{"id":169,"date":"1998-07-01T16:56:58","date_gmt":"1998-07-01T16:56:58","guid":{"rendered":"http:\/\/webfabbrica.com\/360archive\/?p=169"},"modified":"2016-07-18T11:58:48","modified_gmt":"2016-07-18T11:58:48","slug":"n-7-luglio-agosto-1998","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/gses.it\/360archive\/1998\/07\/01\/n-7-luglio-agosto-1998\/","title":{"rendered":"N. 7 LUGLIO-AGOSTO 1998"},"content":{"rendered":"<p><em>Scarica il PDF:\u00a0<a href=\"http:\/\/gses.it\/360archive\/wp-content\/uploads\/1998\/01\/IlSolea360gradi-Anno-V-N.7-Lug-Ago1998.pdf\">IlSolea360gradi &#8211; Anno V- N.7 Lug-Ago1998<\/a><\/em><\/p>\n<p>In questo numero:<\/p>\n<ul>\n<li>IL FUTURO DELLE FONTI RINNOVABILI TRA CRISI AMBIENTALI E CRISI ENERGETICHE<\/li>\n<li>MINI-HYDRO: COOPERAZIONE ITALIANA NEL CHIAPAS<\/li>\n<li>NUOVI COMPONENTI PER LO SFRUTTAMENTO DELLA LUCE NATURALE: I TUBI DI LUCE &#8220;SOLATUBE&#8221;<\/li>\n<li>INSEGNA LUMINOSA FOTOVOLTAICA PER I &#8220;COMUNI SOLARIZZATI&#8221;<\/li>\n<li>ENERGIA EOLICA OFFSHORE: UNA PROSPETTIVA INTERESSANTE PER I PROSSIMI DECENNI<\/li>\n<li>CAMPAGNA DI INFORMAZIONE SULL&#8217;ENERGIA EOLICA (7)<\/li>\n<li>SCHEDA PER I CONSUMATORI: COME SCEGLIERE UN IMPIANTO FOTOVOLTAICO PER LA PRODUZIONE DI ENERGIA ELETTRICA<\/li>\n<li>DALLA COMMISSIONE EUROPEA<\/li>\n<li>IN BREVE DAL MONDO<\/li>\n<li>NOTIZIE DA ISES ITALIA<\/li>\n<\/ul>\n<p><!--more--><\/p>\n<h4>IL FUTURO DELLE FONTI RINNOVABILI TRA CRISI AMBIENTALI E CRISI ENERGETICHE<\/h4>\n<p>All&#8217;orizzonte sembra profilarsi una nuova ed importante crisi energetica: la produzione petrolifera dovrebbe raggiungere il suo massimo entro il 2002, per poi iniziare a declinare. Su queste basi saranno ancora i calcoli sulle emissioni di CO2 a segnare lo sviluppo delle rinnovabili?<\/p>\n<p>L&#8217; avvicinarsi della Conferenza Nazionale Energia e Ambiente (Roma, 25-28 novembre 1998) ci invita a fare alcune riflessioni su quello che \u00e8 stato lo sviluppo delle rinnovabili nel passato e quello che potremmo attenderci per il prossimo futuro.<\/p>\n<p>La crisi petrolifera del 1973 port\u00f2 alla ribalta internazionale i rischi connessi alla disponibilit\u00e0 e all&#8217;esaurimento delle fonti energetiche fossili. Sulla spinta creata da tali incertezze, i maggiori paesi industrializzati, inclusa l&#8217;Italia, vararono importanti programmi di ricerca e sviluppo delle tecnologie di utilizzo della energia solare e delle energie rinnovabili in genere. L&#8217;impegno dei governi e della comunit\u00e0 internazionale (basti pensare alla Conferenza di Nairobi del 1981 e alle promesse di un futuro energetico solare discusse nell&#8217;ambito della stessa), sembrava indicare una strada ormai tracciata.<\/p>\n<p>L&#8217;opinione pubblica aveva imparato da politici e decisori che lo sviluppo delle tecnologie solari e delle altre &#8220;energie alternative&#8221;, come il nucleare, era necessario per far fronte ai rischi connessi all&#8217;approvvigionamento delle fonti fossili.<\/p>\n<p>Queste convinzioni cominciarono per\u00f2 a sfumare nel corso degli anni &#8217;80, allorch\u00e9 nuove riserve di petrolio e di gas venivano scoperte. I prezzi di queste fonti, invece di aumentare, come in molti paventavano, diminuirono notevolmente e, con essi i rischi legati alla loro disponibilit\u00e0, resi meno drammatici anche da una loro provenienza pi\u00f9 diversificata e da nuove condizioni geopolitiche.<\/p>\n<p>\u00c8 agli inizi degli anni &#8217;90, quando il ricordo delle crisi petrolifere del &#8217;73 e del &#8217;79 \u00e8 sempre pi\u00f9 appannato, che le energie rinnovabili tornano all&#8217;attenzione di politici e decisori. La nuova spinta \u00e8, per\u00f2, diversa rispetto a quella di 20 anni prima: entra in scena la cosiddetta &#8220;crisi ambientale&#8221;. L&#8217;ipotizzato riscaldamento del pianeta, determinato dalle emissioni prodotte nella combustione delle fonti fossili diventa cos\u00ec l&#8217;elemento centrale delle politiche energetiche di quest&#8217;ultimo decennio. Lo sviluppo delle rinnovabili torna nell&#8217;agenda dei governi e della comunit\u00e0 internazionale con maggiore forza e vede il suo massimo impegno soprattutto a seguito degli impegni sottoscritti a Kyoto nel dicembre del &#8217;97: le rinnovabili devono anch&#8217;esse contribuire alla riduzione delle emissioni di gas serra.<\/p>\n<p>Mentre \u00e8 in atto una crescente acculturazione su ci\u00f2 che concerne le emissioni evitate dall&#8217;uso delle rinnovabili, sembra riaffiorare il rischio di una grave crisi petrolifera in tempi ravvicinati; non significher\u00e0 l&#8217;imminente fine del petrolio, ma il raggiungimento della sua &#8220;massima produzione&#8221; (in genere raggiunta quando met\u00e0 del petrolio \u00e8 stato estratto) e il successivo continuo calo a fronte di una domanda crescente, dovuto specialmente ai maggiori consumi nei paesi in via di sviluppo: il petrolio non si esaurisce, ma presto finir\u00e0 la sua disponibilit\u00e0 a costi bassi. Nell&#8217;ultima edizione dello &#8220;Stato del Mondo&#8221; del Worldwatch Institute viene fatto un esempio emblematico: &#8220;se i cinesi avessero un&#8217;automobile per famiglia, come negli Stati Uniti, servirebbero 80 milioni di barili di petrolio al giorno; oggi la produzione mondiale ammonta a 64 milioni di barili&#8221;.<\/p>\n<p>Un&#8217;analisi approfondita del prossimo calo della produzione globale del petrolio viene fatto nel numero di marzo &#8217;98 della rivista Scientific American, da due esperti energetici e petroliferi, Colin G. Campbell e Jean H. Laherr\u00e8re. Essi rimettono in discussione, sulla base di analisi decennali, i dati statistici, spesso gonfiati dai paesi produttori, relativi alle risorse petrolifere disponibili e arrivano alla conclusione che la &#8220;fine della festa&#8221; potrebbe essere molto pi\u00f9 vicina di quanto molti hanno previsto fino ad oggi, cio\u00e8 prima del 2010 (questa affermazione trae spunto dalla relazione &#8220;When Will the Joy Ride End?