l&#8217;ipotesi di una protesi visiva realizzata con dei chip solari sviluppati ad hoc sembra sempre meno remota anche per applicazioni sull&#8217;uomo.<\/p>\n<p>Per informazioni:<br \/>\ne-mail: stett@nmi.de<br \/>\nhttp:\/\/www.uak.medizin.uni-tuebingen.de\/depii\/groups\/subret\/<\/p>\n<p><strong>ASTROPOWER ANNUNCIA JOINT VENTURE IN SPAGNA<\/strong><br \/>\nLa societ\u00e0 statunitense AstroPower, che opera nel fotovoltaico e ha una crescita annua del 50%, \u00e8 tra le pi\u00f9 promettenti del mercato mondiale. Di recente ha annunciato la formazione di una joint-venture con la spagnola Atersa (Applicaciones Technicas de la Energia), che da oltre 20 anni produce moduli e componenti per sistemi FV.<\/p>\n<p>La nuova compagnia, AstraSolar, avr\u00e0 sede a Valencia (Spagna), dove sar\u00e0 avviato un impianto che, a partire da wafer di silicio forniti dall&#8217;AstroPower, produrr\u00e0 celle per 10 MW di potenza annui. Oltre alle celle al silicio cristallino, la AstroPower ha sviluppato la tecnologia del film sottile, utilizzando un processo produttivo ad alta velocit\u00e0 che consente di realizzare wafer al silicio in pochi minuti e a bassissimi costi. L&#8217;assemblaggio delle celle in moduli e la commercializzazione presso i mercati locali viene poi affidata a societ\u00e0 indipendenti distribuite sul territorio mondiale, le MODCOs.<\/p>\n<p>Per informazioni: AstroPower<br \/>\nwww.astropower.com<\/p>\n<h4>NOTIZIE DA ISES ITALIA<\/h4>\n<p><strong>I Seminari tematici di ISES ITALIA<\/strong><br \/>\n<strong> &#8220;ENERGIE RINNOVABILI E ARCHITETTURA ENERGETICAMENTE CONSAPEVOLE&#8221;<\/strong><\/p>\n<p>OFFERTA DI PACCHETTI DI SEMINARI PER ORDINI PROFESSIONALI, ASSOCIAZIONI DI PROFESSIONISTI, ISTITUTI UNIVERSITARI, ENTI LOCALI, AZIENDE, ASSOCIAZIONI INDUSTRIALI<\/p>\n<p>Chi pu\u00f2 partecipare:<br \/>\nI seminari tematici di ISES ITALIA sono rivolti a professionisti, a tecnici ed a studenti degli ultimi anni delle Facolt\u00e0 di Architettura e Ingegneria<\/p>\n<p>Chi pu\u00f2 acquistare i seminari tematici di ISES ITALIA:<br \/>\nOrdini ed Associazioni professionali, Istituti universitari, Enti locali, Aziende, Associazioni industriali, ecc.<\/p>\n<p>Per ulteriori informazioni: Segreteria ISES ITALIA &#8211; Arch. Patricia Ferro<\/p>\n<p>ISES ITALIA organizza, in collaborazione con EUROPOLIS nell&#8217;ambito di &#8220;EUROPOLIS 2000&#8221;<br \/>\nsaloni delle tecnologie per vivere la citt\u00e0<br \/>\nFORUM SOLARE 2000<br \/>\nTECNOLOGIE E SISTEMI SOLARI PER LE CITT\u00c0<br \/>\nFiera di Bologna, 3 &#8211; 6 Febbraio 2000<\/p>\n<p>Il Forum \u00e8 costituito da 2 sezioni: una a carattere fieristico-espositivo, l&#8217;altra a carattere convegnistico.<br \/>\nNell&#8217;area fieristica, interamente dedicata alle aziende che operano nel settore delle rinnovabili, sono previsti spazi espositivi per le varie tecnologie solari.<\/p>\n<p>Programma Workshop &#8220;FORUM SOLARE 2000&#8221;<\/p>\n<p>Parlano i protagonisti della gestione energetica delle citt\u00e0: le loro iniziative e proposte per la diffusione delle tecnologie solari in ambito urbano<br \/>\n1) Gioved\u00ec, 3 febbraio 2000 &#8211; ore 14 &#8211; 18<br \/>\nGLI ENTI LOCALI, LE AZIENDE MUNICIPALIZZATE, LE AGENZIE ENERGETICHE<br \/>\nLe attivit\u00e0 ed i programmi in corso. Le azioni per rimuovere le barriere alla diffusione.<br \/>\nLe opportunit\u00e0 nel nuovo mercato energetico.<br \/>\n2) Venerd\u00ec, 4 febbraio 2000 &#8211; ore 14 &#8211; 18<br \/>\nLE AZIENDE<br \/>\nGli esempi di applicazione delle tecnologie solari nelle citt\u00e0. Le strategie commerciali.<br \/>\nGli incentivi comunitari, nazionali e locali.<br \/>\n3) Sabato, 5 febbraio 2000 &#8211; ore 14 &#8211; 18<br \/>\nLE ASSOCIAZIONI ENERGETICHE E AMBIENTALISTE<br \/>\nLe azioni di informazione, formazione e lobbying. Il coordinamento delle iniziative.<br \/>\nLe attivit\u00e0 di ISES ITALIA<\/p>\n<p>Per informazioni ed iscrizioni ai workshop: Segreteria ISES ITALIA<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Scarica il PDF:\u00a0IlSolea360gradi &#8211; Anno VI- N.11 Dicembre 1999 In questo numero: LE POTENZIALIT\u00c0 ED IL VALORE DEL FOTOVOLTAICO ALLA CONFERENZA DELL&#8217;AIE CAMPAGNA EUROPEA PER IL DECOLLO DELLE RINNOVABILI: 3. ENERGIA EOLICA DALL&#8217;ENERGIA EOLICA IL 10% DELL&#8217;ENERGIA ELETTRICA NEL 2020 QUASI 170 MW EOLICI IN FUNZIONE PER L&#8217;ITALIAN VENTO SEMINARI SUL FV INTEGRATO NEGLI EDIFICI &hellip; <a href=\"http:\/\/gses.it\/360archive\/1999\/12\/01\/n-11-dicembre-1999\/\" class=\"more-link\">Continue reading <span class=\"screen-reader-text\">N. 11 DICEMBRE 1999<\/span> <span class=\"meta-nav\">&rarr;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[17],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/gses.it\/360archive\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/209"}],"collection":[{"href":"http:\/\/gses.it\/360archive\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/gses.it\/360archive\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/gses.it\/360archive\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/gses.it\/360archive\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=209"}],"version-history":[{"count":6,"href":"http:\/\/gses.it\/360archive\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/209\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":685,"href":"http:\/\/gses.it\/360archive\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/209\/revisions\/685"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/gses.it\/360archive\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=209"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/gses.it\/360archive\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=209"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/gses.it\/360archive\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=209"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}