&#8221; dei due esperti presentata alla conferenza dell&#8217;American Solar Energy Society tenuta ad Alburquerque nel giugno &#8217;98).<\/p>\n<p>La produzione mondiale di petrolio potrebbe raggiungere il suo massimo gi\u00e0 nel 2002, per poi diminuire costantemente nei successivi 70 anni. Con la diminuzione della produzione e delle riserve di petrolio, i prezzi cresceranno velocemente facendo apparire minori e solo transitorie le crisi petrolifere degli anni 1973 e 1979.<\/p>\n<p>In questa prospettiva saranno ancora i calcoli sulla riduzione delle emissioni di CO2 a segnare il futuro delle energie rinnovabili?<\/p>\n<h4>MINI-HYDRO: COOPERAZIONE ITALIANA NEL CHIAPAS<\/h4>\n<p>Il CIRPS (Centro Interuniversitario di Ricerca sui Paesi in Via di Sviluppo) dell&#8217;Universit\u00e0 &#8220;La Sapienza&#8221; di Roma, guida un progetto di cooperazione internazionale, relativo alla realizzazione di un impianto idroelettrico della potenza installata di circa 80 kW nella Comunit\u00e0 della Realidad, nello stato messicano del Chiapas.<\/p>\n<p>Al progetto partecipano anche diversi Comuni italiani (tra cui quello di Venezia) ed alcune associazioni umanitarie. Obiettivo dell&#8217;iniziativa \u00e8 di migliorare in modo sensibile le condizioni di vita e avviare lo sviluppo dell&#8217;area.<\/p>\n<p>Dopo aver svolto una prima analisi di fattibilit\u00e0, si sta procedendo al progetto preliminare dell&#8217;impianto.<\/p>\n<p>I principali problemi tecnici sono connessi alle opere civili per la derivazione della portata da prelevare, che hanno una notevole incidenza sul costo totale.<\/p>\n<p>L&#8217;impianto idroelettrico dovrebbe sopperire al fabbisogno di energia elettrica di circa 125 unit\u00e0 abitative corrispondenti ad una popolazione insediata in due centri di circa 1000 abitanti. L&#8217;impianto fornir\u00e0 anche l&#8217;energia necessaria ad alcuni laboratori artigiani, alla locale scuola, alla illuminazione pubblica ed al poliambulatorio della comunit\u00e0.<\/p>\n<p>I progettisti hanno voluto, inoltre, coinvolgere la comunit\u00e0 locale nelle varie fasi del progetto in modo da poterla poi attivare anche nei lavori di costruzione e, in seguito, di gestione e manutenzione dell&#8217;impianto. Il progetto costituisce un utile banco di prova per mostrare, ancora una volta se necessario, come la fonte idraulica e gli impianti di piccola taglia possano costituire un valido contributo al miglioramento delle condizioni di vita in aree disagiate.<\/p>\n<p>Per informazioni: CIRPS<br \/>\nVia della Polveriera, 37 &#8211; 00184 Roma<br \/>\ntel: 06\/4874839 fax: 4874838<br \/>\ne-mail: cirpsrome@axroma.uniroma1.it<\/p>\n<h4>NUOVI COMPONENTI PER LO SFRUTTAMENTO DELLA LUCE NATURALE: I TUBI DI LUCE &#8220;SOLATUBE&#8221;<\/h4>\n<p>Cattura la luce del sole e la indirizza verso gli spazi sottostanti fino a 4,5 m di distanza, laddove non c&#8217;\u00e8 possibilit\u00e0 di aprire finestre o porte per comunicare con l&#8217;esterno. Si tratta di un nuovo sistema denominato SOLATUBE, in grado di inviare direttamente i raggi luminosi naturali dove occorrono, mediante una parabola interna ultra riflettente o delle lenti rifrangenti.<\/p>\n<p>Questo sistema, attraversando soffitti e solai, consente non solo di risparmiare notevolmente sulla bolletta elettrica, ma anche di offrire spazi pi\u00f9 confortevoli e pi\u00f9 salubri grazie ad una maggiore luminosit\u00e0.<\/p>\n<p>SOLATUBE consiste in una piccola cupola trasparente in policarbonato molto resistente, ad elevato assorbimento dei raggi ultravioletti e dotata di un riflettore che devia verso il basso la luce del Sole. Un altro tipo di cupola, invece, \u00e8 dotata di lenti di Fresnel perimetrali che consentono di flettere i raggi luminosi da 9\u00b0 a 26\u00b0 rispetto alla traiettoria di provenienza aumentando l&#8217;ingresso di luce diretta. Sotto la cupola si innesta un tubo, anche questo altamente riflettente, che consente, attraverso molteplici riflessioni, di far arrivare la luce al diffusore luminoso in metacrilato posto alla fine del tubo e, generalmente, in coincidenza con il piano del soffitto.<\/p>\n<p>Il sistema pu\u00f2 essere dotato anche di una lampada che permette di utilizzare il tubo durante le ore in cui la luce naturale \u00e8 insufficiente o durante la notte.<\/p>\n<p>SOLATUBE pu\u00f2 essere istallato su qualsiasi tipo di copertura e anche su una parete rivolta verso sud.<\/p>\n<p>Per informazioni:<br \/>\nENERGO PROJECT srl<br \/>\nVia Milano, 96\/a &#8211; 21034 Cocquio Trevisago (VA)<br \/>\ntel: 0332-700137 fax: 702098<\/p>\n<h4>INSEGNA LUMINOSA FOTOVOLTAICA PER I &#8220;COMUNI SOLARIZZATI&#8221;<\/h4>\n<p>La societ\u00e0 D.E.A. di Giulianello di Cori (LT) ha realizzato, in collaborazione con la Cipa Adilux, un pannello luminoso che identifica i Comuni che aderiscono all&#8217;iniziativa, nell&#8217;ambito del progetto ideato da Ministero dell&#8217;Ambiente ed ENEA &#8220;COMUNE SOLARIZZATO&#8221;.<\/p>\n<figure id=\"attachment_497\" aria-describedby=\"caption-attachment-497\" style=\"width: 297px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-497\" src=\"http:\/\/webfabbrica.com\/360archive\/wp-content\/uploads\/1998\/07\/insegna.jpg\" alt=\"Insegna luminosa fotovoltaica per i Comuni Solarizzati\" width=\"297\" height=\"119\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-497\" class=\"wp-caption-text\">Insegna luminosa fotovoltaica per i Comuni Solarizzati<\/figcaption><\/figure>\n<p>L&#8217;insegna ha un pannello frontale in metacrilato trasparente, al cui interno \u00e8 posta una striscia luminosa costituita da una formazione di 95 LED di colore giallo. La tipologia di LED utilizzati garantisce un bassissimo consumo di elettricit\u00e0 e una vita media di 100.000 ore. L&#8217;accensione e lo spegnimento sono automatici. L&#8217;alimentazione dell&#8217;insegna luminosa \u00e8 fornita da un modulo fotovoltaico (FV) che durante il giorno ricarica la batteria di accumulatori da 12 V e 6 Ah. Il modulo FV ha un potenza di 12 Wp. Il dimensionamento elettrico del sistema garantisce un tempo minimo di accensione di 5 ore nel periodo invernale, fino ad un massimo di 9 ore in estate.<\/p>\n<p>Questa tipologia di sistema FV \u00e8 particolarmente interessante per tutte le applicazioni diffuse a bassi consumi. Ecco alcuni esempi: passeggiate archeologiche e percorsi di interesse storico-turistico, parchi, piste ciclabili, segnaletiche mobili, insegne pubblicitarie, segnalazioni antinebbia, per cabine telefoniche, fermate di bus, segnaletica stradale in zone rurali, lampade votive, ecc.<\/p>\n<p>Per informazioni: D.E.A. srl<\/p>\n<h4>ENERGIA EOLICA OFFSHORE: UNA PROSPETTIVA INTERESSANTE PER I PROSSIMI DECENNI<\/h4>\n<p>Una delle sfide dell&#8217;industria eolica, nei prossimi decenni, sar\u00e0 orientata allo sviluppo di centrali a largo delle coste (centrali eoliche offshore).In Italia l&#8217;ENEA inizier\u00e0 presto un primo monitoraggio dei migliori siti eolici presenti nei nostri mari per valutarne il potenziale. Da una primissima analisi le aree in cui potrebbero essere installati gli aerogeneratori sono nei mari prospicienti Sicilia, Sardegna, Puglia, Calabria e Toscana. Qui esistono due requisiti importanti per l&#8217;eolico offshore: venti sostenuti e costante, bassi fondali. Secondo la rivista Wind Stats, in Italia esiste una potenzialit\u00e0 di produzione pari a 130\/140 miliardi di kWh\/anno.<\/p>\n<p>Se nel mar Mediterraneo anche altri paesi, come la Spagna e la Turchia, sono interessati all&#8217;eolico offshore, nel futuro questa tecnologia trover\u00e0 le migliori condizioni di espansione dove \u00e8 gi\u00e0 una piccola realt\u00e0, cio\u00e8 nei paesi del nord Europa che, per i prossimi decenni, hanno programmi veramente ambiziosi. Attualmente sono operativi 5 siti eolici offshore, per un totale di 23,5 MW: due siti sono in Danimarca (4,95 MW a Vindeby e 5 MW a Tun\u00f8 Knob), due sono installati nel mare interno dei Paesi Bassi (2 MW a Lely e 11,4 MW a Dronten) e, infine, uno a largo della Svezia (220 kW a Nogersund, il primo nella storia dell&#8217;eolico offshore, installato nel 1990).<\/p>\n<p>Il potenziale eolico offshore in Europa, secondo alcuni studi, \u00e8 di 1.845 TWh\/anno (cio\u00e8 1.845 miliardi di kWh); si stima che il 24% dei bisogni elettrici europei possa essere coperto dalla produzione dell&#8217;eolico offshore.<\/p>\n<p>Le maggiori difficolt\u00e0 nella costruzione di una centrale offshore sono connesse con ai costi di realizzazioni pi\u00f9 elevati rispetto alle centrali &#8220;terrestri&#8221;. Per rendere conveniente economicamente un progetto di questo tipo, inoltre, \u00e8 necessario installare una potenza di almeno 10-12 MW. Nelle installazioni su terraferma gli aerogeneratori incidono sul costo totale per circa il 70%; la parte degli aerogeneratori nell&#8217;offshore \u00e8 invece non superiore al 40% dell&#8217;investimento. I costi principali sono, quindi, dovuti alle fondazioni e al collegamento alla rete. Ovviamente anche la manutenzione incide in misura maggiore rispetto agli impianti su terraferma. I tempi di installazione superano di quasi due anni quelli di un parco eolico convenzionale.<\/p>\n<p>La convenienza di una centrale offshore \u00e8 da ricercare nella sua redditivit\u00e0: i venti sono superiori a quelli disponibili sulla terraferma, non incontrando ostacoli e quindi, a parit\u00e0 di potenza, la produzione \u00e8 senza dubbio maggiore. Anche i limiti di impatto ambientale sembrano minori, se le macchine vengono installate a oltre 2 km dalla costa.<\/p>\n<h4>CAMPAGNA DI INFORMAZIONE SULL&#8217;ENERGIA EOLICA (7)<\/h4>\n<p><strong>7. Diffusione in Europa e nel mondo<\/strong><br \/>\nRispetto all&#8217;anno 1996, il settore eolico \u00e8 cresciuto a livello mondiale del 25-26%. I dati ufficiali per il 1997, evidenziati nel grafico, mostrano infatti che alla fine dello scorso anno erano in funzione nel mondo 7.636 MW (dati della danese BTM Consult) e circa l&#8217;84% della nuova capacit\u00e0 (1.566 MW) \u00e8 stata installata in Europa, in particolare in Germania, Danimarca, Italia, Olanda, Spagna e Irlanda.Nel 1997 le vendite di turbine sono state pari ad un valore di 1,5 miliardi di dollari (oltre 2.500 miliardi di lire), cifra che dovrebbe raddoppiare nell&#8217;arco dei prossimi 5 anni. Infatti le previsioni sullo sviluppo dell&#8217;energia eolica indicano in oltre 20.000 MW la potenza installata entro il 2002 (pi\u00f9 della met\u00e0 in Europa). La maggiore crescita avverr\u00e0 in Germania, Spagna, Danimarca, India, Cina, Gran Bretagna e Stati Uniti.<\/p>\n<figure id=\"attachment_498\" aria-describedby=\"caption-attachment-498\" style=\"width: 628px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-498\" src=\"http:\/\/webfabbrica.com\/360archive\/wp-content\/uploads\/1998\/07\/diffusione_eolica.jpg\" alt=\"Diffusione eolica\" width=\"628\" height=\"274\" srcset=\"http:\/\/gses.it\/360archive\/wp-content\/uploads\/1998\/07\/diffusione_eolica.jpg 628w, http:\/\/gses.it\/360archive\/wp-content\/uploads\/1998\/07\/diffusione_eolica-300x131.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 628px) 100vw, 628px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-498\" class=\"wp-caption-text\">Diffusione eolica<\/figcaption><\/figure>\n<p>Il 1997 ha segnato un cambiamento al vertice dei maggiori costruttori di aerogeneratori: la danese NEG Micon ha spodestato dal primo posto la connazionale Vestas (vedi tabella). Tuttavia se vengono incluse le vendite della societ\u00e0 spagnola Gamesa, che commercializza prodotti Vestas, quest&#8217;ultima resta la compagnia leader.<\/p>\n<figure id=\"attachment_499\" aria-describedby=\"caption-attachment-499\" style=\"width: 408px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-499\" src=\"http:\/\/webfabbrica.com\/360archive\/wp-content\/uploads\/1998\/07\/compagnie_eoliche.gif\" alt=\"Le prime 10 compagnie eoliche del mondo\" width=\"408\" height=\"258\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-499\" class=\"wp-caption-text\">Le prime 10 compagnie eoliche del mondo<\/figcaption><\/figure>\n<p>Nella tabella si possono notare due particolari interessanti; il primo \u00e8 che i produttori danesi dominano ancora, a livello mondiale, il mercato, con circa il 60% delle vendite; il secondo \u00e8 che 3 aziende spagnole (Made, Desarrollos e Gamesa) sono tra le prime 10 compagnie eoliche del mondo.<\/p>\n<p>In Europa, dove \u00e8 installata il 62% della potenza eolica presente al mondo, capofila (dati EWEA &#8211; fine &#8217;97) \u00e8 la Germania, con 2.000 MW, seguono la Danimarca con 1.059 MW, la Spagna con 378, la Gran Bretagna con 312, la Svezia con 110; l&#8217;Italia \u00e8 al sesto posto con poco meno di 100 MW.<\/p>\n<p>Gli obiettivi per l&#8217;Europa, secondo quanto indicato dall&#8217;EWEA (European Wind Energy Association) e dalla Commissione europea nel Libro Bianco, sono di raggiungere 8.000 MW per il 2000 e 40.000 MW per il 2010. Intanto, alla fine del mese di marzo 1998, il nostro continente ha superato la soglia dei 5.000 MW installati (5.097 secondo dati EWEA).<\/p>\n<p>Per informazioni:<br \/>\n&#8220;International Wind Energy Development: World Market Update 1997&#8221;, BTM Consult<br \/>\ntel: +45 97 325299 fax: +45 97 325593<br \/>\ne-mail: btmcwind@post4.tele.dk<br \/>\nEWEA &#8211; European Wind Energy Association<br \/>\ne-mail: ewea@ewea.org<br \/>\nhttp:\/\/www.ewea.org<\/p>\n<h4>SCHEDA PER I CONSUMATORI: COME SCEGLIERE UN IMPIANTO FOTOVOLTAICO PER LA PRODUZIONE DI ENERGIA ELETTRICA<\/h4>\n<p>Questo mese presentiamo una scheda che fornir\u00e0 alcune coordinate ai potenziali acquirenti di impianti fotovoltaici (FV). Gli esempi sono basati su un manuale del fotovoltaico di ISES ITALIA &#8220;Energia Elettrica dal Sole&#8221; di prossima pubblicazione.La scelta dell&#8217;impianto FV pi\u00f9 adatto \u00e8 possibile quando si conoscono alcuni elementi:<br \/>\nDove sar\u00e0 installato:<br \/>\nA seconda che si consideri una localit\u00e0 del Nord, del Centro o del Sud Italia, si avranno diversi valori di insolazione, anche molto differenti tra di loro.<br \/>\nCosa dovr\u00e0 alimentare:<br \/>\nLampade, televisori, computer, frigoriferi e altri elettrodomestici consumano energia elettrica. Tali consumi dipendono da due fattori principali: la potenza degli apparecchi utilizzatori, misurata in watt (W) o chilowatt (1 kW = 1.000 W) e il tempo in cui gli stessi funzionano.<br \/>\nEsempio: una lampada avente una potenza di 11 W, lasciata accesa ogni giorno per 3 ore richieder\u00e0 33 Wh (wattora) di energia elettrica.<br \/>\nQuando verr\u00e0 utilizzato:<br \/>\nSe l&#8217;impianto viene utilizzato solo nei mesi estivi, il dimensionamento si baser\u00e0 sull&#8217;insolazione di quei mesi, certamente pi\u00f9 favorevole. Se anche d&#8217;inverno dovr\u00e0 fornire energia elettrica in quantit\u00e0 sufficiente, allora occorrer\u00e0 tenerne conto con un dimensionamento maggiorato. Inoltre, \u00e8 importante tenere presente il momento della giornata in cui si fanno effettivamente funzionare gli apparecchi utilizzatori. Se l&#8217;uso \u00e8 prevalentemente notturno e non si \u00e8 collegati ad una rete di distribuzione elettrica, allora servir\u00e0 accumulare in batterie l&#8217;energia elettrica erogata di giorno dai moduli FV, per poi sfruttarla quando non c&#8217;\u00e8 sole e i moduli non producono.<\/p>\n<p><strong>ALCUNI ESEMPI DI IMPIANTI FOTOVOLTAICI<\/strong><br \/>\nGli esempi riportati sotto intendono dare un&#8217;idea di che cosa si pu\u00f2 ottenere dai principali tipi di impianti FV e a quali costi. Vengono riportati degli intervalli di valori, proprio perch\u00e9 si tratta di una valutazione di massima, condizionata da diverse variabili (l&#8217;insolazione della zona, l&#8217;entit\u00e0 e il tipo di consumo, l&#8217;efficienza e il costo dei moduli fotovoltaici di varie marche, il costo e le prestazioni di tutti gli altri elementi costituenti il sistema FV, ecc.). I sistemi sono dimensionati per localit\u00e0 dell&#8217;Italia centrale.<\/p>\n<p>Gli elementi che servono per realizzare un sistema FV completo e che quindi concorrono alla spesa finale, sono: 1. i moduli fotovoltaici; 2. le batterie (alimentate dai moduli FV necessarie per utenze isolate o comunque utenze non connesse alla rete di distribuzione); 3. il regolatore di carica (per ottimizzare il servizio reso dai moduli e dalle batterie); 4. l&#8217;inverter (per poter adottare i comuni apparecchi utilizzatori a tensione e corrente alternata); 5. le strutture di sostegno dei moduli; 6. i cavi elettrici; 7. la progettazione e l&#8217;installazione.<\/p>\n<p>N.B.: I costi indicativi considerati non tengono conto di eventuali incentivi, come ad esempio la possibilit\u00e0, prevista dalla finanziaria 1998, di una detrazione del 41% del costo del sistema, dall&#8217;imponibile IRPEF (vedi Guida di ISES ITALIA).<\/p>\n<p><strong>1) IMPIANTO FOTOVOLTAICO PER PICCOLA UTENZA ISOLATA<\/strong><br \/>\n(rifugi montani o abitazioni rurali con limitati consumi elettrici)<br \/>\nUtilizzo: primavera &#8211; estate<br \/>\nUn sistema FV da 250 Wp (moduli per circa 2-2,5 mq) consente di alimentare 3 lampade a basso consumo per circa 4 ore al giorno ciascuna pi\u00f9 un frigorifero a basso consumo.<br \/>\nAutonomia di funzionamento garantita dalle batterie:<br \/>\nda 3 a 4 giorni (caratterizzati da scarsa insolazione).<br \/>\nCosto (IVA inclusa): 6 &#8211; 7,5 milioni di lire<br \/>\nUtilizzo: anche invernale<br \/>\nPer alimentare gli stessi apparecchi utilizzatori bisogner\u00e0 aggiungere ulteriori moduli FV, fino ad arrivare ad una potenza di almeno 500 Wp (circa 4-6 mq di moduli). Mantenendo lo stesso parco batterie, d&#8217;estate sar\u00e0 possibile consumare maggiori quantit\u00e0 di energia elettrica durante il giorno (fino al doppio di prima). Se poi si aumenta l&#8217;accumulo, si avr\u00e0 pi\u00f9 energia elettrica disponibile anche nelle ore notturne.<br \/>\nCosto (IVA inclusa): 11 &#8211; 13 milioni di lire2)<\/p>\n<p><strong> IMPIANTO FOTOVOLTAICO PER UNA MEDIA UTENZA ISOLATA<\/strong><br \/>\n(normale abitazione rurale dotata di apparecchi utilizzatori a basso consumo)<br \/>\nUtilizzo: primavera &#8211; estate<br \/>\nUn sistema FV da 750 Wp (moduli per circa 6-8 mq) consente di alimentare una decina di lampade a basso consumo per un tempo di circa 4 ore al giorno, un TV color, un frigorifero a basso consumo e qualche elettrodomestico non particolarmente energivoro.<br \/>\nAutonomia di funzionamento garantita dalle batterie:<br \/>\nda 3 a 4 giorni (caratterizzati da scarsa insolazione).<br \/>\nCosto (IVA inclusa): 20 &#8211; 23 milioni di lire<br \/>\nPer aver garantita la medesima erogazione di energia elettrica anche d&#8217;inverno, occorrerebbe aumentare la dimensione dell&#8217;impianto e, di conseguenza, il costo salirebbe ulteriormente. Si capisce quindi l&#8217;importanza di ottimizzare i consumi di energia elettrica eliminando gli sprechi e adottando apparecchiature a basso consumo.<\/p>\n<p><strong>3) IMPIANTO FOTOVOLTAICO PER UNA NORMALE UTENZA DOMESTICA COLLEGATA ALLA RETE ELETTRICA<\/strong><br \/>\nL&#8217;energia elettrica prodotta da un impianto FV connesso in rete pu\u00f2 essere consumata in loco o venduta alla societ\u00e0 proprietaria della rete. Nelle ore senza sole o con insufficiente insolazione, la rete, a sua volta, provveder\u00e0 a soddisfare il fabbisogno elettrico dell&#8217;abitazione.<br \/>\nUn impianto con potenze pari a 1 kWp (moduli per circa 8-10 mq) fornir\u00e0, in un anno, dai 1.300 ai 1.500 kWh\/anno. Ci\u00f2 significa che \u00e8 possibile avere un contributo al fabbisogno annuo di energia elettrica dell&#8217;ordine del 40-50% (considerando una tipica utenza domestica, avente un consumo di circa 3.000 kWh\/anno).<br \/>\nCosto (IVA inclusa): 17- 19 milioni di lire<br \/>\nPer un contributo di 3.000 kWh all&#8217;anno (vicino al 100% del consumo di elettricit\u00e0 di una famiglia tipo) sar\u00e0 necessario un sistema con una potenza di 2 kWp (moduli per 16-20 mq).<br \/>\nCosto (IVA inclusa): 36- 39 milioni di lire<\/p>\n<h4>DALLA COMMISSIONE EUROPEA<\/h4>\n<p><strong>IN GRECIA UN CONVEGNO SULL&#8217;ENERGIA SFRUTTABILE DALLE ONDE, DALLE CORRENTI MARINE E DALLE MAREE<\/strong><br \/>\nEnergia delle onde, delle correnti marine e delle maree<br \/>\nDal 30 settembre al 2 ottobre 1998 si svolge a Patrasso (Grecia) il terzo convegno europeo sull&#8217;energia delle onde, sponsorizzato dalla Commissione europea. L&#8217;obiettivo del convegno \u00e8 di permettere lo scambio di informazioni tra ricercatori, scienziati ed industriali, per migliorare la comprensione tra gli elementi di ricerca e di applicazione di questi tipi di energia.<\/p>\n<p>I mari e gli oceani contengono potenziali enormi di energie sfruttabili e rinnovabili e i risultati degli sforzi scientifici ed industriali degli ultimi decenni hanno dimostrato che la conversione di dette risorse in energia utilizzabile \u00e8 promettente.<\/p>\n<p>Il convegno intende presentare i pi\u00f9 recenti risultati della ricerca nel settore dell&#8217;energia delle onde e affronter\u00e0 tutti gli aspetti relativi alle onde, correnti marine e maree.<\/p>\n<p>Nel corso del convegno saranno, inoltre, esaminati gli ultimi sviluppi relativi ai metodi ed alle strategie di conversione opportuni e verr\u00e0 fatto il punto della situazione.<\/p>\n<p>Durante le sessioni plenarie del convegno saranno affrontate le tematiche seguenti: risorse energetiche, sviluppo tecnologico, prova dei concetti, prototipi ed applicazioni e aspetti economici ed ambientali.<\/p>\n<p>Per informazioni:<br \/>\nUniversit\u00e0 di Hannover Franzius-Institut<br \/>\nDr. Wilhelm Dursthoff<br \/>\n4 Nienburger Strasse &#8211; D-30167 Hannover<br \/>\ntel.: +49 511 7622573 fax : +49 511 7624002<br \/>\ne-mail: dursthoff@fi.uni-hannover.de<br \/>\nhttp:\/\/www.fi.uni-hannover.de\/<\/p>\n<p><strong>LA BIOMASSA COME FONTE ENERGETICA: UNA RELAZIONE DELLA DG XII<\/strong><br \/>\nLa DG XII della Commissione europea ha recentemente pubblicato i risultati di una ricerca, finanziata nel quadro del programma comunitario di Ricerca &amp; Sviluppo Tecnologico (RST) nel settore dell&#8217;agricoltura e dell&#8217;agroindustria, sul potenziale della biomassa quale fonte di combustibile per la produzione di energia.<\/p>\n<p>L&#8217;obiettivo della relazione comprende l&#8217;esame del costo reale dei combustibili fossili in termini di danno ambientale e vantaggi della biomassa in relazione all&#8217;ambiente e allo sviluppo sociale e rurale. La relazione mira, inoltre, alla definizione dell&#8217;effettivo scenario e dei modelli per sistemi di biomassa integrati in condizioni europee nonch\u00e9 all&#8217;analisi di possibili centri di agro-energia. La relazione \u00e8 basata sull&#8217;attivit\u00e0 di progettazione ingegneristica effettuata nell&#8217;ambito del programma quadro comunitario di RST e sulla recente letteratura relativa alla ricerca agricola e alle capacit\u00e0 tecnologiche; essa \u00e8 suddivisa in nove capitoli che trattano i seguenti aspetti:<br \/>\ncosti reali del combustibile fossile, compresi i costi sociali e ambientali;<\/p>\n<p>sviluppo di biomassa energetica;<\/p>\n<p>silvicoltura a turno breve;<\/p>\n<p>colture energetiche annuali;<\/p>\n<p>linea di trattamento dell&#8217;etanolo da sorgo zuccherino;<\/p>\n<p>tecnologia di conversione della biomassa;<\/p>\n<p>centro di trattamento industriale del sorgo zuccherino;<\/p>\n<p>strategia per un centro di energia dalla biomassa e possibili integrazioni;<\/p>\n<p>legislazione.<br \/>\nPer ulteriori informazioni e per ricevere una copia gratuita della relazione rivolgersi a:<br \/>\nCommissione europea &#8211; DG XII<br \/>\nAffari scientifici, ricerca e sviluppo (Segretariato FAIR)<br \/>\nrue de la Loi 200 (SDME 8\/29) B-1049 Bruxelles<br \/>\nfax: +32-2-2964322<br \/>\ne-mail: Life-fair@dg12.cec.be<\/p>\n<p><strong>SU INTERNET TUTTE LE INFORMAZIONI SUL PROGRAMMA SYNERGY<\/strong><br \/>\n<strong> www.cordis.lu\/synergy\/home.html<\/strong><\/p>\n<p>Su CORDIS \u00e8 stata lanciata una nuova pagina Web dedicata al programma comunitario SYNERGY destinato a promuovere la cooperazione internazionale nel settore energetico. Il programma SYNERGY, gestito dalla DG XVII della Commissione europea, si prefigge di potenziare la competitivit\u00e0 delle industrie comunitarie, migliorare la sicurezza dell&#8217;approvvigionamento energetico, promuovere lo sviluppo sostenibile e aumentare l&#8217;efficienza energetica.<\/p>\n<p>Le informazioni presenti sul nuovo sito comprendono: obiettivi del programma, dotazione di bilancio, azioni sostenute, alcuni esempi di progetti finanziati e la gestione del programma.<\/p>\n<p>Una sezione, dedicata alla rassegna delle attivit\u00e0 di SYNERGY fra il 1994 e il 1996, fornisce un riassunto delle attivit\u00e0 che hanno avuto luogo nell&#8217;ambito del programma nelle varie zone di cooperazione (Asia, Europa centrale e orientale, Comunit\u00e0 di Stati Indipendenti, America latina, Mediterraneo meridionale e orientale e altri progetti di carattere multizonale). Vengono forniti, inoltre, particolari per i contatti con la direzione del programma a livello di Commissione, nonch\u00e9 con i membri del comitato SYNERGY in tutti gli Stati membri dell&#8217;Unione. Un&#8217;altra sezione relativa agli inviti a presentare offerte fornisce informazioni sulle opportunit\u00e0 di progetti cofinanziati nell&#8217;ambito degli obiettivi del programma SYNERGY per il 1999.<\/p>\n<p>Si pu\u00f2 accedere alla nuova homepage SYNERGY sul server CORDIS all&#8217;indirizzo: http:\/\/www.cordis.lu\/synergy\/home.html<\/p>\n<h4>IN BREVE DAL MONDO<\/h4>\n<p><strong>INGHILTERRA: PRESTO INAUGURATO IL PRIMO SOLAR OFFICE<\/strong><br \/>\nA Sunderland (Inghilterra nord-occidentale), verr\u00e0 inaugurato entro l&#8217;anno il Solar Office, un palazzo adibito a uffici che sorge all&#8217;interno di nuovo complesso. L&#8217;edificio avr\u00e0 la pi\u00f9 ampia parete fotovoltaica in Europa: 45.000 celle fotovoltaiche con una capacit\u00e0 di generare circa 55.000 kWh\/anno. La facciata fotovoltaica \u00e8 lunga 66 metri ed ha un&#8217;inclinazione di 60\u00b0. L&#8217;energia elettrica prodotta sufficiente per 15 abitazioni di medie dimensioni, permetter\u00e0 allo stabile di coprire un terzo del suo fabbisogno. Durante i fine settimana e in altri periodi ridotto consumo, l&#8217;energia in eccedenza pu\u00f2 essere trasferita alla rete elettrica.\u00a0L&#8217;edificio, inoltre, sar\u00e0 dotato anche di uno speciale sistema di ventilazione, parzialmente naturale, che consentir\u00e0 di ottenere un notevole risparmio energetico annuale, valutabile in 55.000 sterline (circa 160 milioni di lire).<\/p>\n<p>Ha collaborato al progetto l&#8217;Universit\u00e0 di Northumbria, nelle immediate vicinanze del complesso, all&#8217;avanguardia nel campo del FV applicato all&#8217;edilizia. Il progetto ha usufruito dei finanziamenti del Fondo Europeo per lo Sviluppo Regionale (FESR).<\/p>\n<p>Fonte:\u00a0Made in Britain, luglio 1998<br \/>\nPer informazioni:<br \/>\nAkeler Developmnets plc<br \/>\n9 Hanover St, Hanover Sq.<br \/>\nLondon W1R 9HF, UK<br \/>\ntel: +44 171 6297575<br \/>\nfax: +44 171 3552435<\/p>\n<p><strong>VIDEO SUL GIRO TURISTICO DELLE CASE SOLARI AMERICANE<\/strong><br \/>\nL&#8217;American Solar Energy Society ha realizzato un video su &#8220;The National Tour of Solar Homes&#8221;, un evento annuale, quest&#8217;anno alla sua terza edizione, che prevede un giro turistico delle case solari americane da compiere il terzo sabato del mese di ottobre; le case sono aperte ai visitatori grazie alla disponibilit\u00e0 di coloro che le abitano.<\/p>\n<p>Nel 1997 oltre 12.000 persone hanno visitato, il 18 ottobre del 1997, le case solari in 42 stati.<\/p>\n<p>Organizzata dall&#8217;American Solar Energy Society, la manifestazione ha avuto il sostegno di istituzioni nazionali, quali il Department of Energy (DOE), il Renewable Energy Council e oltre 80 istituzioni e organizzazioni locali, quali gruppi ambientalisti e societ\u00e0 operanti nel settore delle costruzioni. L&#8217;evento \u00e8 stato anche pubblicizzato da due reti televisive nazionali e da numerose reti locali.<\/p>\n<p>Il giro turistico delle case solari americane ha lo scopo di mostrare le tecnologie solari all&#8217;opera nella vita di tutti i giorni. Anche star del mondo dello spettacolo hanno aperto la propria casa ai &#8220;turisti solari&#8221;.<\/p>\n<p>Per informazioni: American Solar Energy Society (ASES)<br \/>\nfax: +1 303 4433212<br \/>\ne-mail:ases@ases.org<br \/>\nhttp:\/\/www.ases.org\/solar<\/p>\n<p><strong>CAMINO SOLARE: PROGETTO DI IMPIANTO DA 200 MW IN INDIA<br \/>\n<\/strong>In un camino solare vengono utilizzate tre tecnologie: un tetto vetrato circolare che, con il suolo coperto, realizza un grande collettore solare capace di riscaldare grandi masse di aria; un camino, posto al centro del collettore e dotato, alla base, di ampie prese dell&#8217;aria calda; un generatore eolico, posto all&#8217;interno del camino, che intercetta il flusso di aria e ne trasforma l&#8217;energia cinetica in energia meccanica e, quindi, in energia elettrica.<\/p>\n<p>Il funzionamento del camino solare si basa sul principio secondo il quale l&#8217;aria calda sale verso l&#8217;alto.<\/p>\n<p>Il primo camino solare per la produzione di energia elettrica a livello mondiale \u00e8 stato costruito a Manzanares in Spagna nel 1983 su contratto del Ministero tedesco per la Ricerca e la Tecnologia. L&#8217;impianto \u00e8 stato in funzione per 7 anni.<\/p>\n<p>Sulla base dei dati di funzionamento di questo impianto pilota sono stati costruiti 2 piccoli impianti dimostrativi nello Sri Lanka, con il principale obiettivo di ottimizzare i costi del sistema e verificarne la fattibilit\u00e0 di commercializzazione, anche per taglie pi\u00f9 grandi.<\/p>\n<p>Le societ\u00e0 coinvolte in queste realizzazioni, la Schlaich Bergermann und Partners di Stoccarda (Germania) e la Energen International Limited (EIL), del gruppo Ceylinco dello Sri Lanka, hanno come Energen International Consortium (EIC), alla presentazione di una proposta per la costruzione di un camino solare da 200 MW per la produzione di energia elettrica nella regione indiana del Rajastahan. Il costo totale dell&#8217;impianto \u00e8 stimato intorno ai 500 milioni di dollari.<\/p>\n<p>Secondo la EIC, un camino solare in cemento armato ha una vita di almeno 60 anni e costi di esercizio bassi, poich\u00e9 l&#8217;unico componente in movimento \u00e8 il generatore eolico, tecnologia ampiamente sviluppata e affidabile.<\/p>\n<p>Le migliori localizzazioni per questo tipo di impianto pare vadano individuate nelle aree asciutte e sterili delle regioni tropicali.<\/p>\n<p>Per informazioni:<br \/>\nEnergen Int. Cons. (EIC)<br \/>\nhttp:\/\/www.ccom.lk\/energen<\/p>\n<p><strong>DESIGN SOLARE IN UNA MOSTRA A NEW YORK<\/strong><br \/>\nDal 21 giugno al 25 ottobre 1998 ha luogo a New York, presso il Museo Nazionale del Design &#8220;Cooper-Hewitt&#8221; una mostra dal titolo &#8220;Under the Sun: an Outdoor Exhibition of Ligth&#8221;. La mostra \u00e8 dedicata al sole, quale catalizzatore di nuove forme di design, sia con risvolti pratici, sia di natura puramente estetica.<\/p>\n<p>Sono esposti strutture, prototipi e prodotti che dimostrano come il design solare possa essere uno strumento capace di cambiare l&#8217;ambiente nel quale viviamo e lavoriamo.<\/p>\n<p>Tra i prodotti esposti, il sistema &#8220;Himawari&#8221; (girasole), progettato per catturare e canalizzare la luce del sole all&#8217;interno degli edifici; una fontana nella quale il flusso di acqua varia in relazione alla quantit\u00e0 della luce del sole; il &#8220;Solar Glass Pavillon&#8221; dell&#8217;altezza di circa 3 metri, coperto da 54 pannelli di vetro trasparente fotovoltaici in grado di produrre energia elettrica per il sistema di ventilazione e di illuminazione; il &#8220;Solar Tensile Pavillon&#8221; costituito da una copertura tesa con la superficie di film sottili fotovoltaici avente al centro un palo di oltre 10 metri di altezza, con la funzione di una grande meridiana; 3 telefoni alimentati a energia solare adattati per fornire informazioni sullo sviluppo del settore; il &#8220;Solar Sunbook&#8221;, relativo a un computer portatile adattabile per essere alimentato a energia solare; e infine, una serie di 22 moduli fotovoltaici per raccontare lo sviluppo di questa tecnologia dal 1966 fino al 1998.<\/p>\n<p>Per informazioni:<br \/>\nhttp:\/\/www.si.edu\/ndm\/<\/p>\n<h4>NOTIZIE DA ISES ITALIA<\/h4>\n<p><strong>ELETTO IL NUOVO PRESIDENTE DI ISES ITALIA<\/strong><br \/>\nIl Consiglio Direttivo del 19 maggio ha eletto all&#8217;unanimit\u00e0 Presidente di ISES ITALIA il Prof. Vincenzo Naso, professore ordinario nell&#8217;Universit\u00e0 di Roma &#8220;La Sapienza&#8221;, gi\u00e0 Vice Presidente dell&#8217;ISES.\u00a0L&#8217;Ing. Corrado Corvi, Presidente di ISES ITALIA per 16 anni, ha presentato le sue dimissioni per motivi di salute. Lo staff e tutti i collaboratori di ISES ITALIA porgono i pi\u00f9 vivi ringraziamenti per la preziosa attivit\u00e0 svolta dall&#8217;Ing. Corvi per l&#8217;associazione e inviano sentiti auguri di buon lavoro al nuovo Presidente.<\/p>\n<p>Gli attuali Vice Presidenti sono: Dr. Marcello Garozzo (Direttore Divisione Sviluppo Fonti Energia Rinnovabile dell&#8217;ENEA) e Ing. Roberto Vigotti (ENEL-Ricerca &#8211; Polo Energie Alternative).<\/p>\n<p>L&#8217;Assemblea dei Soci ha nominato all&#8217;unanimit\u00e0 Presidente Onorario l&#8217;Ing. Corrado Corvi.<\/p>\n<p><strong>CONCLUSA LA SECONDA FASE DEL PROGRAMMA &#8220;1000 CELLE FOTOVOLTAICHE PER 100 SCUOLE&#8221;: SONO 700 LE CELLE CONSEGNATE<\/strong><br \/>\nCon quest&#8217;ultima spedizione sono circa 700 le celle inviate dall&#8217;inizio dell&#8217;anno. L&#8217;elenco completo delle scuole che hanno partecipato nel &#8217;98 \u00e8 consultabile sul nostro sito internet &#8220;www.isesitalia.it&#8221; (vedi sezione &#8220;Per le Scuole&#8221;).<\/p>\n<p><strong>ISES INTERNATIONAL CERCA IL NUOVO DIRETTORE ESECUTIVO PER LA SEDE CENTRALE DI FRIBURGO<\/strong><br \/>\nL&#8217;ISES International cerca un Direttore Esecutivo a pieno tempo per la propria sede centrale di Friburgo (Germania) con inizio dal 1\/1\/1999.<\/p>\n<p>Ai candidati \u00e8 richiesta la capacit\u00e0 di supervisionare e gestire le attivit\u00e0 di informazione e progettuali dell&#8217;associazione in rapida espansione a livello mondiale, incluse le attivit\u00e0 relative alla promozione e organizzazione dei congressi mondiali, alla produzione delle pubblicazioni, al reperimento delle risorse finanziarie, alle relazioni pubbliche e con i soci, allo sviluppo di progetti di carattere internazionale e della comunicazione su Internet, anch&#8217;essa in rapida crescita.<\/p>\n<p>I candidati dovranno avere una provata esperienza nel settore delle energie rinnovabili e nella gestione delle risorse umane e finanziarie. \u00c8 essenziale una buona conoscenza della lingua inglese. \u00c8 desiderabile che i candidati abbiano anche una discreta conoscenza della lingua tedesca e delle tecniche di comunicazione tramite Internet.<\/p>\n<p>La posizione offerta dall&#8217;ISES International prevede un periodo di prova di un anno con la possibilit\u00e0 di un contratto di lavoro di pi\u00f9 lunga durata da negoziare tra le parti.<\/p>\n<p>Coloro che sono interessati a candidarsi per la posizione devono inviare il proprio Curriculum Vitae e i nomi di due referenti entro il 9 ottobre 1998 all&#8217;indirizzo di seguito riportato.<\/p>\n<p>Per ulteriori dettagli rivolgersi direttamente alla sede di Friburgo o a ISES ITALIA (l&#8217;annuncio relativo alla ricerca del nuovo Direttore \u00e8 pubblicato anche sull&#8217;ultimo numero di SunWorld e al sito &#8220;www.ises.org&#8221;).<\/p>\n<p>The ISES Secretary c\/o ISES International Headquarters<br \/>\nVilla Tannheim &#8211; Wiesentalstrasse 50<br \/>\nD-79115 Freiburg i. Br. &#8211; Germany<br \/>\nfax: +49 761 45906-99 e-mail: hq@ises.org<\/p>\n<p><strong>ALLO STUDIO UNA PROPOSTA DI ISES INTERNATIONAL PER IL COINVOLGIMENTO DI TUTTI I SOCI DELLE SEZIONI NAZIONALI NELLE ATTIVIT\u00c0 INTERNAZIONALI<\/strong><br \/>\nL&#8217;ISES International sta rivedendo le modalit\u00e0 di partecipazione dei propri Soci alle attivit\u00e0 dell&#8217;associazione. La nuova struttura di adesione all&#8217;ISES International sar\u00e0 discussa dalla prossima Assemblea dei Soci, in programma nel luglio 1999 in Israele.<\/p>\n<p>La proposta, delineata nelle sue linee generali anche sulla rivista SunWorld dal Presidente di ISES, l&#8217;australiano David Mill, \u00e8 ora oggetto di esame da parte di uno speciale Comitato ISES, presieduto dal Vicepresidente dell&#8217;ISES International e membro del Consiglio Direttivo di ISES ITALIA, l&#8217;Ing. Cesare Silvi, e al quale partecipano i rappresentanti delle sezioni di Australia, Cina, Ghana, Germania, Italia, Stati Uniti, dei membri non affiliati con una Sezione, e della sede centrale di Friburgo.<\/p>\n<p>L&#8217;aspetto pi\u00f9 innovativo della proposta \u00e8 che l&#8217;adesione a una Sezione Nazionale dell&#8217;ISES consentir\u00e0 automaticamente di diventare anche Socio dell&#8217;ISES International, senza costi aggiuntivi di particolare rilievo: questi potrebbero essere nulli o limitati al costo di appena qualche dollaro per l&#8217;emissione di una tessera di identit\u00e0 da utilizzare per l&#8217;accesso a costo ridotto ai servizi di base offerti da ISES su Internet e per ottenere degli sconti in occasione di partecipazione ad eventi ISES o nel caso di acquisto di pubblicazioni del catalogo ISES International.<\/p>\n<p>I servizi a maggiore valore aggiunto prestati dall&#8217;ISES, dall&#8217;invio della rivista SunWorld e di Solar Energy, continueranno ad essere pagati secondo le modalit\u00e0 in uso per coloro che oggi gi\u00e0 sono Soci Internazionali.<\/p>\n<p>Tutti i soci di ISES ITALIA interessati a saperne di pi\u00f9 o a fare avere loro eventuali commenti sulla proposta di ISES International possono rivolgersi direttamente alla Segreteria di ISES ITALIA.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Scarica il PDF:\u00a0IlSolea360gradi &#8211; Anno V- N.7 Lug-Ago1998 In questo numero: IL FUTURO DELLE FONTI RINNOVABILI TRA CRISI AMBIENTALI E CRISI ENERGETICHE MINI-HYDRO: COOPERAZIONE ITALIANA NEL CHIAPAS NUOVI COMPONENTI PER LO SFRUTTAMENTO DELLA LUCE NATURALE: I TUBI DI LUCE &#8220;SOLATUBE&#8221; INSEGNA LUMINOSA FOTOVOLTAICA PER I &#8220;COMUNI SOLARIZZATI&#8221; ENERGIA EOLICA OFFSHORE: UNA PROSPETTIVA INTERESSANTE PER I &hellip; <a href=\"http:\/\/gses.it\/360archive\/1998\/07\/01\/n-7-luglio-agosto-1998\/\" class=\"more-link\">Continue reading <span class=\"screen-reader-text\">N. 7 LUGLIO-AGOSTO 1998<\/span> <span class=\"meta-nav\">&rarr;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[16],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/gses.it\/360archive\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/169"}],"collection":[{"href":"http:\/\/gses.it\/360archive\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/gses.it\/360archive\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/gses.it\/360archive\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/gses.it\/360archive\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=169"}],"version-history":[{"count":6,"href":"http:\/\/gses.it\/360archive\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/169\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":656,"href":"http:\/\/gses.it\/360archive\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/169\/revisions\/656"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/gses.it\/360archive\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=169"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/gses.it\/360archive\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=169"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/gses.it\/360archive\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=169"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}